<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0">
  <channel>
    <title>Agi</title>
    <link>https://www.agi.it</link>
    <description>Agi contents</description>
    <language>it-it</language>
    <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 12:45:10 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Agi</dc:creator>
    <dc:date>2026-08-03T12:45:10Z</dc:date>
    <dc:language>it-it</dc:language>
    <item>
      <title>Esce “482” di Isotta Blue, il romanzo sul desiderio e sulle scelte mancate</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-08-03/isotta-blu-romanzo-482-38360348/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI – Quanto può essere profondo un incontro arrivato nel momento sbagliato? E quanto può cambiare una vita una persona che non siamo riusciti davvero a scegliere? Nasce da queste domande “&lt;strong&gt;482&lt;/strong&gt;”, il romanzo d’esordio di &lt;strong&gt;Isotta Blue&lt;/strong&gt;, pubblicato da Europa Edizioni e disponibile nelle librerie e nei principali store online.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Due vite, due voci, due modi diversi di affrontare il vuoto. Lei cerca un riconoscimento capace di restituirle identità e spazio all’interno di un’esistenza che sembra progressivamente annullarla. Lui cerca invece uno sfogo fisico, il tentativo di riempire un’assenza nascosta dietro l’immagine di una vita apparentemente perfetta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il loro incontro avviene in una dimensione intima e sospesa. “482” è la stanza invisibile nella quale fragilità e resistenza, paura e coraggio, desiderio e responsabilità finiscono per confrontarsi senza più difese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma “482” non è una storia d’amore nel senso tradizionale del termine. È il racconto di due persone che si incontrano troppo profondamente e, forse, troppo tardi. Due esseri umani costretti a misurarsi non soltanto con ciò che provano, ma anche con il peso delle proprie scelte, con le responsabilità familiari e con la necessità di continuare a essere forti per gli altri.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I temi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il romanzo affronta uno dei&lt;strong&gt; conflitti più universali e contemporanei&lt;/strong&gt;: quello tra la vita che abbiamo costruito e quella che, in un’altra possibilità dell’esistenza, avremmo forse voluto scegliere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con una narrazione costruita intorno a due sensibilità e a due differenti forme di solitudine, Isotta Blue conduce il lettore dentro una relazione emotiva fatta di vicinanza e distanza, attrazione e paura, parole pronunciate e decisioni continuamente rimandate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al centro del libro non c’è soltanto il rapporto tra un uomo e una donna, ma il bisogno, spesso inconfessato, di essere finalmente riconosciuti. Di non essere più soltanto genitori, compagni, professionisti o punti di riferimento per gli altri, ma persone fragili, contraddittorie e ancora capaci di desiderare.&lt;br&gt;
  “482” racconta il momento in cui qualcuno riesce a vederci davvero, oltre la vita ordinata che mostriamo al mondo. E racconta anche la paura che può nascere quando quello sguardo mette in discussione tutto ciò che, fino a quel momento, abbiamo considerato stabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un romanzo sull’amore mancato, sulle identità soffocate e sulle possibilità che restano sospese. Perché alcune persone non entrano nella nostra vita per restare, ma per mostrarci la parte di noi che avevamo smesso di ascoltare.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L’autrice&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Isotta Blue, nata a Roma nel 1994, crede che ogni storia meriti di essere osservata da più punti di vista e che la verità si trovi spesso oltre ciò che appare. Con “482” firma il suo esordio letterario, scegliendo di raccontare la complessità dei sentimenti senza giudizi e senza soluzioni semplici, attraverso personaggi sospesi tra il desiderio di cambiare e la paura delle conseguenze.&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/03/122839394-fafb40ad-8308-49ac-8f8e-aa7ce1719525.jpg" length="74986" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 12:28:53 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38360348</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-08-03T12:28:53Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/03/122837215-1f57b5d1-48af-46f2-a179-4ecdfc3a8927.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/03/122839394-cb517ee6-4d82-4e92-bf06-e4511aabf6e0.jpg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/03/122839394-6a1328d4-c8da-4f58-832a-b3d8322c3d46.jpg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/03/122839394-c78449eb-da07-43e4-bcc2-f6f63e9cdf79.jpg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/03/122839394-99b0f09b-2b91-4bcb-b61f-a1c4cb7606a6.jpg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/03/122839394-77c094c4-1609-4ef9-b832-ddffef6622af.jpg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/03/122839394-ad352fad-cc09-4b15-83f7-b2959c6482d5.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/03/122839394-fafb40ad-8308-49ac-8f8e-aa7ce1719525.jpg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/03/122837288-6a025bb5-a87b-4985-813c-8f43bbf78296.jpg" />
