Le novità per le detenute madri di figli disabili

Le novità per le detenute madri di figli disabili

La Corte costituzionale ha fatto cadere il limite di età per la concessione dei domiciliari: il legame tra mamma e figlio non si esaurisce nelle prime fasi di vita del bambino

detenute madri figli disabili consulta

 Madri in carcere

Le detenute madri di figli gravemente disabili possono scontare la pena ai domiciliari, qualunque siano l’età del figlio e la durata della pena, sempre che il giudice non riscontri in concreto un pericolo per la sicurezza pubblica. 

Lo ha stabilito la Corte costituzionale con una sentenza depositata oggi, di cui è relatrice la presidente Marta Cartabia, accogliendo le questioni sollevate della Corte di cassazione sulla norma dell'ordinamento penitenziario che non prevedeva la concessione della detenzione domiciliare 'speciale' alle madri di figli affetti da grave disabilità ma con più di 10 anni di età. 

Nel solco di quanto già affermato nel 2003 sulla detenzione domiciliare 'ordinaria' - con una sentenza di cui fu relatrice la giudice Fernanda Contri - la Consulta ha ora rimosso anche per la detenzione domiciliare 'speciale' il limite di età dei 10 anni del figlio affetto da grave disabilità.

"Questa misura infatti - spiega Palazzo della Consulta - è finalizzata principalmente a tutelare il figlio, terzo incolpevole, bisognoso del rapporto quotidiano e delle cure della madre ristretta in carcere". 

La sentenza di oggi, osserva ancora la Corte, "si inserisce nell’ambito di una copiosa giurisprudenza costituzionale che considera le relazioni umane più prossime, specialmente familiari, fattori determinanti per la tutela effettiva delle persone più fragili".

Per questo, i giudici costituzionali hanno ritenuto che la detenzione domiciliare debba essere concessa alla madre di un figlio gravemente disabile, "considerata la sua particolare vulnerabilità fisica e psichica",  qualunque sia l’età, "anche in nome della protezione della maternità", in base all'articolo 31 della Costituzione, ossia del "legame tra madre e figlio, che non si esaurisce affatto nelle prime fasi di vita del bambino".