Nozze Gay: le tappe della "guerra" tra Viminale e sindaci

(AGI) - Roma, 9 mar. - "Nessuna azione, nessuna attivita',nessuna decisione, nessuna direttiva dei sindaci in materia distato civile puo' prescindere dal quadro normativo vigente nelnostro Paese". E' il 1 ottobre 2014 quando il ministrodell'Interno, Angelino Alfano, risponde cosi'all'interrogazione parlamentare degli onorevoli Gigli, Sberna eDellai sulla questione del riconoscimento in Italia dimatrimoni tra persone dello stesso sesso, celebrati all'estero.Per il sindaco di Bologna, dal 15 settembre e' possibileavviare le pratiche per il riconoscimento ma il prefetto dice'no'. E' solo l'inizio di una querelle destinata a calamitareper mesi le attenzioni

(AGI) - Roma, 9 mar. - "Nessuna azione, nessuna attivita',nessuna decisione, nessuna direttiva dei sindaci in materia distato civile puo' prescindere dal quadro normativo vigente nelnostro Paese". E' il 1 ottobre 2014 quando il ministrodell'Interno, Angelino Alfano, risponde cosi'all'interrogazione parlamentare degli onorevoli Gigli, Sberna eDellai sulla questione del riconoscimento in Italia dimatrimoni tra persone dello stesso sesso, celebrati all'estero.Per il sindaco di Bologna, dal 15 settembre e' possibileavviare le pratiche per il riconoscimento ma il prefetto dice'no'. E' solo l'inizio di una querelle destinata a calamitareper mesi le attenzioni di tg e giornali. Una settimana piu'tardi, il 7 ottobre, Alfano ribadisce in una circolareindirizzata ai prefetti che tutte le trascrizioni dellecosiddette nozze gay celebrate fuori dai confini nazionalivanno annullate. "In caso di inerzia - rincara la dose - siprocedera' all'annullamento d'ufficio". Ce n'e' abbastanza perprovocare la "rivolta" dei sindaci contrari al diktat. I primicittadini di Napoli, Milano, Palermo, Empoli e altre citta'esprimono ufficialmente la loro contrarieta': nel capoluogolombardo le prime sette trascrizioni ufficiali arrivano nemmeno48 ore piu' tardi, dando il via alla guerra delle cartebollate. Nella capitale, il 18 dello stesso mese vengonoriconosciute ufficialmente 16 unioni, cinque coppie di uomini eundici di donne. In Campidoglio e' festa grande ma la gelidarisposta del ministro dell'Interno arriva a stretto giro difacebook: "La firma di Marino non puo' sostituire la legge. Inpratica, il sindaco ha fatto il proprio autografo a queste,peraltro, rispettabilissime coppie". Due giorni dopo arriva,attesa, anche la presa di posizione del prefetto Pecoraro:"trascrizioni da cancellare". "Mi consultero' con gli altrisindaci", assicura Marino. "Io vado avanti!", assicura GiulianoPisapia, ma Alfano non cede di un millimetro: "Bisogna farrispettare le leggi", "in Italia non esiste ne' il federalismonuziale ne' il turismo matrimoniale". Per registrare un punto aproprio favore Pisapia deve aspettare il 3 febbraio, quando laprocura meneghina chiede l'archiviazione dell'inchiesta in cuiera stato ipotizzato l'abuso d'ufficio a carico di ignoti inrelazione alle trascrizioni delle nozze gay: Pisapia, che leaveva firmato non ottemperando alla richiesta del prefetto,aveva detto di essere indagato. Il 19 nuova pronuncia: ilprefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, annulla letrascrizioni di 12 matrimoni omosessuali. I partigiani del 'no'contano un altro punto a loro favore. Fino almeno alla "docciafredda" di oggi, quando il Tar del Lazio accoglie il ricorso dialcune coppie: "solo i tribunali possono annullare letrascrizioni, non ministero dell'Interno e prefetti". Tuttosbagliato, tutto da rifare?.