I  dossier "caldi" sul tavolo dell'Ue a Berlino 

I  dossier "caldi" sul tavolo dell'Ue a Berlino 

Discussione su temi molto delicati alla riunione informale dei ministri degli Esteri dei 27: tensioni nel Mediterraneo orientale, Navalny e Bielorussia.

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Riunione Gymnich a Berlino, la Porta di Brandeburgo

AGI - L'alta tensione che si respira nel Mediterraneo orientale, divenuto terreno di scontro tra Grecia e Turchia dopo il forte impulso dato di recente da Ankara alle esplorazioni, ha tenuto banco alla riunione informale dei ministri della Difesa Ue, riuniti a Berlino sotto la presidenza semestrale tedesca. "E' necessario un approccio bilanciato per la ricerca di una sempre maggiore cooperazione e dialogo tra le parti", ha sottolineato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a margine dell'appuntamento.

L'Italia, con Grecia, Cipro e Francia, partecipa in queste ore a un'esercitazione militare congiunta nell'area, un'attività "in corso da alcuni mesi, abbiamo già fatto alcuni passaggi, la nave italiana che partecipa ieri ha anche navigato con una nave turca dentro le normali attività congiunte che vengono fatte in seno alla Nato". Come ha spiegato il ministro, interpellato su una possibile spaccatura nell'Ue. "l'atteggiamento italiano e piu' complessivamente degli altri Paesi e' quello di riaffermare i principi ma di lavorare al dialogo e alla soluzione politica".

Da parte sua la ministra alla Difesa tedesca, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha sottolineato che le manovre militari attuate nel Mediterraneo orientale "certamente non aiutano" ad attenuare le tensioni tra la Grecia e la Turchia. "Quello che dobbiamo trovare adesso e' un nuovo inizio per rientrare in una discussione politica e in un negoziato", ha aggiunto la Akk al termine del vertice, alla luce anche del tentativo di mediazione tra Ankara e Atene avviato dal ministro degli Esteri Heiko Maas allo scopo di scongiurare un'ulteriore escalation.

Guerini ha voluto sottolineare che non c'e' "assolutamente" il rischio di una guerra. "Dobbiamo fare in modo che non ci sia nessuna scintilla, e che il linguaggio e le azioni della responsabilità  prevalgano su un altro tipo di linguaggio e di azioni", ha affermato. 

Ma i toni bellicosi che agitano le acque del Mare Nostrum non sono l'unica preoccupazione dei 27, impegnati anche su altri dossier, primo fra tutti quello libico. "Le notizie sulla volontà di un cessate il fuoco sono sicuramente positive però la situazione deve essere attentamente monitorata e incoraggiata", ha affermato Guerini. 

Quanto al Libano, scosso dall'esplosione che all'inizio del mese ha devastato il porto e mezza città, Guerini ha auspicato che anche "l'Unione europea dia il proprio sostegno considerate le difficilissime condizioni economiche, sociali e di sicurezza in cui versa la Nazione". 

Oggi e domani nella capitale tedesca i ministri degli Esteri dei Paesi Ue partecipano alla riunione informale Gymnich. Tra gli appuntamenti in agenda, anche un pranzo di lavoro comune con il ministro degli Esteri israeliano, Gabi Ashkenazi, per discutere degli sviluppi nella regione mediorientale.

La situazione in Bielorussia scossa dalle proteste popolari contro il regime di Alexander Lukashenko, ma anche le tensioni nel Mediterraneo orientale con il rinnovato protagonismo della Turchia, fino alle relazioni con la Russia, oltre alla risposta europea alla pandemia di coronavirus: sono i temi in agenda.  

Dalla riunione, ospitata dal ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, e presieduta dall'Alto rappresentante per la Politica estera Ue, Josep Borrell, non usciranno decisioni formali. Vi prendono parte anche il commissario per l'Allargamento, Oliver Varhelyi, e il presidente della Commissione Esteri dell'Europarlamento, David McAllister. L'Italia è rappresentata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Il vertice, il cui nome deriva dalla prima sede in cui si svolse una riunione di questo tipo, il castello tedesco di Gymnich appunto, nel lontano 1974, parte con una sessione sulla Bielorussia e le possibili reazioni europee alla repressione delle proteste popolari da parte del regime di Lukashenko, rieletto all'inizio del mese con elezioni contestate dall'opposizione. Segue un dibattito sulle relazioni con la Turchia, alla luce anche delle tensioni che si registrano nel Mediterraneo orientale dopo il forte impulso dato di recente da Ankara alle esplorazioni per la ricerca di idrocarburi, e più in generale nella regione.

Domani i lavori riprenderanno con una sessione sui rapporti tra Bruxelles e Mosca dopo il caso Navalny e si concluderanno con una discussione sull'impatto geopolitico del Covid-19 e la risposta dell'Ue alla pandemia.