"Renzi non ha consenso persone oneste", bufera su Landini

(AGI) - Roma, 21 nov. - E' ancora scontro sul jobs act tragoverno e sindacati. Ad accendere la miccia oggi una frase diMaurizio Landini, leader Fiom, per il quale l'esecutivo "non hail consenso delle persone oneste, dei lavoratori e di chi cercaun lavoro". Parole poi smussate in parte dal sindacalista, mache hanno comunque provocato la reazione del Pd e diConfindustria. "Dire che governo non ha il consenso dellepersone oneste offende milioni di lavoratori che nel Pdcredono. Spiace che a farlo sia un sindacalista" ha detto ilpresidente del Pd Matteo Orfini, mentre

(AGI) - Roma, 21 nov. - E' ancora scontro sul jobs act tragoverno e sindacati. Ad accendere la miccia oggi una frase diMaurizio Landini, leader Fiom, per il quale l'esecutivo "non hail consenso delle persone oneste, dei lavoratori e di chi cercaun lavoro". Parole poi smussate in parte dal sindacalista, mache hanno comunque provocato la reazione del Pd e diConfindustria. "Dire che governo non ha il consenso dellepersone oneste offende milioni di lavoratori che nel Pdcredono. Spiace che a farlo sia un sindacalista" ha detto ilpresidente del Pd Matteo Orfini, mentre Ernesto Carbone, dellasegreteria del partito ha chiesto a Landini di "chiedere scusaa 12 milioni di italiani". "Si salva il lavoro tenendo apertele fabbriche e le aziende, non alimentando polemiche o giocandoa chi urla piu' forte" ha replicato indirettamente il premierdurante la firma di un accordo sulla siderurgia che "salva 410posti di lavoro". Anche il presidente di Confindustria GiorgioSquinzi ha replicato a Landini: "Io personalmente - ha detto -mi ritengo una persona molto onesta, non onesta di piu'".Intanto, in mattinata, Matteo Renzi e' intervenuto a unconvegno di Confindustria difendendo il merito delprovvedimento su cui l'aula ha iniziato oggi il suo itervotando contro le pregiudiziali di costituzionalita'.L'articolo 18 che "prima rappresentava un ostacolo, ora non loe' piu'" e la riforma del lavoro ora "dovrebbe stimolare gliinvestimenti" in Italia ha spiegato il premier alleConfindustrie europee riunite da Squindi. "Dobbiamo cambiare ilnostro mercato del lavoro. Ci sara' un decreto attuativo.L'ultimo voto dovrebbe essere il 9 dicembre", ha detto agliindustriali. E ancora: "Abbiamo trasmesso il messaggio di unariduzione dell'onere fiscale che grava sul lavoro. L'idea e' unpo' di provocarvi Abbiamo liberato il sistema tradizionaleitaliano", ha insistito Renzi 'dribblando' la domanda deicronisti sul voto di fiducia: "Lo scopriremo solo vivendo", harisposto il premier che ieri si era detto possibilista circa uniter ordinario del decreto. Renzi e' ritornato a parlare anchedi Europa e di legge elettorale: "E' necessario cambiarel'Unione europea ma prima dobbiamo cambiare noi stessi.Dobbiamo dare un messaggio di cambiamento radicale", "questa e'l'unica strada per essere credibile". L'Italia dunquerispettera' il vincolo del 3%, ha aggiunto, ma "il mondo e'cambiato, dobbiamo pensare ad un nuovo paradigma. Questa e' ladiscussione per il 2015", ha pero' sottolineato ed haproseguito: "Noi sosteniamo Juncker solo dopo la sua decisionedi fornire un messaggio di cambiamento con il suo piano diinvestimenti". E la nuova legge elettorale sara' un altro puntodi forza per il Paese: portera' una rivoluzione, "con la chiaradesignazione del vincitore". .