Disoccupazione: aumenta divario regioni, Nord Est meglio di Sud

(AGI) - Roma, 18 dic. - Durante gli anni della crisi ladisoccupazione in Italia e' raddoppiata (passando dal 6,1% del2007 al 12,2% del 2013) e si e' anche accresciuto il divarioesistente tra le diverse zone del Paese. Se nel 2007 ladifferenza tra la regione con la migliore occupazione(Provincia Autonoma di Bolzano) e quella con la peggiore(Sicilia) era di 10,4 punti percentuali, oggi tra il mercatodel lavoro migliore (sempre Bolzano) e quello peggiore(Calabria) ci sono 17,8 punti di disoccupazione di differenza.Lo rivela un'analisi dell centro studi ImpresaLavoro suelaborazione dei dati Eurostat,

(AGI) - Roma, 18 dic. - Durante gli anni della crisi ladisoccupazione in Italia e' raddoppiata (passando dal 6,1% del2007 al 12,2% del 2013) e si e' anche accresciuto il divarioesistente tra le diverse zone del Paese. Se nel 2007 ladifferenza tra la regione con la migliore occupazione(Provincia Autonoma di Bolzano) e quella con la peggiore(Sicilia) era di 10,4 punti percentuali, oggi tra il mercatodel lavoro migliore (sempre Bolzano) e quello peggiore(Calabria) ci sono 17,8 punti di disoccupazione di differenza.Lo rivela un'analisi dell centro studi ImpresaLavoro suelaborazione dei dati Eurostat, disponibile all'indirizzowww.impresalavoro.org. A reggere meglio l'impatto della crisi sono state leregioni del Nord Est. Rispetto al 2007 la Provincia di Bolzanoha aumentato i suoi disoccupati solo dell'1,8% seguita daTrento (+3,7%) e da Veneto e Friuli Venezia Giulia (+4,3%). Vamolto peggio al Sud: la Calabria passa dall'11,2% al 22,2%(+11%), la Campania dal 11,2% al 21,5% (+10,3%), la Pugliadall'11,2% al 19,8% (+10,3%). Sono senz'altro i giovani ad aversubito fin qui i maggiori effetti della crisi: la percentualedi soggetti tra i 14 e i 25 anni privi di occupazione e'infatti passata in Italia dal 20,3% del 2007 al 40% del 2013,raddoppiando praticamente in tutte le regioni italiane. Vannomeglio - spiega ImpresaLavoro - della media nazionale il FriuliVenezia Giulia che passa dal 14,5% al 24,2% (+9,7%), la Siciliache passa dal 37,2% al 53,8% (+16,6%) e il Veneto che dall'8,4%del 2007 (miglior dato nazionale) finisce al 25,3% (+16,9%).Anche in questo caso si acuisce il divario tra Nord e Sud. Nel2007 la differenza tra la regione migliore (Veneto) e quellapeggiore (Calabria) era di 23,2 punti percentuali. Oggi tra ilFriuli Venezia Giulia, regione italiana con il minor tasso didisoccupazione giovanile, e la Basilicata (ultima con il 55,1%di disoccupazione under 25) esiste un distacco del 30,9%. Va invece sottolineato come la disoccupazione femminile siacresciuta con percentuali decisamente inferiori rispetto alladisoccupazione giovanile e in misura leggermente inferioreanche al tasso di disoccupazione generale. Particolarmenteinteressante e' in questo caso il dato della Basilicata che,nonostante un dato comunque molto alto (14,8%) vede calare - e'l'unico caso in Italia per qualsiasi tipo di indicatore - ilnumero di donne disoccupate - sottolinea la ricerca - rispettoal periodo prima della crisi (erano il 15,3%). La mediaitaliana vede questo indicatore peggiorare di 5,2 puntipercentuali passando dal 7,9% del 2007 al 13,1% del 2013. Lapercentuale di donne senza lavoro e' molto piu' alta al Sud(Campania, Calabria, Puglia, Sicilia tutte sopra il 20%) che alNord. E la situazione continua purtroppo a peggiorare: Puglia,Calabria e Campania sono infatti le tre regioni in cuil'occupazione femminile ha pagato il prezzo piu' alto, con iltasso di disoccupazione che e' cresciuto tra il 7,8 e il 9,2%.(AGI).