Salute: Censis, un italiano su 3 cerca risposte sul web

(AGI) - Roma, 2 ott. - Una volta erano tv, giornali e radio:oggi e' internet a fornire, con una capienza di informazionipraticamente sconfinata, un aiuto sostanziale agli italiani chevogliono approfondire temi di salute. Un italiano su tre,infatti (il 32,4%), utilizza la rete per ottenere informazionisulla salute. Di questi, il 90,4% effettua ricerche suspecifiche patologie, il 58,6% cerca medici e strutture cuirivolgersi, il 15,4% prenota visite ed esami attraverso larete, il 13,9% frequenta chat, forum e web community dedicateai temi sanitari per lo scambio di informazioni ed esperienze,il 2,8% (che corrisponde

(AGI) - Roma, 2 ott. - Una volta erano tv, giornali e radio:oggi e' internet a fornire, con una capienza di informazionipraticamente sconfinata, un aiuto sostanziale agli italiani chevogliono approfondire temi di salute. Un italiano su tre,infatti (il 32,4%), utilizza la rete per ottenere informazionisulla salute. Di questi, il 90,4% effettua ricerche suspecifiche patologie, il 58,6% cerca medici e strutture cuirivolgersi, il 15,4% prenota visite ed esami attraverso larete, il 13,9% frequenta chat, forum e web community dedicateai temi sanitari per lo scambio di informazioni ed esperienze,il 2,8% (che corrisponde solo allo 0,9% degli italiani)acquista farmaci online. Tuttavia, internet non ha ancorascalzato il medico di famiglia, che rimane nettamente il puntodi riferimento prioritario. E' quanto emerge da una ricercarealizzata dal Censis nell'ambito delle attivita' del Forum perla Ricerca Biomedica, presentata oggi a Roma. Quando sipresenta un problema di salute, per il 73,2% degli italiani e'piu' importante capire che cosa sta succedendo, piuttosto chetrovare subito il rimedio piu' efficace (26,8%). Si tratta diun dato in aumento (nel 2006 la pensava cosi' il 64,9%), chetestimonia la crescente responsabilizzazione sanitariaindividuale e la maggiore partecipazione del singolo alpercorso diagnostico e terapeutico. Non a caso, oggi gliitaliani si definiscono in maggioranza (il 59,7%) molto oabbastanza informati sui temi sanitari. La principale fonte delproprio bagaglio di conoscenze e' il medico di medicinagenerale (per il 55,6%), segue Internet (10,8%), i familiari egli amici (10,1%), la televisione (5,9%), il medico specialista(5,8%), il farmacista (4%) e la carta stampata (3,6%). Neldecennio trascorso l'informazione sanitaria ha goduto di unaesposizione mediatica straordinaria. La medicina ha "tirato"sui mass media e la salute e' stata un argomento di moda,soprattutto nella declinazione del concetto che coinvolge ilbenessere e la bellezza. La quota di italiani che segueabitualmente (18,5%) o qualche volta (58,8%) i tanti programmitelevisivi su questioni di salute, come Elisir, Medicina 33,Tg2 Salute, e' complessivamente pari al 77,3%. Negli ultimianni pero' il mondo dell'informazione e' stato investito da unatrasformazione epocale, con la diffusione dell'accesso aInternet. - Degli internauti che sfruttano la rete per motivisanitari, il 97,6% utilizza i motori di ricerca come Google(spesso il 23,2%, qualche volta il 74,4%), il 73,2% consultasiti specializzati o scientifici (spesso il 14%, qualche voltail 59,2%), il 38,3% legge la sezione salute dei quotidianionline, il 34,7% utilizza con questo scopo i social network, il29,8% naviga nei siti istituzionali. Lo spazio dedicato daimass media ai temi legati al benessere, agli stili di vita ealla bellezza appare oggi eccessivo al 48,5% degli italiani,mentre e' giudicato scarso quello dedicato alle malattie rare(lo pensa il 65%) e alla ricerca (60,1%). Tra i principalidifetti della comunicazione sanitaria sui mass media c'e' poila complessita' delle informazioni fornite (secondo il 33,3%delle opinioni raccolte), l'enfatizzazione dei rischi persituazioni con un impatto reale minimo, come ad esempio nelcaso dell'influenza aviaria (31,1%), la carenza di informazionipratiche (27,2%), la leggerezza con cui talvolta vengonotrattate le sperimentazioni, come se fossero terapie gia'disponibili (15,8%), il mancato aggiornamento (15%). E il ruolodei mass media appare ridimensionato nella determinazione deicomportamenti individuali. Meno di un terzo degli italianitraduce in pratica qualche volta le informazioni raccolteattraverso i mezzi di comunicazione (solo il 29,8%), mentre il70,2% afferma di non avere mai adottato le indicazioni ricevutedai media. Al massimo, il 17,2% modifica il proprio stile divita (corregge l'alimentazione, smette di fumare, si dedicaall'attivita' fisica), il 15,3% decide di provare nuovi farmacio prodotti per il benessere, l'8,6% di sottoporsi a uncontrollo medico. Invece l'importanza del rapporto tra ilmedico e il paziente nel definire il percorso clinico vieneampiamente riconosciuta dagli italiani. Tanto che una cattivacomunicazione tra operatori sanitari e malati avrebbe forticonseguenze in termini di ritardi nella prima diagnosi (lopensa il 92,2%), nello stabilire la terapia piu' efficace(91,3%), arrecando al malato danni psicologici come ansia odepressione (85,7%), causando la prescrizione di trattamentisbagliati (85,1%). E il 63,4% degli italiani ritiene che, anchenel caso in cui una persona sia colpita da una malattia grave,il medico debba comunicare la diagnosi direttamente alpaziente, anche nei casi peggiori. A propositodell'atteggiamento che il medico dovrebbe avere quando sirelaziona con il paziente, per il 41,1% degli intervistati ildottore dovrebbe avere le idee chiare e convincere il pazientesul da farsi. Per il 41,7% dovrebbe ascoltare il malato eadattare le soluzioni al caso che ha davanti. Per il 17,2%dovrebbe invece soprattutto tranquillizzarlo ed evitare chepossa adottare comportamenti scorretti. (AGI)