    </item>
    <item>
      <title>Il thriller, conteso da 14 editori, che è diventato un nuovo caso IA</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-08-01/romanzo-conteso-scritto-ia-falade-38331037/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - È salito e precipitato con una rapidità sorprendente&lt;strong&gt;&amp;nbsp;"Call Me, I’ll Hide the Body"&lt;/strong&gt;, romanzo crime dell'esordiente &lt;strong&gt;Jerry Falade,&lt;/strong&gt; finito al centro di dubbi sul possibile utilizzo dell'intelligenza artificiale. Il caso, raccontato dal Wall Street Journal e dal Guardian, in poche settimane ha portato il libro da una feroce asta editoriale a un brusco stop. Falade nega però di aver utilizzato l'IA e sostiene che dietro le accuse ci sia anche un pregiudizio nei confronti degli autori neri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'agente letterario&lt;strong&gt; Marc Gerald &lt;/strong&gt;ha raccontato di aver firmato Falade circa un mese fa, dopo aver letto il manoscritto inviato spontaneamente dall'autore. Gerald è poi volato a Dallas per incontrare lo studente della Southern Methodist University, e pochi giorni più tardi la proposta del libro è stata inviata agli editori e ai rappresentanti di Hollywood. "Bastava leggere la lettera di presentazione e il primo capitolo per capire che era davvero un libro fantastico", ha detto Gerald, fondatore di&lt;strong&gt; Europa Content, agenzia letteraria &lt;/strong&gt;che rappresenta tra gli altri Mel Robbins ed Eminem.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quattordici editori hanno presentato offerte per i diritti statunitensi. A vincere l'asta è stata &lt;strong&gt;Minotaur Books, marchio di Macmillan&lt;/strong&gt;, che secondo le pubblicazioni di settore ha firmato con Falade un accordo per due libri del valore di oltre &lt;strong&gt;2 milioni di dollari&lt;/strong&gt;. HarperCollins Publishers si è invece assicurata i diritti per il Regno Unito. Il romanzo sarebbe dovuto essere pubblicato nel 2028.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I dubbi sull'uso dell'IA&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Poco dopo la chiusura degli accordi, Europa Content ha però comunicato agli editori di non poter più sostenere il libro, dopo che erano emerse preoccupazioni sul possibile ricorso all'intelligenza artificiale da parte dell'autore. In una mail agli editori&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.theguardian.com/books/2026/jul/31/crime-novel-deal-collapses-questions-ai-jerry-falade-call-me-ill-hide-the-body"&gt;visionata dal Guardian&lt;/a&gt;, l'agenzia ha spiegato che Falade aveva prodotto&lt;strong&gt; "un manoscritto incredibile" &lt;/strong&gt;che aveva impressionato alcuni dei principali professionisti dell'editoria mondiale, ma di non essere più in grado di verificare come il testo si fosse sviluppato dall'origine alla versione finale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante il processo di presentazione del libro agli editori, l'agenzia aveva affrontato con l'autore la questione dell'IA e aveva inizialmente ritenuto credibili le sue rassicurazioni sul fatto che non fosse stata utilizzata né nella scrittura né nell'editing. In seguito, però, Europa Content ha affermato di non essere più in grado di confermare quelle rassicurazioni e ha quindi ritirato il libro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gerald ha raccontato che, durante la presentazione del manoscritto agli editori, uno di loro aveva segnalato alcuni passaggi nei quali tono e ritmo sollevavano dubbi sul possibile utilizzo dell'intelligenza artificiale. L'agenzia decise tuttavia di non sottoporre il testo a software di rilevamento dell'IA perché le spiegazioni fornite da Falade &lt;strong&gt;erano apparse "chiare e credibili".&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La situazione è cambiata dopo un nuovo incontro con l'autore il 29 luglio. Secondo Gerald, "alcuni aspetti" della ricostruzione di Falade erano cambiati e&lt;strong&gt; l'agenzia ha deciso di interrompere il rapporto&lt;/strong&gt;, sostenendo di avere bisogno di una fiducia totale nel proprio autore.