Sicurezza: banca dati Dna tra cooperazione e privacy

(AGI) - Roma, 5 lug. - Una banca dati presso il Viminale e unlaboratorio centrale del Dna presso il Dipartimentodell'Amministrazione penitenziaria. Questi i nuovi strumenti -che rafforzano la cooperazione transfrontaliera in materia disicurezza, pur garantendo la tutela della privacy - di cuil'Italia puo' dotarsi con la ratifica del Trattato di PrumQueste, in sintesi, le novita' introdotte con lo schemaregolamento approvato ieri in Consiglio dei Ministri.A COSA SERVE - Gli obiettivi che l'adozione del regolamentoconsente sono molteplici: la garanzia delle necessarie tuteledi privacy e anonimato, la maggiore certezza dei riscontri, la

(AGI) - Roma, 5 lug. - Una banca dati presso il Viminale e unlaboratorio centrale del Dna presso il Dipartimentodell'Amministrazione penitenziaria. Questi i nuovi strumenti -che rafforzano la cooperazione transfrontaliera in materia disicurezza, pur garantendo la tutela della privacy - di cuil'Italia puo' dotarsi con la ratifica del Trattato di PrumQueste, in sintesi, le novita' introdotte con lo schemaregolamento approvato ieri in Consiglio dei Ministri.A COSA SERVE - Gli obiettivi che l'adozione del regolamentoconsente sono molteplici: la garanzia delle necessarie tuteledi privacy e anonimato, la maggiore certezza dei riscontri, latempestivita' delle verifiche, il coordinamento di questiaspetti delle attivita' investigative. Per individuare iresponsabili di azioni criminali e fermarli, ma anche perescludere chi non e' coinvolto. Non sara' un Grande Fratellogenetico, ma uno strumento fondamentale in tema di innovazione,sicurezza e anche risparmio: sul versante internazionale,rafforza la cooperazione tra Stati sul fronte delle prevenzionee repressione del terrorismo e dell'immigrazione clandestina;sul versante interno, per la soluzione di casi giudiziaricomplessi, per il ritrovamento di persone scomparse, perl'identificazione di persone decedute rimaste non identificate.Importanti indagini note alla cronaca non avrebbero avuto esitopositivo senza il fondamentale strumento delle indagini sulDna. Ovunque nel mondo l'adozione di nuove tecniche di indaginee di strumenti avanzati ha consentito di aumentareesponenzialmente il numero dei responsabili accertati di questicrimini. Ovunque i risultati sono clamorosi, anche nellasoluzione dei cosiddetti 'cold case', i casi irrisolti da lungotempo. In Germania, dove la Banca e' operativa dal 1998 e sonocustodite le tracce genetiche di oltre 500mila autori dicrimini, durante i primi sei anni sono stati risolti circa18mila casi. MOLTEPLICI UTILIZZI - Le prospettive di utilizzo sonomolteplici: dalla riapertura di casi irrisolti alla miglioreconduzione di indagini in corso, fino ad una piu' efficaceinvestigazione dei reati a sfondo sessuale, dove le traccebiologiche sono ovviamente fondamentali. RISPARMIO - Come svariati studi hanno gia' evidenziato, lasemplificazione nelle indagini determinera' anche una rilevantela riduzione di sprechi e di costi grazie alla maggioreefficacia di attivita' finora disperse sul territorio. A CHI SI RACCOGLIE IL DNA - Si potra' raccogliere il Dna diautori o presunti autori di reati non colposi, condannati invia definitiva, arrestati in flagranza di reato o sottoposti afermo, sottoposti a custodia cautelare in carcere o agliarresti domiciliari. Ma sara' possibile anche catalogaremateriale genetico di persone scomparse, decedute nonidentificate o non identificabili. PRIVACY E INTERVENTO GARANTE - Lo schema di regolamento hadovuto affrontare delicate tematiche legate alla tutela dellaprivacy e ai temi della bioetica, al rispetto delle miglioriregole tecniche nel prelievo e nell'analisi dei campioni. A talfine sono stati acquisiti i pareri del Garante per laprotezione dei dati personali con il quale sono stati definitii tempi di conservazione dei campioni biologici e dei profiliinseriti nella banca dati nazionale del Dna, e del Comitatonazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienzedella vita (CNBBSV). PERCHE' DUE STRUTTURE - La stessa creazione di due strutture,Banca dati e Laboratorio centrale, presso amministrazionidiverse, e' frutto di una scelta consapevole, che consente dimantenere elevato il livello delle garanzie, evitandopromiscuita' che si potrebbero rivelare pregiudizievoli per lagenuinita' dei dati raccolti e analizzati. Vengono inparticolare tenuti distinti il luogo di raccolta e confrontodei profili (banca dati nazionale) dal luogo di estrazionedegli stessi profili e di conservazione dei relativi campionibiologici (laboratorio centrale presso l'Amministrazionepenitenziaria), nonche' dal luogo di estrazione dei profiliprovenienti da reperti (laboratori delle forze di polizia oaltrimenti specializzati, come i Ris di Parma). A tutela dellaprivacy, i profili ed i relativi campioni non contengono leinformazioni che consentono la diretta identificazione delsoggetto cui sono riferiti. Per accedere alla banca dati lapolizia giudiziaria e la stessa autorita' giudiziaria dovrannoprima richiedere di effettuare il confronto e, solo sepositivo, potranno essere autorizzate a conoscere il nominativodel soggetto cui appartiene il profilo. Sono, infine,specificamente disciplinati i casi di cancellazione del profilodel Dna e di distruzione del relativo campione biologico eposti limiti temporali massimi per la conservazione nella bancadati nazionale del profilo del Dna (quarant'anni) e delcampione biologico (venti anni). PERSONALE - Sono stati previsti specifici ruoli tecniciall'interno dell'Amministrazione penitenziaria per la gestionedel Laboratorio della banca dati Dna. Con il d.lgs. n. 162/2010si e' proceduto ad integrare l'ordinamento del personale delCorpo di polizia penitenziaria mediante l'istituzione di ruolitecnici nei quali inquadrare il personale da impiegare nelleattivita' del laboratorio centrale. Si tratta ruoli tecnici(operatori, periti, biologi informatici) per i quali sono gia'stati espletati i concorsi, per un totale di 29 unita' dipersonale. (AGI)