Del Torchio, dall'abito talare al ristorante

Del Torchio, dall'abito talare al ristorante
 Rolando del Torchio

Roma - Dopo cinque mesi nelle mani dei suoi rapitori, è stato liberato Rolando Del Torchio, 56enne originario di Angera, nel Varesotto, rapito il 7 ottobre 2015 all'interno del proprio ristorante a Dipolong, nelle Filippine, area segnata da frequenti incursioni del gruppo terrorista di Abu Sayyaf, affiliato all'Isis. L'uomo, ex missionario divenuto ristoratore una volta smesso l'abito talare, era stato sequestrato da un commando armato di 6/7 uomini, alcuni dei quali avevano ordinato e mangiato una pizza fingendosi clienti del locale. L'uomo era stato quindi forzato a salire su un minivan che era in attesa fuori dal locale, Ur Choice, situato dentro l'Andres Bonifacio College nel villaggio di Miputak. Originario della città lombarda di Angera, Del Torchio fu ordinato prete nel 1984 e quattro anni dopo assegnato a Sibuco, città a maggioranza islamica nella provincia meridionale di Zamboanga del Norte. Lì rimase fino al 1996 quando chiese di essere dispensato. Si era quindi trasferito a Dipolog e aveva cominciato a lavorare per una Ong impegnata ad aiutare gli agricoltori, prima di aprire la pizzeria.

Il sequestro è avvenuto in una località, sull'isola filippina di Mindanao, dove sono attivi i miliziani di Abu Sayyaf, affiliati allo Stato islamico. Il movimento integralista è responsabile di numerosi rapimenti e attentati e ha l'obiettivo di creare un califfato nel sud delle Filippine, a maggioranza islamica. Nel luglio del 2014, in un video pubblicato sul web, il leader del gruppo, Isnilon Totoni Hapilon, aveva giurato fedeltà ad Abu Bakr al Baghdadi. A Dipolog, appena 20 chilometri da Dapitan, nel maggio scorso i miliziani di Abu Sayyaf avevano già sequestrato tre persone. Una di loro era stata decapitata e le altre due erano riuscite a fuggire al termine di uno scontro a fuoco con l'esercito. Oltre ad Abu Sayyaf sul'isola sono presenti altri gruppi di guerriglieri separatisti che da decenni combattono per la secessione del sud a maggioranza islamica (con le isole Sulu, Mindanao e Palawan) dal resto delle Filippine, Paese con una popolazione di religione cattolica che supera l'80%. Gruppi di guerriglieri e frange islamiste proseguono nelle loro attività eversive, nonostante gli accordi di pace siglati nel 2012 tra il governo di Manila e il Fronte di Liberazione Islamico Moro. (AGI)