Agcom: rivedere legge par condicio. Nel 2013 crollo fatturato

(AGI) - Roma - Nuovo calo del fatturato del settorecomunicazione in Italia nel 2013: secondo la Relazione annualedell'Autorità' per le garanzie    [...]

Agcom: rivedere legge par condicio. Nel 2013 crollo fatturato

(AGI) - Roma, 15 lug. - Nuovo calo del fatturato del settorecomunicazione in Italia nel 2013: secondo la Relazione annualedell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, ilmacrosettore che comprende Tlc, Radio e Tv, Servizi postali eEditoria e Internet, il cui valore e' stimato in 56,1 miliardidi euro nel nostro Paese, ha perso in termini di fatturato 5,4miliardi di euro, facendo registrare un calo del 9% rispetto al2012. Nel dettaglio l'Agcom sottolinea che il settore delle Tlce' calato dell 11%, quello dei servizi media del 7%, mentre iservizi postali sono scesi del 2%. Il fatturato lordo delsettore, secondo l'autorita', e' sceso nel 2013 sotto il 4% delPil.

Il presidente dell'Agcom, Angelo Cardani, aprendo i lavoridella Relazione annuale a Montecitorio parla del contenziosotra l'Autorita' e gli stakeholders "e' tuttora molto elevato,con ricadute sui tempi di efficacia delle nostre decisioni e intermini di incertezza della regolazione". "Nel corso delbiennio - aggiunge Cardani - l'Autorita' e' stata criticata perdecisioni con effetti retroattivi: anche questa tuttavia e' unaconseguenza dei lunghi e imprevisti iter amministrativi,innescati dai ricorsi delle imprese verso le decisionidell'Autorita'". Secondo Cardani l'Autorita' potra' in futuroridurre il rischio di tali eventi attraverso il miglioramentodella qualita' del percorso e del contenuto delle decisioni, mae' bene evitare un abuso o un uso strumentale del contenzioso".

L'Autorita' per le comunicazioni "guarda con favore" alprogetto di privatizzazione annunciato dal governo per PosteItaliane. Lo dice il presidente dell'Autorita', Angelo Cardanimentre illustra la relazione annuale. Secondo Cardani, ilprogetto "potra' contribuire ad una maggiore trasparenza espingera' verso una maggiore razionalizzazione ed efficienzadei servizi".

Riferendosi ai compiti assegnati all'Agcom comeregolatore del settore postale, Cardani ha aggiunto che "nonpossiamo trascurare le evidenti asimmetrie tra gli operatoridei servizi postali (dal regime Iva alle riserve legali, aibandi di gara ai sussidi incrociati) ne' i vuoti ancoraesistenti per l'esercizio di diritti legati al servizio".La legge sulla par condicio presenta "sempre maggiori eevidenti criticita' applicative, specie nei periodi elettorali,rispetto alle quali e' certamente auspicabile un nuovointervento del legislatore - commenta il presidente dell'Agcom,Angelo Marcello Cardani - e' necessario coniugare lairrinunciabile esigenza di assicurare una efficace tutela delpluralismo informativo, sottesa a valori costituzionali dirango primario, con l'evoluzione del panorama mediatico epolitico".

Il presidente dell'Agcom ha aggiunto che "lacomunicazione politica su cui il legislatore aveva costruito ilbaricentro della par condicio, rappresenta un veicolo diinformazione ormai superato. I dati di ascolto evidenziano unascarsa attenzione del pubblico verso questa tipologia diprogrammi. Di contro e' cresciuta l'attenzione per itelegiornali e i programmi di approfondimento che sonorealizzati con format nuovi". "Il mutamento di scenario - haconcluso Cardani - richiede una profonda riflessione dellegislatore, volta ad adeguare l'impianto normativo al nuovoquadro mediatico e politico di riferimento. In questo sensoprocederemo quanto prima a inviare una segnalazione al governoevidenziando gli specifici profili di criticita' delladiscilina vigente".

Secondo l'Agcom si tratta comunque di un calo che risentedell'andamento macroeconomico e della contrazione complessivadella spesa delle famiglie anche se la stessa Autorita'sottolinea che la frenata del fatturato e' relativamente piu'contenuta rispetto al 2012 sul 2011. L'Agcom aggiunge che"prosegue la riduzione dei prezzi delle comunicazioni e negliultimi anni, a fronte della crescita dei prezzi al consumo, sie' registrata una diminuzione dei prezzi dei servizitelefonici". La crisi colpisce in particolare l'editoria tradizionale: ilfatturato dei quotidiani ha registrato tra il 2012 e il 2013,un calo del 7%. Le copie vendute sono calate dello 0,48% (ildato include sia le copie cartacee che quelle digitali), lapubblicita' e' calata del 13,17%. Ancora piu' netta lacontrazione del fatturato dei periodici: il settore ha perso il17% nell'ultimo anno.Quanto al settore televisivo, si legge nella relazione,"continua a essere caratterizzato da un andamento economiconegativo con riferimento sia alla tv gratuita (-6%) sia allapay tv (-2%)". Per il settore tv anche l'anno scorso lapubblicita' e' stata la principale fonte di finanziamento, conil 41% di risorse, ma "e' ormai incalzata dai ricavi daabbonanti e servizi di pay tv che valgono il 37% degli introiticomplessivi".

Anche nel settore radiofonico il canonerappresenta l'unica fonte di ricavo in aumento, segnalal'Agcom. Nella relazione annuale Agcom prevede una ripresa nel 2014. "E' attesa una ripresa degli investimenti per larealizzazione dei piani a banda larga e ultra larga deglioperatori". Nel dettaglio, si legge nella Relazione, gliinvestimenti sulla rete fissa sono calati l'anno scorso dello0,7%, mentre molto piu' consistente e' la frenata degliinvestimenti sulla rete mobile che sono scesi del 9,8%.

Intotale il calo e' stato del 5,4%. Sky e' la prima tv in Italia in termini di ricavi a 2,60 mld.Lo rileva la Relazione annuale dell'Agcom da cui emerge che laRai ha effettuato il sorpasso su Mediaset. Secondol'Autorita', 21st Century Fox-Sky Italia si conferma il primooperatore con 2,6 miliardi (in calo del 3,5% sul 2012), seguela Rai con 2,3 miliardi (in calo dell'1,6%). Ultima Mediasetche con 2,2 miliardi registra un calo dell'8% rispetto al 2012. Nel 2013 la quota di mercato di Telecom Italia nei servizi abanda larga e' scesa, per la prima volta, al di sotto del 50per cento. Lo afferma la relazione annuale dell'Agcom.

Lariduzione delle quote di mercato delle principali imprese,aggiunge l'Agcom, si verifica anche nel settore mobile, conriferimento ai primi due operatori.