Cina: pil al 7, 5% e inflazione al 4% i target del 2012

(AGI) - Roma, 30 mar. - Due sono anche i numeri 'fortunati' delDragone per il 2012: crescita economica al 7,5% e inflazione al4%. Li ha annunciati nei giorni scorsi il premier Wen Jiabaonel suo annuale rapporto all'Assemblea Nazionale del Popolo, ilParlamento cinese, sugli obiettivi per il 2012 e sullo stato disalute del Paese. Per il premier, la minaccia posta dai debiti dei governilocali e il surriscaldamento del prezzi delle case sono statitenuti sottocontrollo; l'economia si e' dimostrata robusta e"il benessere della popolazione sta crescendo". Tuttavia non e'il momento di abbassare la

(AGI) - Roma, 30 mar. - Due sono anche i numeri 'fortunati' delDragone per il 2012: crescita economica al 7,5% e inflazione al4%. Li ha annunciati nei giorni scorsi il premier Wen Jiabaonel suo annuale rapporto all'Assemblea Nazionale del Popolo, ilParlamento cinese, sugli obiettivi per il 2012 e sullo stato disalute del Paese. Per il premier, la minaccia posta dai debiti dei governilocali e il surriscaldamento del prezzi delle case sono statitenuti sottocontrollo; l'economia si e' dimostrata robusta e"il benessere della popolazione sta crescendo". Tuttavia non e'il momento di abbassare la guardia. Come? Rallentando il ritmodella crescita fino al 7,5%, tetto medio previsto dal PianoQuinquennale 2011-2015, e stimolando la domanda interna. "Ilnostro obiettivo e' promuovere uno sviluppo robusto edequilibrato, tenere i pezzi stabili e mantenere alta la guardiacontro i rischi finanziari, con un approccio cauto eflessibile". Se la crescita si attestasse davvero al 7,5%, ilDragone tornerebbe al livello piu' basso dal 1990. Per Pechinola priorita' per l'anno in corso e' quella di "accrescere ladomanda dei consumatori" in modo da ridurre la dipendenza delGigante Asiatico dagli investimenti e dall'import-export, che -causa la crisi del debito che ha colpito i maggiori partnercommerciali della Cina - e' destinato a passare dal 24% del2011 al 10%. "Vogliamo riequilibrare i redditi e aumentare leentrate delle classi medie e quelle meno agiate le quali, almomento, non sono in grado di contribuire alla crescita delladomanda interna" ha dichiarato Wen Jiabao. Di questa fettadella popolazione fanno parte soprattutto i contadini e ilavoratori migranti i cui stipendi vengono spesi quasi deltutto per la sussistenza e per far fronte a eventuali emergenzesanitarie. Molti analisti pero' sono perplessi: "I consumi noncresceranno: il settore statale continua a espandersi, mentrequello privato e' in sofferenza e il gap degli stipendi e'sempre piu' ampio" ha riferito al New York Times Stephen Green,economista della Standard Chartered Bank. "Questo non e' l'annodel bilanciamento" ha aggiunto. (AGI).