Le risposte del Comune di Milano all'emergenza coronavirus

Le risposte del Comune di Milano all'emergenza coronavirus

Gli sportelli comunali restano aperti al pubblico, con personale dotato di mascherina, guanti e gel disinfettante. Chi può usufruisce del telelavoro: a oggi 600 dipendenti. Disdette per i matrimoni civili con ospiti contingentati

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 Telelavoro in Giappone

Sono aperti tutti gli uffici del Comune di Milano, anche quelli dove di solito c'è molta affluenza di pubblico, come in via Larga o all'Info point, con le dovute misure per il contenimento del contagio da coronavirus: mascherine, guanti e disinfettante per chi sta allo sportello.

La macchina comunale non si ferma. La premessa è questa, e sta alla base della possibilità che al dipendente venga concesso o meno lo smart working. Una misura che prima dell'emergenza interessava solo 320 persone e che adesso è molto ambita: i numeri sono raddoppiati. A oggi sono già oltre 600 i dipendenti a fare il telelavoro.

E ogni giorno arrivano in media una cinquantina di nuove richieste, apprende l'AGI. La possibilità è aperta a tutti i 15 mila dipendenti del Comune. Il numero degli smart workers insomma pare destinato ad aumentare.

Così come sta aumentando un altro dato, che va sottolineato: la richiesta dei certificati elettronici, quelli che si possono richiedere on line. Da quelli di residenza allo stato di famiglia, la cifra è in costante aumento. Nell'ultimo mese è cresciuta del 5.25%. A febbraio sono stati richiesti on line 24.748 certificati digitali (67%), e solo 12.094 allo sportello (33%) mentre il mese precedente, a gennaio i certificati digitali sono stati  22.436 (61.75%) e quelli allo  sportello 13.895 (38.25%).

Una leggera flessione c'è invece nel numero dei matrimoni civili che si celebrano nella bella sala di Palazzo Reale (anche questa interessata dalle restrizioni, non può contenere più di 20 tra parenti e amici degli sposi): nella settimana dal 2 al 10 marzo, su 31 matrimoni previsti, ci sono state 5 disdette e 2 rinvii ad aprile.

Non si fermano la solidarietà e i servizi per i più fragili, in queste settimane difficili. I centri per i senzatetto sono aperti, anche se sono stati contingentati gli ingressi al Centro aiuto della stazione Centrale (Casc) dove i senzatetto si presentano per chiedere un posto ed essere smistati. E se i centri socio ricreativi culturali per anziani sono chiusi, rimangono aperti quelli per i disabili (Cdd) perché sono considerati come strutture socio sanitarie e non solo aggregative.