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Falade nega: "Non l'ho usato l'IA"&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In una dichiarazione, Falade ha respinto le accuse di aver utilizzato l'intelligenza artificiale e ha sostenuto che la reazione alla vicenda rifletta anche &lt;strong&gt;un pregiudizio razziale &lt;/strong&gt;presente nel mondo dell'editoria. L'autore ha osservato che tre scrittori neri hanno ottenuto importanti contratti editoriali quest'anno e che tutti e tre hanno successivamente visto i propri accordi cancellati o messi in discussione dopo sospetti sull'utilizzo dell'IA. Secondo Falade, esisterebbe&lt;strong&gt; "un'inquietante supposizione" &lt;/strong&gt;secondo cui, quando uno scrittore nero produce un'opera capace di attirare grande attenzione, quel lavoro non possa essere interamente suo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Falade ha contrapposto questa situazione a quella di alcuni scrittori bianchi popolari che hanno dichiarato pubblicamente di utilizzare l'intelligenza artificiale nei propri processi di scrittura e che, ha sottolineato, continuano comunque a pubblicare senza conseguenze analoghe. Il Guardian ricorda che altri due autori neri negli Stati Uniti,&lt;strong&gt; Mia Ballard e HM Wolfe, &lt;/strong&gt;autrice del romance diventato virale "Daggermouth", sono stati accusati quest'anno di aver utilizzato l'IA. Entrambe hanno negato le accuse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Falade ha contestato anche la rapidità con cui l'industria editoriale ha reagito alle indiscrezioni. "Nel mio caso, hanno iniziato a circolare delle voci e, nel giro di sei ore, la mia agenzia mi aveva lasciato, gli accordi erano stati sospesi e venivano diffusi comunicati stampa", ha raccontato. L'autore ha inoltre messo in dubbio l'affidabilità degli strumenti utilizzati per individuare testi prodotti dall'intelligenza artificiale, sottolineando che&lt;strong&gt; i software di AI detection sono ampiamente noti per poter produrre falsi positivi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo studente ha infine indicato come elemento a propria difesa lo stesso percorso seguito dal manoscritto prima dell'esplosione del caso. Il romanzo, ha spiegato, era passato attraverso primi lettori, seconde letture, editor e responsabili delle acquisizioni di numerose case editrici. Secondo l'autore, se il testo avesse mostrato reali segnali di essere stato generato dall'intelligenza artificiale, sarebbe difficile credere che potesse ingannare tutti quei professionisti esperti.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un nuovo caso di romanzo sospetto&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La vicenda è l'ultima di una serie di controversie legate all'intelligenza artificiale che hanno investito il settore editoriale, alle prese con questioni ancora aperte sull'utilizzo della tecnologia da parte di autori ed editor, sulla titolarità del copyright, sui sistemi per individuare contenuti generati dall'IA e sull'affidabilità delle dichiarazioni degli scrittori sull'origine dei propri testi. All'inizio dell'anno Hachette Book Group aveva annullato la pubblicazione negli Stati Uniti del romanzo horror &lt;strong&gt;"Shy Girl" di Mia Ballard &lt;/strong&gt;dopo l'emergere di dubbi su un possibile ricorso all'intelligenza artificiale, circostanza negata dall'autrice.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una portavoce di Macmillan ha confermato al Wall Street Journal che l'editore aveva partecipato all'asta per "Call Me, I’ll Hide the Body" e che "alla fine l'agente ha ritirato il libro". Non ha però chiarito quale sia lo stato attuale dell'accordo tra Minotaur e Falade. HarperCollins non ha invece commentato nell'immediato. Gerald non rappresenta più Falade, ma continua a riconoscerne il talento. "Sappiamo che è un narratore incredibilmente dotato e questo è un libro straordinario", ha affermato. Al Guardian ha ribadito il giudizio sul manoscritto: "Il libro in sé è geniale: comunque sia stato scritto, è straordinario".&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/01/061149576-6f41be51-b898-47fd-9166-f012b80a82ab.jpg" length="92287" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 06:13:03 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38331037</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-08-01T06:13:03Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/01/061147374-2d37c340-28ad-42b4-8e11-ca46b2cba26d.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/01/061149575-91ab87ef-c971-4383-a981-2c437111f5dd.jpg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/01/061149576-919ebf3b-091b-4694-b266-a567d5876e40.jpg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/01/061149576-7d361475-d5a4-489b-90b5-f0cdb2cc81ab.jpg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/01/061149576-dc4eb8e4-4606-4828-88c7-f79b5d4134ac.jpg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/01/061149576-5ca3ae38-57a2-4a8a-ae05-161cbb167bbc.jpg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/01/061149576-ae7f1698-3878-44dc-bd52-becfc42a7195.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/01/061149576-6f41be51-b898-47fd-9166-f012b80a82ab.jpg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/08/01/061147436-01bcfe29-a495-4e0b-a2fb-0395c59ccbbb.jpg" />
