Pininfarina: 10 anni in 'rosso', in vendita dal 2009

(AGI) - Milano, 26 mar. - Bilanci in perdita dal 2004, dueaccordi con i creditori, il 76% del capitale in pegno allebanche. Pininfarina e' alle prese con un lungo periodo didifficolta' economiche e solo sette giorni fa, nel presentare irisultati 2014, aveva comunicato di essere al lavoro su"diverse ipotesi volte a raggiungere la definitiva messa insicurezza attraverso il reperimento delle risorse necessarieallo sviluppo". Oggi la conferma dell'interesse di Mahindra,gruppo indiano dei suv, con cui pero' non ci sono "accordivincolanti". DIECI BILANCI IN 'ROSSO' NEGLI ULTIMI 11 ANNINata nel 1930 a

(AGI) - Milano, 26 mar. - Bilanci in perdita dal 2004, dueaccordi con i creditori, il 76% del capitale in pegno allebanche. Pininfarina e' alle prese con un lungo periodo didifficolta' economiche e solo sette giorni fa, nel presentare irisultati 2014, aveva comunicato di essere al lavoro su"diverse ipotesi volte a raggiungere la definitiva messa insicurezza attraverso il reperimento delle risorse necessarieallo sviluppo". Oggi la conferma dell'interesse di Mahindra,gruppo indiano dei suv, con cui pero' non ci sono "accordivincolanti". DIECI BILANCI IN 'ROSSO' NEGLI ULTIMI 11 ANNINata nel 1930 a Torino come 'Carrozzeria Pinin Farina', lasocieta' si dedicava alla concezione e costruzione artigianaledi carrozzerie speciali per singoli clienti o in piccola serie.Settant'anni dopo la societa', la cui storia e' costellata disuccessi nel design, si trova a fare i conti con i debiti. Dal2004 al 2014 chiude sempre in 'rosso', toccando perdite recordnel 2008 (204 milioni di euro). Quell'anno firma il primoaccordo con le banche, destinato a essere rivisto nel 2012,unico anno in utile della serie (32,9 milioni di euro) solo pereffetto delle nuove intese sul debito. IN VENDITA DAL 2009Il processo di vendita del gruppo inizia ufficialmente conl'incarico dato a Banca Leonardo il 5 agosto del 2009. Pincar,societa' della famiglia Pininfarina che controlla il gruppo, siera impegnata a cedere la sua partecipazione alla fine del 2008nell'ambito dell'accordo siglato con il 'pool' di banchecreditrici, nei confronti delle quali Pininfarina era espostaper oltre 550 milioni di euro. Tra 2010 e 2011 si susseguonoindiscrezioni sui potenziali acquirenti, dal gruppoaustro-canadese Magna a quello cinese Baic fino al finanzierebretone Vincent Bollore'. Nel 2012, di fronte al nulla di fattosulla vendita, vengono rivisti gli accordi con i creditori. Itempi per pagare i debiti vengono allungati dal 2015 al 2018, afronte di un nuovo piano industriale. IL PEGNO ALLE BANCHE E IL VALORE DI BORSAStando a quanto scritto nel bilancio 2013 (l'ultimo depositatoda Pininfarina), sul 76,06% del gruppo di cui Pincar e'titolare c'e' un "pegno di primo grado, senza diritto di voto"a favore delle banche creditrici. Il pegno - ha sottolineatoPininfarina nella nota di oggi - risale al dicembre 2008, valea dire alla prima ristrutturazione del debito, e l'"eventualecessione" di Pininfarina fa parte degli accordi sottoscritti"come punto di arrivo del processo di ristrutturazione". Lavendita, a Mahindra o ad altri, dovra' avere il via libera ditutti i 13 istituti "attualmente creditori pignoratizi delleazioni di Pininfarina". Pininfarina e' quotata in Borsa dal 1986; ai prezziattuali, 'vale' a piazza Affari circa 150 milioni di euro.L'unico azionista rilevante e' la holding Seglap, che detieneindirettamente il 77,29% del capitale tramite Pincar (76,063%,in pegno alle banche), Segi (0,60%) e Seglap (0,62%). (AGI).