Israele: elezioni, Herzog conquista consensi. Pesa 14% indecisi

(AGI) - Gerusalemme, 11 mar. - A meno di una settimana dal votoin Israele, il 14% degli elettori e' ancora indeciso, maguadagna consensi Isaac Herzog, il leader dei laburisti che,insieme a Tzipi Livni, ha lanciato l'Unione Sionista permettere fine al dominio di Benjamin Netanyahu. Per far fronteall'apatia e alla sfiducia nei partiti che serpeggianell'elettorato, il presidente israeliano, Reuven Rivlin, haorganizzato una serata nella sua residenza per un centinaio dipersone che hanno annunciato l'intenzione di non votare. "Dopotutto, molto puo' succedere in una settimana", ha sottolineatoil capo dello Stato, nella speranza

(AGI) - Gerusalemme, 11 mar. - A meno di una settimana dal votoin Israele, il 14% degli elettori e' ancora indeciso, maguadagna consensi Isaac Herzog, il leader dei laburisti che,insieme a Tzipi Livni, ha lanciato l'Unione Sionista permettere fine al dominio di Benjamin Netanyahu. Per far fronteall'apatia e alla sfiducia nei partiti che serpeggianell'elettorato, il presidente israeliano, Reuven Rivlin, haorganizzato una serata nella sua residenza per un centinaio dipersone che hanno annunciato l'intenzione di non votare. "Dopotutto, molto puo' succedere in una settimana", ha sottolineatoil capo dello Stato, nella speranza di aver almeno contribuitoa una riflessione piu' generale sul sistema politicoisraeliano. Intanto, cresce la statura da premier di Herzog chefinora era apprezzato per il lavoro svolto ma non era certoconsiderato un candidato credibile per battere Netanyahu, per 9anni alla guida del Paese, dal 1996 al 1999 e dal 2009 a oggi.Definito un 'nerd', preso in giro per la faccia da bambino e lavoce nasale, il leader dei laburisti era considerato a febbraiouno "sfavorito determinato". Una determinazione che in questesettimane, ha sottolineato il New York Times, lo ha portato adacquistare sicurezza, lavorando su immagine e voce, girando ilPaese tra incontri nei municipi e visite alle fabbriche,puntando il dito sui temi assenti nell'agenda dell'avversario,come il costo della vita che sale e la mancanza di alloggi abuon mercato. "La gente mi ha sottostimato diverse volte, per molteragioni", ha ammesso lui stesso in un'intervista al quotidianoamericano, ricordando pero' di "aver avuto successo in tuttoquello che ho fatto". Alla mancanza di carisma e machismo, damolti considerati indispensabili per occupare quella poltrona,Herzog contrappone "l'intelligenza emotiva, la mia forza".Erede di una famiglia dell'aristocrazia israeliana, ilsegretario dei laburisti vanta un importante pedigree: il nonnoe' stato il primo rabbino capo askenazita, suo padre, ChaimHerzog, militare e diplomatico, e' stato il sesto presidented'Israele, la madre ha fondato il gruppo ambientalista 'Councilfor a Beautiful Israel', mentre lo zio Abban Eban e' statoministro degli Esteri. Per alcuni analisti, il voto imminentee' piu' un referendum su Netanyahu e i suoi anni al governo cheun classico scontro a due. Ma la decisione di Herzog di unirsialla Livni per lanciare un fronte comune, dopo anni di mancanzadi alternative plausibili nella sinistra israeliana, harivitalizzato l'opposizione. Anche se la scelta dell'alternanzatra i due - in caso di vittoria due anni per ciascuno allaguida dell'esecutivo - rischia di alienare una parte dei voti,diffidenti nei confronti di quella che e' stata ministro dellaGiustizia nel governo Netanyahu fino a dicembre, natapoliticamente nel Likud, passata a Kadima, la creaturacentrista di Ariel Sharon, prima di fondare nel 2012 il suopartito, HaTnuah. Quanti voti e' un'incognita importante. Gli ultimi sondaggi indicano un sostanziale testa a testa,con l'Unione Sionista in leggero vantaggio sul Likud, 24 seggia 22. E che la campagna elettorale sia diventata una "battagliaall'ultimo voto" lo ha confermato anche Netanyahu che,nonostante il contestato quanto applaudito intervento di fronteal Congresso americano, appare in difficolta'. Per Bloomberg,"la campagna di Netanyahu e' stata colpita da una tempestaperfetta", citando tre ferite aperte. A cominciare dallepesanti critiche lanciate contro il premier dall'ex direttoredel Mossad, Meir Dagan, in merito alla gestione del conflittocon i palestinesi, passando per uno spot elettorale che hafatto infuriare larghi strati dell'opinione pubblica echiudendo con i documenti svelati all'inizio del mese dalquotidiano Yedioth Ahronoth su negoziati nel 2013 in cui illeader del Likud sembrava pronto ad ampi compromessi con ipalestinesi. Intanto, in attesa di conoscere il risultato, il capo diStato ha gia' fatto sapere che in caso di parita', punta aspingere per un governo di unita' nazionale, mentre si studiauna riforma elettorale che garantisca una maggiore stabilita'.(AGI).