Emergenza migranti a Lampedusa: Conte convoca Musumeci e il sindaco

Emergenza migranti a Lampedusa: Conte convoca Musumeci e il sindaco

Il presidente del Consiglio incontrerà mercoledì mattina il presidente della Regione Siciliana e il primo cittadino della piccola isola siciliana, che ieri aveva visto uno sbarco di 450 persone. Sono cominciati, intanto, i primi trasferimenti di migranti da Lampedusa verso il resto d'Italia.

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Migranti

AGI - Invocato da Nello Musumeci e Totò Martello, Giuseppe Conte interviene nell'emergenza determinata dal flusso di migranti a Lampedusa, che solo ieri aveva visto sbarcarne circa 450 sul proprio territorio. "L’emergenza migranti in Sicilia sarà al centro di un incontro fissato per mercoledì a Roma, a Palazzo Chigi, con il premier. Me lo ha comunicato poco fa lo stesso presidente del Consiglio, chiamandomi al telefono. L’incontro sarà tecnico-operativo", ha detto il presidente della Regione Siciliana.

"È stato quindi raccolto - ha proseguito - l’ennesimo invito che  ho rivolto ieri al premier per un confronto. Al governo centrale porteremo le ragioni che hanno animato e continuano ad animare il nostro impegno, per dare finalmente una priorità a questa infinita emergenza sanitaria e umanitaria che si consuma in Sicilia, dopo un decennio di silenzi e omissioni di Roma e Bruxelles". 

La comunità lampedusana, in testa il sindaco, aveva proclamato uno sciopero generale, urlando di essere stata abbandonata. "E' rinviato fino al mio rientro", ha detto Martello, avvertendo che le decisioni successive dipenderanno dalle risposte che arriveranno dal governo centrale. All'incontro a Roma saranno presenti "i ministri competenti", tra cui quello dell'Interno, Luciana Lamorgese.

L'hotspot nell'isola siciliana si svuota piano piano. Sono 307 quelli che, fra la notte scorsa e questa mattina, lo hanno lasciato, ma vi sono ancora 1.219 persone a fronte di una capienza massima di 192 ospiti. La notte scorsa in 87 erano stati trasferiti a Porto Empedocle con le motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza; 55 di loro sono stati dirottati verso alcuni centri di accoglienza dell'Abruzzo. Gli altri resteranno in strutture siciliane. Il pattugliatore Dattilo della Guardia costiera, nelle ore successive, ha imbarcato altri 220 migranti dell'hotspot. Secondo quanto si apprende da fonti della Prefettura la sua destinazione sarebbe il porto di Pozzallo. 

Gli sbarchi di migranti sulle coste italiane sono quasi quadruplicati rispetto allo scorso anno. Sono 19.194 i migranti giunti sulle coste italiane dall'inizio dell'anno a oggi, secondo le stime fornite dal Viminale. Nello stesso periodo dell'anno scorso erano stati 5.135, nello stesso periodo di due anni fa 20.077. Dopo una settimana di sostanziale stasi, gli sbarchi hanno ripreso intensita' nel fine settimana e tra giovedi' 27 e domenica 30 agosto si sono concentrati 1.625 arrivi.

Secondo quanto dichiarato al momento dell'approdo, il 41% degli sbarcati quest'anno proviene dalla Tunisia, il 16% dal Bangladesh, il 5% dalla Costa d'Avorio. Dal primo gennaio al 17 agosto, i minori stranieri non accompagnati sbarcati sono stati 1.981, a fronte dei 1.680 dell'intero 2019 e ai 3.536 dell'intero 2018. Al momento, gli immigrati in accoglienza sul territorio nazionale sono 84.557, distribuiti tra hotspot (1.248), centri di accoglienza (59.900) e centri Siproimi, gli ex Sprar (23.409).

All'ondata di arrivi in Italia non sembra estranea una responsabilità di Malta, accusata da Sea Watch di aver aiutato i migranti a raggiungere la penisola piuttosto che a soccorrerli e portarli a La Valletta. L'episodio a cui fa riferimento la ong e' quello del gommone con 67 migranti a bordo, avvistato il 29 agosto scorso dal velivolo Moonbird a "25 miglia nautiche" da Malta e giunto ieri in autonomia a Pachino, nel siracusano. "A 2 miglia si trova la motovedetta maltese P24 che non risponde alle chiamate radio del nostro equipaggio e si sta allontanando", scriveva quel giorno la ong su Twitter.

In un secondo avvistamento, avvenuto alle 16.07 dello stesso giorno, i migranti indossano i giubbotti di salvataggio a "13 miglia nautiche" da Malta. La ong pubblica le foto dei due avvistamenti. "Limitandosi a distribuire salvagenti", scrive la ong su Twitter, Malta "ha illegalmente abbandonato il gommone obbligandolo a percorrere altre 60 miglia nautiche con un rischio continuo e concreto di naufragio"