    </item>
    <item>
      <title>Tedofori e torcia olimpica un'invenzione di Berlino 1936</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-31/tedofori-torcia-olimpica-invenzione-berlino-38319281/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - L’arrivo dell’ultimo tedoforo con la torcia olimpica fiammeggiante che accende il braciere è l’immagine più forte e più universale dei giochi, assai prima delle imprese atletiche e agonistiche destinate a fare la storia dello sport. La prima volta fu il I agosto 1936, a Berlino, e da allora il cerimoniale non ne ha più fatto a meno, celebrando un’invenzione scenica che assai probabilmente si deve alla regista Leni Riefenstahl per quelle che sono passate alla storia come le Olimpiadi di Hitler, consegnate nel 1938 al cinema con il magniloquente kolossal “Olympia” che faceva dell’edizione XI un manifesto della Germania nazista.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il Führer che non voleva la manifestazione sportiva venne convinto da Goebbels&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tutto fu marcatamente grandioso per Berlino 1936, che inizialmente il Führer neppure voleva, avendo ereditato una situazione stabilita con l’assegnazione del Comitato olimpico internazionale nel maggio 1931, quando la Germania era una repubblica. Nel 1933 Hitler aveva trionfato alle urne e subito trasformato il suo Paese d’elezione in regime totalitario, e questo era subito apparso non in linea con i princìpi olimpici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Diversi comitati nazionali avevano premuto per cambiare sede ma il Cio aveva tirato dritto. Nel frattempo il ministro della propaganda Joseph Goebbels era riuscito a vincere la riluttanza del dittatore ad allestire i giochi olimpici, prospettandogli di poter trasformare l’evento sportivo in cassa di risonanza globale del Terzo Reich e dell’efficienza del sistema nazista.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La grandiosità e la sordina all’antisemitismo, ma una sola atleta ebrea&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Non si era allora badato a spese per presentare al mondo cos’era la Germania in camicia bruna silenziando persino l’antisemitismo di Stato già consegnato nel 1935 alle Leggi di Norimberga. Naturalmente nelle fila degli atleti tedeschi non figuravano ebrei, con l’eccezione della fiorettista Helene Mayer che vincerà un argento, non riuscendo a ripetere l’oro di Amsterdam 1928.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aveva lasciato la Germania nel 1933 stabilendosi negli Usa, ma aveva accettato di gareggiare con i colori tedeschi. Le nuotatrici ebree austriache si erano invece rifiutate di partecipare: il loro Paese sarà inglobato con l’Anschluss nel 1938, estendendo la persecuzione nazista che durante le olimpiadi era stata stemperata e nascosta.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Trionfo tedesco con 33 ori e prima medaglia a una donna italiana con Ondina Valla&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nella cerimonia inaugurale erano presenti oltre 120.000 spettatori che inneggiavano a Hitler e che fecero esplodere un impressionante urlo trionfale all’ingresso del tedoforo all’Olympiastadion, dopo che la torcia aveva percorso, cambiando di mano con le staffette, oltre tremila chilometri. Tutto funzionò alla perfezione durante quei giochi di una grandiosità mai vista, l’immagine del regime nazista ne uscì rafforzata come voleva Goebbels.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il trionfo tedesco sarà sancito dal medagliere con 33 ori, 26 argenti e 30 bronzi; secondi gli Usa con 24 ori, terzi l’Ungheria con 10 e quarta l’Italia con 8, tra cui la medaglia di Ondina Valla, prima donna azzurra a vincere un’olimpiade nella gara degli 80 metri risolta al fotofinish.