'Ndrangheta: un anno di ricerche per arrestare Procopio

(AGI) - Catanzaro, 24 ott. - E' servito un anno di indagini,fatte soprattutto di appostamenti e lavoro di intelligence, perassicurare alla giustizia Giuseppe Santo Procopio, 27 anni,latitante dallo scorso anno e considerato elemento di spiccodell'omonima cosca alleata con i Sia e i Tripodi di Soverato.Un giovane considerato "elemento molto pericoloso", hannoevidenziato gli inquirenti nel corso della conferenza stampache si e' svolta a Catanzaro, al punto da essere bersaglio didue tentati omicidi a distanza di sei mesi. Per scovarlonell'ovile situato nelle campagne di Badolato, a cavallo tra iterritori di Badolato, Guardavalle,

(AGI) - Catanzaro, 24 ott. - E' servito un anno di indagini,fatte soprattutto di appostamenti e lavoro di intelligence, perassicurare alla giustizia Giuseppe Santo Procopio, 27 anni,latitante dallo scorso anno e considerato elemento di spiccodell'omonima cosca alleata con i Sia e i Tripodi di Soverato.Un giovane considerato "elemento molto pericoloso", hannoevidenziato gli inquirenti nel corso della conferenza stampache si e' svolta a Catanzaro, al punto da essere bersaglio didue tentati omicidi a distanza di sei mesi. Per scovarlonell'ovile situato nelle campagne di Badolato, a cavallo tra iterritori di Badolato, Guardavalle, Isca sullo Jonio e SantaCaterina, ed a pochi chilometri dal vibonese, i carabinierihanno dovuto camminare per due giorni, a piedi, tra i boschi,dal momento che la zona non era raggiungibile in altri modisenza essere scoperti. Per questo, anche il tentativo di fugadi Procopio, alla vista dei militari e' stato inutile, dalmomento che la zona era stata cinturata dopo che i carabinieriavevano notato la sua presenza nell'ovile attraverso unafinestra. "Devo ringraziare i Cacciatori e i ragazzi dell'Armadi Guardavalle - ha detto il tenente colonnello GiorgioNaselli, comandante del Reparto operativo provinciale - perche'la cattura di Procopio significa che non lasciamo il territoriodopo gli ottimi risultati delle operazioni, ma vogliamocompletare il nostro lavoro. Lavorare nelle zone come quella diGuardavalle non e' facile, perche' i carabinieri sono spessovisti come avulsi al territorio". A delineare il profilo delventisettenne sono stati il procuratore capo Vincenzo AntonioLombardo e il capitano Emanuele Leuzzi, comandante dellaCompagnia di Soverato, che hanno ricordato i legami moltistretti di Procopio con Salvatore Vallelonga, fratello diDamiano, ritenuto il boss di Serra San Bruno (Vibo Valentia) eucciso nel 2009. Rapporti cosi' stretti che SalvatoreVallelonga e Giuseppe Santo Procopio furono vittime di unagguato mentre si trovavano insieme nei boschi a cavallo tra ledue province; il primo venne ucciso, il secondo si salvo'perche' indossava un giubbino antiproiettili, rinvenutosuccessivamente dai carabinieri durante una perquisizione."Procopio venne curato a Reggio Calabria - ha spiegato ilcapitano Leuzzi - quindi decise di allontanarsi, raggiungendoalcuni parenti al nord, perche' sapeva che rischiava di essereucciso. Per questo era gia' irreperibile quando fu colpito dalfermo per l'operazione 'Show down' contro le coscheSia-Procopio-Tripodi". A 27 anni, dunque, Procopio era un puntodi riferimento nella criminalita' organizzata del Soveratese,"considerato una spina nel fianco per i Gallace - ha conclusoil capitano Leuzzi - dal momento che il giovane viveva nellaloro terra, a Guardavalle, considerata la loro roccaforte". .