Salvini attacca Conte sulla gestione del covid-19: dovrebbe essere arrestato

Salvini attacca Conte sulla gestione del covid-19: dovrebbe essere arrestato

Il leader della Lega si mostra fiducioso sul processo per la Gregoretti e annuncia un'"alba di ripartenza" per il Carroccio

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AGI - Da giorni sui social ricordava l'appuntamento e lanciava il conto alla rovescia, creando suspense attorno alla data. A 50 giorni dall'inizio del processo a suo carico per il caso della nave Gregoretti, Matteo Salvini annuncia che dal 3 ottobre si aspetta una nuova "alba di ripartenza" per se stesso e per la Lega. Un momento che festeggerà portando "tanta gente" con sè in Tribunale, perchè - segnala - per quel giorno sono tutti prenotati i posti aerei da Milano e Roma verso Catania. E che celebrerà con una "settimana di eventi, incontri e concerti" dedicati al tema della libertà.

Nel giorno degli avvisi di garanzia a Giuseppe Conte e sei ministri per un procedimento nato da denunce provenienti da soggetti di varie parti d'Italia per diversi reati, tra cui epidemia e omicidio colposo, il segretario leghista torna ad attaccare duramente il capo del governo, chiedendone nuovamente l'arresto nel caso in cui fosse confermato da evidenze quanto sostenuto dai verbali della riunione del comitato tecnico scientifico del 3 marzo, ovvero che il Cts allora raccomandò al governo la zona rossa per Alzano lombardo e Nembro, focolai della Bergamasca, e non suggerì l'ipotesi di lockdown nazionale, adottata dal governo pochi giorni dopo.

Salvini conferma la sopensione dei furbetti del bonus ma attacca Tridico

Il capo di via Bellerio torna poi sul caso bonus 600 euro per le partite Iva andato a esponenti della Lega. Chiarisce che non ci saranno 'distinguo', neanche in Veneto: tutti i leghisti che hanno anche solo chiesto il bonus saranno sospesi dal partito e non candidati, almeno per questa tornata elettorale. Dopodichè, ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, attaccando il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, e chiedendone le dimissioni per manifesta incapacità.
    Salvini parla anche delle prossime Regionali, che vede per se stesso come un momento di 'breakthrough', che invertirà la narrazione negativa di commentatori e stampa. "La sensazione è molto buona, finalmente dopo mesi di chiacchiere, introspezioni, servizi e analisi psicologiche, il 20 e il 21 settembre, vota la gente vera. Si vedrà chi sale e chi scende, chi vince e chi perde. Siccome io ho delle belle sensazione non vedo l'ora che sia il 20 e il 21 settembre", ha affermato.

A sorpresa e in controtendenza con quanto affermato finora, però, dice di non ritenere che l'esito delle Regionali avrà "ripercussioni sul livello nazionale". "Non ce ne saranno, per quel che mi riguarda", sostiene. "Quel che accadrà a Roma prescinderà dal voto dei toscani, dei veneti. Anche se spero che questo governo tolga il disturbo". 

Ma gli attacchi più duri sono per Conte. "Se fossero confermati i verbali del Cts" il presidente del Consiglio "dovrebbe essere arrestato: non è un bonus, è un reato", attacca Salvini. "Oggi ho letto che i pm di Roma hanno aperto un fascicolo a carico di Conte e di mezzo governo per l'epidemia. E' chiaro che il tempo poi dirà chi non ha chiuso dove doveva", dice con riferimento al tema della zona rossa per i focolai della Bergamasca.

"Questi al governo - prosegue - hanno sulla coscienza i morti in Lombardia e gli affamati nel resto d'Italia, perchè non hanno chiuso la Lombardia quando dovevano e hanno chiuso il resto d'Italia quando dovevano". "Mi domando cosa aspetti a dimettersi un signore come il presidente dell'Inps - continua - che non vorrei avesse tirato fuori i dati sul bonus per coprire i problemi, veri, del presidente del Consiglio".

"A fronte di 30mila morti e danni miliardari, c'è una polemica per 600 euro" di bonus a leghisti, fa rilevare. "Ma fossero anche 6 centesimi di euro sarebbe uguale per noi: chi sbaglia paga", aggiunge poi. "Noi, a casa nostra, siamo inflessibili e intransigenti", continua. "Mi spiace per chi non verrà candidato se ne riparlerà la prossima volta". "Ho sentito Zaia", anche in Veneto, "non saranno ricandidati", aggiunge, alludendo al caso del vice presidente Gianluca Forcolin (Forcolin oggi si è poi dimesso). "Non è la fine del mondo: in Veneto vinceremo con almeno il 70% dei consensi", assicura. 

Poi il pensiero va al 3 ottobre, data di inizio del processo in cui è accusato di sequestro di persona per aver bloccato lo sbarco dei migranti a bordo della nave Gregoretti. "Ho chiesto che Catania e la Sicilia per quella settimana" diventino "la capitale europea delle libertà", annuncia, "ho chiesto di organizzare una settimana di eventi sul tema delle libertà educativa, di cura, di parola e di religione, perchè un processo politico a un ministro che ha fatto il suo lavoro non ha precedenti nella storia di Europa". "Trasformeremo quello che la sinistra voleva fosse un punto di arrivo, un plotone di esecuzione: diventerà un punto di ripartenza. Una settimana delle libertà contro l'oscurantismo di una parte della magistratura politicizzata. Per me sarà l'alba, e anche per l'Italia", assicura. "Io arriverò al processo sabato mattina, penso accompagnato da tanta gente, perchè mi dicono che sono in esaurimento i biglietti aerei per quel giorno, sia da Milano che da Roma".