Venezia Cinema: Ozpetek premia film italiano e annuncia 'Napoli velata'

Il regista turco sta ultimando la sceneggiatura del prossimo film che girerà nel nostro Paese

Venezia Cinema: Ozpetek premia film italiano e annuncia 'Napoli velata'
Ferzan Ozpetek (Imagoeconomica) 

Roma - Giunto al Lido di Venezia in qualita' di presidente di giuria del Premio MigrArti al migliore documentario della 73. Mostra del Cinema - 'No Borders' del regista italiano Haider Rashid con Elio Germano, primo film italiano girato in realta' virtuale a 360 gradi - Ferzan Ozpetek ha annunciato il nuovo film di cui sta ultimando la sceneggiatura insieme a Gianni Romoli. S'intitola 'Napoli velata' e sara' girato completamente nella citta' partenopea, realizzato da R&C Produzioni. Le riprese sono previste per i primi mesi del nuovo anno. In queste settimane Ozpetek sta ultimando il lavoro su 'Rosso Istanbul', il film ambientato e girato nella sua citta' natale.

Ieri Ozpetek (presidente della giuria formata da Enrico Magrelli, critico cinematografico, Mauro Valeri dell'Unar, Paolo Masini del MiBact e il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini) ha assegnato al documentario breve 'No Borders' il Premio MigrArti, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nell'ambito delle Giornate degli Autori. Girato, tra il "Centro Baobab" di Roma autogestito dai cittadini romani (sgomberato nel dicembre 2015 dalle forze dell'ordine) ed il "No Borders" di Ventimiglia, (sgomberato anche questo di recente), il film usa la realta' virtuale come uno strumento perimmergersi nella vita dei centri di accoglienza ed offrire un punto di vista diverso da quello dei media tradizionali grazie all'annullamento delle distanze.

"Elio Germano fa da collante a questo percorso - dice il regista italiano Haider Rashid, figlio di un giornalista iracheno e madre fiorentina - portando il suo sguardo di attore ed attivista, capace di empatizzare con la storia dei migranti e di farli sentire a proprio agio in un dialogo che ci racconta non solo la loro storia, ma anche quella dei Paesi che abbandonano". (AGI)