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Leggende e verità su Jesse Owens celebrato anche nel film “Olympia” del 1938&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;È una leggenda che Adolf Hitler il 4 agosto si fosse rifiutato di premiare e stringere la mano al recordman Jesse (il nome veniva dalla pronuncia delle iniziali James Cleveland) Owens, con 4 medaglie d’oro, perché aveva battuto nel salto in lungo l’idolo locale Luz Long. La verità era che l’aveva salutato con un gesto della mano prontamente contraccambiato. Ed è altrettanto vera, ma assai meno nota, la sincera amicizia che si era stabilita tra l’afroamericano e l’ariano tedesco. Long si era complimentato pubblicamente allo stadio con l’atleta di colore che l’aveva battuto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Morirà con l’uniforme della Wehrmacht nel luglio 1943, durante i combattimenti in Sicilia ed è tutt’ora sepolto nel cimitero militare tedesco di Motta Sant’Anastasia. Aveva il grado di soldato semplice. Nel dopoguerra Owens aiuterà la sua famiglia in Germania, in gravi difficoltà economiche. Lo stesso campione era stato protagonista di molte memorabili sequenze del film “Olympia” di Leni Riefenstahl, che riuscirà anche a sottrarsi all’asfissiante controllo del ministro Goebbels.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Leni Riefenstahl, il cinema di regime e le innovazioni&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le innovative tecniche di ripresa e il montaggio hanno fatto la storia del cinema, ben oltre l’impronta politica e propagandistica. All’epoca, nel 1938, la regista fu premiata a Venezia con la Coppa Mussolini. Il villaggio olimpico che aveva stupito gli ospiti e inorgoglito il regime, durante il secondo conflitto mondiale, diventerà campo di concentramento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Leni Riefenstahl, che prima di “Olympia” aveva firmato “Il trionfo della volontà” che celebrava il nazismo, per tutta la sua lunga vita (morirà a 101 anni nel 2003) porterà su di sé l’impronta di essere stata “la regista di Hitler”. Sopravvisse a due incidenti aerei e questi eventi faranno scrivere a un caustico Indro Montanelli che neanche il diavolo l’aveva voluta.&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/31/094708536-ff7e78b1-467c-4696-a4bb-f6e5d39f4a12.jpg" length="152671" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 09:47:30 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38319281</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-31T09:47:30Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/31/094706323-45e6ab93-dbd8-4b4c-bb62-fcf2f13c98ce.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/31/094708535-2ac184d3-6816-4fe1-8798-b9f9e5f99d72.jpg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/31/094708535-0feee1d7-1e14-4e8b-a2e7-60e1d7d21c1b.jpg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/31/094708536-bed7f749-37b8-4a27-8fc8-78afa6ed2f21.jpg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/31/094708536-9b21d0ab-90d4-4204-9f79-f3f0cab3969f.jpg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/31/094708536-374ec63f-6580-4afe-b00c-f1ea83a30413.jpg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/31/094708536-9b97cee8-d10a-4431-a84f-5a8db946652c.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/31/094708536-ff7e78b1-467c-4696-a4bb-f6e5d39f4a12.jpg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/31/094706396-bd3733db-9872-489b-8140-645225ccfb21.jpg" />
    </item>
    <item>
      <title>Dylan Dog compie 40 anni, Roma lo festeggia con un Horror Show all'Eliseo</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-30/dylan-dog-40-anni-horror-show-38305200/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Era il 26 settembre del 1986 quando l'Indagatore dell'Incubo creato da &lt;strong&gt;Tiziano Sclavi&lt;/strong&gt; sbarco' per la prima volta in edicola per Sergio Bonelli Editore con &lt;strong&gt;L'alba dei morti viventi &lt;/strong&gt;- scritto da Sclavi, disegnato da Angelo Stano e con la copertina di Claudio Villa - primo albo di una serie che da allora ha raccolto milioni di lettori. In questi quarant'anni &lt;strong&gt;Dylan Dog&lt;/strong&gt; ha attraversato l'orrore senza mai negarlo, scegliendo invece di osservarlo, interrogarlo e raccontarlo. Ed è proprio da questo sguardo che nasce il filo conduttore delle celebrazioni che punteggeranno i prossimi mesi e culmineranno con il &lt;strong&gt;debutto di Dylan Dog sul palcoscenico&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'horror show all'Eliseo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dal 28 ottobre 2026 andrà in scena al &lt;strong&gt;Teatro Eliseo di Roma Dylan Dog Horror Show,&lt;/strong&gt; diretto da Valter Malosti, la prima produzione teatrale Sergio Bonelli Editore, un grande evento che porterà per la prima volta a teatro l'universo dell'Indagatore dell'Incubo. Le anteprime speciali si svolgeranno a partire dal 22 ottobre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proprio con questo spettacolo, il Teatro Eliseo, chiuso dal 2020, "dopo un lungo silenzio" riprenderà la sua prestigiosa storia teatrale, sotto la direzione artistica di Alessandro Longobardi per Viola Produzioni - CPT.