Isis: dissenso e defezioni, il Califfato si sgretola

(AGI) - Washington, 9 mar. - Martellato dai cieli dai raiddella coalizione internazionale e sul terreno dal pressingdelle truppe irachene e delle milizie sciite, lo Stato Islamicosembra cominciare a logorarsi anche all'interno. E' quantoemerge da un reportage dal Washington Post, che per la primavolta testimonia le defezioni e il dissenso che starebberologorando l'aura di invicibilita' del 'califfato'. "La tensionee' provocata dal dissenso tra i miliziani locali e i foreignfighters, i volontari stranieri, ma anche dagli infruttuositentativi di reclutare cittadini pronti ad andare sulla lineadel fronte", scrive il quotidiano. Il risultato

(AGI) - Washington, 9 mar. - Martellato dai cieli dai raiddella coalizione internazionale e sul terreno dal pressingdelle truppe irachene e delle milizie sciite, lo Stato Islamicosembra cominciare a logorarsi anche all'interno. E' quantoemerge da un reportage dal Washington Post, che per la primavolta testimonia le defezioni e il dissenso che starebberologorando l'aura di invicibilita' del 'califfato'. "La tensionee' provocata dal dissenso tra i miliziani locali e i foreignfighters, i volontari stranieri, ma anche dagli infruttuositentativi di reclutare cittadini pronti ad andare sulla lineadel fronte", scrive il quotidiano. Il risultato e' che almomento "la maggiore minaccia alla capacita' dello StatoIslamico di perdurare sembra arrivare dall'interno, pecche' lesue grandiose promesse non collidono con la realta' sulterreno", ha raccontato al quotidiano l'analista, Lina Khatib,alla guida del Carnegie Middle East Center a Beirut. Il segnopiu' forte di attrito e' la tensione tra i foreign fighters e ei miliziani locali, sempre piu' risentiti dal trattamentopreferenziale riservato agli stranieri, pagati di piu' e conmigliori condizioni di vita: ai foreign fighters viene permessodi vivere nelle citta' (dove i raid della coalizione sonoabbastanza rari per il timore che vengano colpiti i civili),mentre ai siriani tocca stare negli avamposti rurali, piu'vulnerabili, ha raccontato al quotidiano un attivista che vicenella citta' di Abu Kamal, al confine tra Siria e Iraq. Latensione e' tale che ci sono state anche sparatorie in strada,come la scorsa settimana quando alcuni foreign fighters e ungruppo di siriani hanno incrociato le armi perche' questiultimi avevano disobbedito all'ordine di un comandantekuwaitiano, rifiutandosi di andare sulla linea del fronte conl'Iraq. E non e' stato l'unico episodio di questo tipo: agennaio a Ramadi, in Iraq, un gruppo di locali si e' scontratocon un altro, composto soprattutto di ceceni, dopo che questiultimi avevano deciso di tornare in Siria. Ci sono infattisegnali che i jihadisti stranieri, sempre piu' disillusi,cercano di tornarsene a casa: alcuni attivisti nelle provinciesiriane di Deir al-Zour e Raqqa hanno raccontato di tentatividi varcare il confine con la Siria. A febbraio nella citta' diTabqa, nella provincia di Raqqa, vennero ritrovati i corpi di30/40 uomini, la gran parte dai tratti asiatici: secondoattivisti locali, erano proprio jihadisti che stavano cercandodi scappare e invece sono stati catturati. Non a caso nelleultime settimane, nel Califfato, l'Isis ha imposto il divieto ai camion di trasportare uomini senza permesso. E non solo. Secondo l'Osservatorio Siriano per i DirittiUmani, nelle ultime settimane ci sono stati 120 pubblicheesecuzioni di jihadisti: alcuni erano accusati di spionaggio,uno di aver fumato, ma la gran parte sarebbero stati invecesolo miliziani che cercavano di fuggire. (AGI) .