Due M5s positivi. Casellati "Il Senato non chiude"

Due M5s positivi. Casellati "Il Senato non chiude"

Sconvocate le commissioni, sanificati tutti i locali. Il presidente assicura: "Non ho nessuna intenzione di chiudere. Non l'ho fatto neppure nel periodo più acuto della pandemia e sarebbe assurdo che succedesse adesso".

Due casi coronavirus senato 

 aula senato

AGI - Scatta l'allarme coronavirus a Palazzo Madama. La notizia di due senatori del Movimento 5 stelle risultati positivi al Covid-19 fa bloccare in via precauzionale tutti i lavori e il Senato 'chiude' i battenti per un giorno, in attesa della sanificazione di alcune sale e di conoscere l'esito dei tamponi a cui si sono sottoposti altri senatori che sono entrati in contatto con i due risultati positivi.

Uno dei due senatori positivi al Covid-19 è Francesco Mollame, che su facebook ringrazia "quanti hanno espresso i loro auguri, quando si sta molto male ed isolato anche un semplice saluto da' forza, non fa sentire soli". Poi confessa di non essere "mai stato così male, questo virus è proprio una gran brutta bestia. Ma ciò che non uccide fortifica...".

Ad annunciare sempre via social di essere risultato positivo è anche l'altro senatore M5s, Marco Croatti: "Il tampone che ho effettuato nella giornata di ieri ha dato esito positivo. Per correttezza informo che giovedì ho preso parte all'assemblea dei senatori del Movimento 5 stelle, munito di mascherina e nel rispetto del distanziamento sociale nei confronti dei presenti. Da lunedì pomeriggio sono in quarantena in casa".

Intanto, si rincorrono le indiscrezioni e secondo voci di palazzo ci sarebbero anche tre senatori di altri gruppi contagiati, ma al momento non vi è conferma ufficiale.

 "Il Senato è aperto e non ho nessuna intenzione di chiudere. Non l'ho fatto neppure nel periodo più acuto della pandemia e sarebbe assurdo che succedesse adesso", assicura la presidente Elisabetta Casellati, che spiega: "Oggi ho sconvocato le Commissioni esclusivamente per effettuare gli accertamenti imposti dai protocolli di sicurezza, ma domani tutto dovrebbe tornare alla normalità". Domani si riunirà alle 9,30 la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama, dove si affronterà anche la questione di come proseguire i lavori in commissione Bilancio sul decreto Agosto, atteso in Aula lunedì.

La notizia dei due senatori pentastellati positivi inizia a circolare a metà mattinata: subito scatta il protocollo contagio e tutti i senatori del gruppo M5s vengono sottoposti al tampone. Poco dopo, è lo stesso capogruppo 5 stelle, Gianluca Perilli, a confermare la positività dei due colleghi: "Due senatori del gruppo Movimento 5 stelle sono risultati positivi al Covid 19 e subito dopo aver appreso l'esito del tampone si sono messi in isolamento domiciliare", spiega. "I senatori M5s che sono entrati in stretto contatto con i due colleghi in queste ore si stanno sottoponendo al tampone e tutto il gruppo parlamentare sta adottando le necessarie misure previste dai protocolli, così come abbiamo sempre fatto fin dall'inizio della pandemia da coronavirus", assicura. Viene quindi sconvocata la commissione Bilancio di palazzo Madama, al lavoro sul decreto Agosto. 

Ma il rischio della diffusione del virus è alto e in via precauzionale vengono sconvocate tutte le sedute delle commissioni previste in giornata. Scorrono i minuti e arriva la decisione di mettere in lockdown l'intero palazzo, sempre in via precauzionale, anche per procedere, viene spiegato, alla sanificazione di alcune aule. Il provvedimento, si apprende a Palazzo Madama, vale solo per oggi.

Il Collegio dei senatori Questori, riunitosi oggi, informa che "il senatore Mollame, risultato positivo al Covid-19, non frequenta i locali del Senato a far data dal 10 settembre", mentre il senatore Croatti "ha avuto l'ultimo accesso agli stessi locali il giorno 24 settembre. Si è pertanto effettuata immediatamente la mappatura dei 'contatti stretti' in Senato" e "i locali delle Commissioni e dell'Assemblea sono già stati sanificati".

La notizia della positività di due senatori riaccende il dibattito, esploso durante il lockdown, sulla necessità di valutare i lavori a distanza del Parlamento, in particolar modo la possibilità del ricorso al voto da remoto. Il primo a sollecitare la ripresa della riflessione è il costituzionalista del Pd, Stefano Ceccanti: "Sarebbe il caso di riprendere il dibattito sul lavoro a distanza del Parlamento, preparando decisioni opportune nel segno della prudenza e del dovere di funzionamento degli organi costituzionali", scrive l'esponente dem.

Anche il pentastellato Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, torna a spingere sul tema: "Trovo inaccettabile che la democrazia debba fermarsi. L'avevo detto che il voto da remoto poteva tornare utile", osserva. la senatrice M5s Elena Botto chiede che la sua proposta sul voto a distanza venga esaminata dall Giunta in occasione dell'avvio dell'iter della riforma del Regolamento.