Il rischio di una pandemia spaventa i mercati (che guardano alla Fed)

Il rischio di una pandemia spaventa i mercati (che guardano alla Fed)

È ancora troppo presto per quantificare l'impatto economico ma gli investitori scommettono su un taglio dei tassi americani entro l'anno. Attualmente sono tra l'1,5 e l'1,75%, già abbastanza bassi

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NICOLAS ECONOMOU / NURPHOTO - Federal Reserve

L'impatto economico dovuto alla diffusione del coronavirus chiama in causa le banche centrali e in particolare la posizione 'wait and see' della Federal Reserve. Finora i principali esponenti delle Fed si sono limitati a dire che è ancora troppo presto per quantificare le possibili ricadute del coronavirus sull'economia globale.

Tuttavia l'attenzione era concentrata soprattutto sulle difficoltà della Cina, che in pratica si è isolata, mettendo in atto misure draconiane per affrontare l'emergenza. Ora la Cina fa meno paura, ma al di fuori della Cina l'epidemia si sta espandendo, specie in Italia, Corea del Sud, Giappone e Iran. E questo spaventa i mercati.

L'Oms avverte che il mondo deve prepararsi a una possibile pandemia. L'effetto sulle Borse e sul prezzo del petrolio di questa 'svolta' della crisi del coronavirus è stato dirompente. Anche il rendimento dei Treasury Usa a 10 anni è sceso quasi al suo minimo storico. E questo per un motivo molto semplice: gli investitori scommettono che la Fed esca dalla sua posizione attendista per annunciare una riduzione dei tassi entro quest'anno. 

​I mercati, secondo il Wall Street Journal, per ora non si aspettano che la Fed taglierà i tassi alla prossima riunione del 17-18 marzo, ma sicuramente si aspettano che l'allerta della Federal Reserve salga di tono e che in non escluda più entro un anno un taglio dei tassi Usa, che attualmente sono tra l'1,5% e l'1,75%, cioè già abbastanza bassi.

Tuttavia, in questi casi, si sa, le scommesse dei mercati pesano, perché è sempre pericoloso non assecondarli. ​L'anno scorso la Fed aveva deciso di normalizzare la politica monetaria e di rialzare gradualmente i tassi, poi però, l'escalation della guerra commerciale degli Stati Uniti con la Cina, a partire dallo scorso maggio ha spinto la banca centrale Usa a ridurre i tassi per tre volte, a partire da luglio.

Ora potrebbe seguire la stessa strada, per disinnescare la minaccia del coronavirus sull'economia, anche se la mossa deve essere attentamente valutata, anche perché lo spazio di manovra delle banche centrali attualmente è abbastanza esiguo.