Don Puglisi: don Aniello, "ancora troppi silenzi della Chiesa"

(AGI) - Roma, 15 set. - Don Aniello Manganiello e' stato unprete di strada, "anzi di frontiera", come ama definirsi. Persedici anni parroco di Scampia, ha combattuto la violenza e lacriminalita' di uno dei quartieri piu' difficili di Napoli,forse il piu' tristemente conosciuto d'Italia per essere il'quartier generale' della camorra. Don Aniello non ha mai avuto paura di alzare la voce controla camorra, rifiutandosi persino di dare la comunione ai boss edi battezzare i loro figli. Una presa di posizione che gli e'costata numerose minacce. Oggi, a distanza di 22 annidall'omicidio

(AGI) - Roma, 15 set. - Don Aniello Manganiello e' stato unprete di strada, "anzi di frontiera", come ama definirsi. Persedici anni parroco di Scampia, ha combattuto la violenza e lacriminalita' di uno dei quartieri piu' difficili di Napoli,forse il piu' tristemente conosciuto d'Italia per essere il'quartier generale' della camorra. Don Aniello non ha mai avuto paura di alzare la voce controla camorra, rifiutandosi persino di dare la comunione ai boss edi battezzare i loro figli. Una presa di posizione che gli e'costata numerose minacce. Oggi, a distanza di 22 annidall'omicidio di Don Pino Puglisi, il parroco anti-camorratorna a ribadire che "la Chiesa ha perso la sua vocazione adimpegnarsi per la giustizia", mentre "dovrebbe seguirel'esempio di uomini come don Puglisi e don Diana". Oggi"l'atteggiamento della Chiesa contro la criminalita' e' amacchia di leopardo - spiega - ci sono molti preti chesingolarmente si battono per la legalita'. Purtroppo, pero',nella maggior parte dei casi c'e' troppo silenzio, nessuno alzala voce. A Napoli, per esempio, dove il ruolo della Chiesa e'ancora silenzioso. Vedi anche il funerale di Casamonica a Roma,che io non avrei mai celebrato. Oppure in Calabria, dove laChiesa non ha mai preso posizione per gli 'inchini' dellastatua della Madonna davanti alla casa di un boss. Un silenziograve, che rischia di essere 'colpevole'. Ricordiamoci che ilsilenzio e' mafia" e questo "aiuta la criminalita' adespandersi". Secondo don Aniello "non basta denunciare, serveun nuovo modello culturale""Don Puglisi e don Diana - conclude il parroco - sono mortianche perche' non sono stati difesi dalle loro comunita'. Sonostati lasciati soli a contrastare la violenza delle mafie". Nel 2010, nonostante le fiaccolate, le raccolte di firme ele petizioni dei residenti di Scampia, don Manganiello vienetrasferito per "motivi di avvicendamento" in una tranquillaparrocchia di Roma. (AGI).