Stamina: tra ospedali e tribunali, le tappe della vicenda

(AGI) - Roma, 23 apr. - Per risalire all'origine della vicendaStamina bisogna tornare indietro al maggio 2010, quando laProcura della repubblica di Torino ha aperto un'inchiesta sulleattivita' della Stamina Foundation onlus, associazione torinesefondata nel 2009 dal professor Davide Vannoni "per sostenere laricerca sul trapianto di cellule staminali mesenchimali ediffondere in Italia la cultura della medicina rigenerativa".Nell'ottobre 2011 agli Spedali Civili di Brescia hanno avviatole cure staminali "ad uso compassionevole", seguendo ilprotocollo della Stamina Foundation. In quell'occasione sonostati accolti dodici pazienti, tutti bambini affetti dagravissime patologie neurodegenerative. Nell'aprile 2012 il

(AGI) - Roma, 23 apr. - Per risalire all'origine della vicendaStamina bisogna tornare indietro al maggio 2010, quando laProcura della repubblica di Torino ha aperto un'inchiesta sulleattivita' della Stamina Foundation onlus, associazione torinesefondata nel 2009 dal professor Davide Vannoni "per sostenere laricerca sul trapianto di cellule staminali mesenchimali ediffondere in Italia la cultura della medicina rigenerativa".Nell'ottobre 2011 agli Spedali Civili di Brescia hanno avviatole cure staminali "ad uso compassionevole", seguendo ilprotocollo della Stamina Foundation. In quell'occasione sonostati accolti dodici pazienti, tutti bambini affetti dagravissime patologie neurodegenerative. Nell'aprile 2012 il pmdi Torino Raffaele Guariniello ha disposto un'ispezione deicarabinieri dei Nas agli Spedali Civili di Brescia. Ilsuccessivo rapporto venne inviato all'Aifa, l'Agenzia italianadel farmaco che il 15 maggio successivo ha poi predisposto ilblocco della terapia. L'allora ministro della Salute RenatoBalduzzi dispose un'indagine amministrativa e un'ispezione daparte degli ispettori dello stesso ministero e dell'Aifa,insieme al Centro nazionale Trapianti. Le ispezioni e leindagini hanno portato tutte alla stessa conclusione: bloccarela somministrazione dei trattamenti, non solo perche' lapossibile efficacia non e' documentata scientificamente, ma leprocedure per la preparazione delle staminali nonrispetterebbero gli standard di sicurezza. Alle accuse Vannoniha sempre risposto che sul metodo esiste un brevetto e perquesto si sarebbe rifiutato di rendere accessibili i dettaglisulle procedure. Da allora la battaglia si e' spostata neitribunali. Ad agosto 2012 i genitori di Celeste Carrer, unadelle bambine curate con Stamina, hanno presentato al giudicedel lavoro del tribunale civile di Venezia un ricorso d'urgenzacon cui hanno chiesto la prosecuzione delle cure. Nel frattempoil pm Guariniello ha chiuso l'indagine preliminare su StaminaFoundation chiedendo il rinvio a giudizio dei 12 indagati tracui medici e lo stesso Vannoni. Dopo un tam tam mediatico ilministero della Salute ha dato l'ok alla continuazione dellecure. La decisione non e' pero' stata accolta co favore dallacomunita' scientifica. Prima Telethon che ha espresso ilproprio disappunto, poi un gruppo di 13 autorevoli scienziatiche hanno firmato un appello rivolto al ministro Balduzzi incui hanno espresso la loro preoccupazione circa le conseguenzedella vicenda sulla vita dei pazienti e sulla ricercascientifica in generale. A rincarare la dose anche la rivistaNature che ha "bocciato" il decreto Balduzzi che autorizza laprosecuzione delle cure con il metodo Stamina. Nel frattempo laprotesta ha coinvolto intensamente l'opinione pubblica,soprattutto nei social media: in molti appoggiano le famigliedei malati che vogliono accedere al metodo Stamina. Alleproteste seguono nuovi appelli. Tuttavia, il decreto hacontinuato il suo iter. Dopo una serie di modifiche al testooriginario, arriva l'approvazione del testo che consentiva dicontinuare le terapie gia' in essere e che prevedeva l'avvio diuna sperimentazione di 18 mesi, previa valutazione delprotocollo da parte di un comitato di esperti, per la qualevengono stanziati fino a 3 milioni di euro. Il 10 ottobre 2013arriva la marcia indietro del ministro della Salute che, difatto, ha bloccato l'avvio della sperimentazione. Determinantee' stato il parere del Comitato di esperti sul protocolloStamina, che hanno bocciato il protocollo per la mancanza dievidenze scientifiche a sostegno della sicurezza edell'efficacia del metodo. Ma lo stop alla sperimentazione e'stato impugnato da Vannoni, che il 27 settembre avevapresentato ricorso al Tar del Lazio. Il Tar il 4 dicembresospende l'efficacia del decreto di nomina del comitato, inattesa della decisione nel merito fissata l'11 giugno. ilministero nomina dunque un nuovo Comitato, che ancora non hainiziato i lavori. Nel frattempo, mentre gli Spedali Civili diBrescia sospendono 'sine die' la somministrazione deltrattamento, il 7 febbraio Vannoni viene rinviato a giudizioper tentata truffa. I reati ipotizzati: somministrazione difarmaci imperfetti, pericolosi per la salute pubblica, truffa eassociazione per delinquere. Inoltre, il PM ha ipotizzato chenumerosi familiari dei pazienti in cura abbiano versato allaStamina Foundation somme di denaro fra i 30.000 e i 50.000euro. Alla fine del mese il giudice del lavoro di Veneziaaccoglie il ricorso presentato dai genitori di Celeste Carrer eordina agli Spedali Civili di Brescia la riattivazione deltrattamento a base di staminali. Lo stesso team di avvocatidecide di presentare analoghi ricorsi per altri due bambini diCatania e Materia, le cui cure a Brescia sono state sospese.Subito dopo arriva la decisione del giudice del lavoro diCatania che, in un provvedimento d'urgenza, autorizza gliSpedali Civili di Brescia a riattivare il trattamento a base distaminali anche per Smeralda Camiolo, 17 mesi, in coma dallanascita per un'asfissia da parto. Poi la decisione del giudicedel lavoro di Matera che accoglie il ricorso presentato dallafamiglia Tortorelli il cui figlio Daniele, cinque anni e mezzo,e' affetto da morbo di Niemann-Pick. E' la terza vittoria difila. Parallelamente ai ricorsi alla giustizia civile, le trefamiglie di piccoli pazienti in cura impugnano davanti al Tardi Brescia l'ordinanza di blocco dell'Aifa, chiedendone lasospensiva. I giudici amministrativi, pero', rigettano ilricorso, fissando al 16 gennaio 2013 l'udienza di merito. Lavicenda e' pero' esplosa una volta arrivata sui media. Doponumerosi servizi mandati in onda da Le Iene, il caso Stamina e'entrato nelle case di tutti gli italiani. La storia che hacommosso tutta l'Italia riguarda la piccola Sofia, la bimbafiorentina affetta da leucodistrofia metacromatica al quale iltribunale di Firenze aveva imposto lo stop delle cura in virtu'dell'ordinanza Aifa. (AGI)