Charleston: 2 secoli di tormenti per la chiesa "ribelle"

(AGI) - Roma, 18 giu. - Data alle fiamme, messa fuori legge,distrutta da un terremoto ma sempre 'risorta' e ricostruita: e'una storia tormentata quella della chiesa episcopale metodistaEmanuel African di Charleston, una delle piu' vaste e antichecongregazioni di afroamericani nel sud degli Stati Uniti. Le origini affondano nel lontano 1816, quando - in seguitoa una disputa sui terreni di sepoltura - i neri della chiesaepiscopale metodista di Charleston decisero di staccarsi, sottola guida del reverendo Morris Brown. La comunita' all'epocacontava circa 1.400 fedeli ma i tempi erano difficili: ilpastore Brown e

(AGI) - Roma, 18 giu. - Data alle fiamme, messa fuori legge,distrutta da un terremoto ma sempre 'risorta' e ricostruita: e'una storia tormentata quella della chiesa episcopale metodistaEmanuel African di Charleston, una delle piu' vaste e antichecongregazioni di afroamericani nel sud degli Stati Uniti. Le origini affondano nel lontano 1816, quando - in seguitoa una disputa sui terreni di sepoltura - i neri della chiesaepiscopale metodista di Charleston decisero di staccarsi, sottola guida del reverendo Morris Brown. La comunita' all'epocacontava circa 1.400 fedeli ma i tempi erano difficili: ilpastore Brown e altri ministri del culto, come riferisce laCnn, vennero imprigionati per aver violato la legge cheimpediva agli schiavi e ai neri liberi di radunarsi senzasupervisione. Nel 1822 la congregazione fini' nel mirino della autorita':uno dei suoi fondatori, Denmark Vesey, aveva tentato diorganizzare una rivolta di schiavi ma era stato scoperto. Lapolizia sospetto' che i 'cospiratori' si riunisseronell'edificio di culto. La chiesa, per ritorsione, fu data allefiamme e ben 35 persone furono giustiziate, fra cui lo stessoVesey. La congregazione ricostrui' l'edificio dove continuo' acelebrare fino al 1834, quando tutte le chiese 'nere' furonomesse fuori legge in South Carolina. Il divieto non impedi' aifedeli di riunirsi in segreto fino alla fine della guerracivile nel 1865, quando la comunita' si riorganizzo'formalmente e adotto' il nome di Emanuel, che significa 'Dio e'con noi'. Al tempo, l'edificio era una struttura di legno e,nel 1886, fu distrutto da un terremoto. Ancora una volta la congregazione ricostrui' la sua chiesache, negli anni '60, accolse molti leader delle battagliacontro l'apartheid, fra cui lo stesso Martin Luther King. "Dio e' nostro Padre, Cristo e' il nostro Redentore, l'uomoe' nostro Fratello" recita il motto della chiesa che oggi - con2.500 posti e una suggestiva architettura in stile gotico -viene considerata una sorta di 'istituzione' a Charleston e,nel 1985, e' stata inserita nel Registro Nazionale dei LuoghiStorici. (AGI)