Ast Terni: intesa dopo 7 mesi di trattative, scioperi e proteste

(AGI) - Roma, 3 dic. - E' dallo scorso marzo che i lavoratoridell'Ast aspettano un piano industriale e indicazioni precisesul futuro del sito. Il tira e molla con la multinazionale tedesca ThyssenKruppinnesca i primi malumori tra gli operai dell'acciaieria diTerni, che vengono ricevuti pochi giorni dopo, da papaFrancesco in occasione dei 130 anni delle acciaierie. Il papaapprofitto' dell'evento, oltre 7.500 ternani si recaronoall'udienza speciale concessa dal Pontefice, per porrel'accento sul tema del lavoro: "Il lavoro non ha solo finalita'economica e di profitto, ma interessa la dignita' dell'uomo echi e' sottocupato

(AGI) - Roma, 3 dic. - E' dallo scorso marzo che i lavoratoridell'Ast aspettano un piano industriale e indicazioni precisesul futuro del sito. Il tira e molla con la multinazionale tedesca ThyssenKruppinnesca i primi malumori tra gli operai dell'acciaieria diTerni, che vengono ricevuti pochi giorni dopo, da papaFrancesco in occasione dei 130 anni delle acciaierie. Il papaapprofitto' dell'evento, oltre 7.500 ternani si recaronoall'udienza speciale concessa dal Pontefice, per porrel'accento sul tema del lavoro: "Il lavoro non ha solo finalita'economica e di profitto, ma interessa la dignita' dell'uomo echi e' sottocupato o disoccupato rischia di diventare unavittima dell'esclusione sociale". Anche Riccardo Marcelli,segretario Fim Cisl di Terni, intervenne sulla vicenda,affermando che la ristrutturazione dell'industria siderurgicastava generando problemi sociali dovuti al calo dei posti dilavoro. A maggio scorso, in seguito all'incontro tra i sindacatieuropei aderenti a IndustriAll, venne ribadita, da partesindacale, la necessita' di conoscere e discutere il progetto eil piano industriale prima che venisse elaborato, in modo taleda garantire la competitivita' del sito nel panorama deiproduttori di acciaio inox in Europa. ThyssenKrupp rispose alle richieste, indicando agosto cometempo massimo per presentare un piano e un progetto idoneo aisindacati, impegnandosi in un confronto con il governo, glienti locali e i lavoratori. A fine giugno due lavoratori di unaditta esterna di pulizie iniziarono una protesta contro ladecisione della Tk-Ast di rinunciare all'appalto con la loroditta per passarlo a un'altra societa'. Pochi giorni dopo, ameta' luglio, l'amministratore delegato Marco Pucci dopo la suaconferma alla guida del colosso dell'acciaio si dimise dallacarica. Tra le cause delle dimissioni, il contenuto deldocumento industriale in lavorazione e pronto per lapubblicazione, probabilmente contenente il blocco di una lineadi lavorazione e il conseguente esubero di qualche centinaio dioperai. Poco dopo l'annuncio venne proclamato dagli operai un primosciopero di tre ore. Timori confermati una settimana dopo, il17 luglio, dalla stessa multinazionale tedesca, che confermo'il taglio del personale di circa 550 dipendenti. La Fiomdecise, quindi, di attivare varie iniziative di protesta fino aquando il governo non avesse deciso di mediare con i verticidell'Ast e tentare cosi' di cambiare il piano. Il 31 luglio inizio' la manifestazione degli operai, chebloccarono il casello di Orte, impedendo la circolazione deltraffico per diverse ore. Il 17 agosto l'annuncio dellaThyssenKrupp che confermava la volonta' di cedere le AcciaierieTerni. Immediata la reazione dei sindacati che dopo scioperidella fame e l'avvio di diverse trattative, ottennero il ritirodei 550 licenziamenti annunciati, accordandosi con il governo ela multinazionale tedesca per definire un accordo all'internodi un piano industriale di rilancio del polo siderurgico umbro. Ma l'assenza di certezze e la "melina" imputata al Governo,a fronte di una nuova proposta che prevedeva 290 esuberi e afronte dello stop all'erogazione dei salari, porto' al completoblocco dell'acciaieria il 22 ottobre scorso. La protesta fu punteggiata da altri episodi clamorosi, contre ore di occupazione dell'Autosole il 12 novembre, quando uncentinanio di lavoratori la bloccarono all'altezza del casellodi Orte. Il 26 novembre scorso gli operai decisero di tornareprogressivamente al lavoro alla riapertura della trattativa alMise. Il premier stesso Matteo Renzi era intervenuto nei giorniprecedenti, assicurando che una soluzione era vicina e facendoappello al senso di responsabilita' di tutti. (AGI)