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con il debutto di Dylan Dog Horror Show entreranno nel vivo le celebrazioni per il 40 anniversario di Dylan Dog. Il foyer del Teatro Eliseo sarà trasformato per l'occasione in un percorso ispirato all'universo creato da Tiziano Sclavi, con installazioni, ambientazioni e attività esperienziali pensate per accompagnare il pubblico all'interno dell'immaginario dell'Indagatore dell'Incubo, rendendo l'evento un'esperienza unica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli spettatori non faranno semplicemente ingresso in un teatro, ma varcheranno la soglia della "Casa di Dylan Dog". L'avvicinamento al debutto teatrale sarà scandito da un ricco calendario di appuntamenti che accompagnerà i festeggiamenti per i 40 anni di Dylan Dog. Le celebrazioni prenderanno il via già nella settimana del compleanno ufficiale dell'Indagatore dell'Incubo, il 26 settembre 2026, con pubblicazioni speciali, eventi e iniziative dedicate. Fino al debutto di Dylan Dog Horror Show, i fan avranno numerose occasioni per incontrare Dylan Dog attraverso appuntamenti in tutta Italia che coinvolgeranno librerie, fumetterie, fiere e altri luoghi simbolo della sua comunità di lettori.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il calendario&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il calendario completo delle iniziative sarà svelato nei prossimi mesi. "Portare Dylan Dog per la prima volta a teatro in occasione dei suoi 40 anni - racconta Michele Masiero, Direttore Editoriale di &lt;strong&gt;Sergio Bonelli Editore&lt;/strong&gt; - è per noi motivo di grande orgoglio, e farlo al Teatro Eliseo di Roma, che rinasce per l'occasione "Dopo un lungo silenzio", per citare proprio un titolo iconico di Tiziano Sclavi, rende questo passaggio ancora più significativo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E'&amp;nbsp;come se Dylan trovasse una nuova casa, viva, aperta, pronta ad accogliere il pubblico in modo continuativo. Dylan Dog non è un eroe invincibile: combatte, soffre, dubita, ma non si lascia mai sopraffare, grazie soprattutto all'innata ironia con cui osserva il mondo. Ed è per questo che resta, oggi più che mai, un amico prezioso, una voce di speranza e di ironia. Perchè, come direbbe Dylan, se anche soltanto aprire la porta di casa fa paura, smascherare l'orrore è già un primo e ottimo modo per metterlo in difficoltà".&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per Vincenzo Sarno, responsabile dell'Ufficio Sviluppo di Sergio Bonelli Editore e Produttore Esecutivo delle produzioni Bonelli Entertainment, "Il debutto teatrale di Dylan Dog è per Bonelli Entertainment un nuovo, significativo traguardo. La missione di tutto il team dipartimento sviluppo di Sergio Bonelli Editore è quella di dare vita a progetti cinematografici, televisivi, teatrali e multimediali capaci di valorizzare personaggi entrati nel cuore di generazioni di lettori. In occasione dei suoi 40 anni, siamo felici di festeggiare uno dei più grandi successi della Casa editrice con un'esperienza inedita che testimonia ancora una volta la straordinaria vitalità e il fascino senza tempo dell'Indagatore dell'Incubo".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Alessandro Longobardi, Direttore artistico di Viola Produzioni, "La riapertura del Teatro Eliseo, chiuso dal 2020, rappresenta un'occasione straordinaria che unisce due patrimoni culturali italiani: l'Eliseo, uno dei luoghi simbolo del teatro italiano, segnato da una nobile tradizione, e uno dei personaggi più iconici del mondo dei fumetti, Dylan Dog, seguito da milioni di lettori.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Umberto Eco tra i fan illustri&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Lo stesso &lt;strong&gt;Umberto Eco&lt;/strong&gt; scriveva: 'Posso leggere la Bibbia, Omero e Dylan Dog per giorni senza annoiarmi'. Dylan Dog Horror Show porterà in scena l'incontro tra l'impossibile e il possibile, tra il buio e la rinascita sulle orme del grande Tiziano Sclavi. Vogliamo emozionare intere generazioni di lettori di Dylan Dog e attrarre tanti nuovi spettatori in teatro facendo scoprire loro la magia dello spettacolo dal vivo".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il regista Valter Malosti ha detto di aver "immaginato uno spettacolo immersivo, un fumetto che prende vita sulle tavole del palcoscenico. Non una semplice trasposizione teatrale, ma una pulsante installazione in continuo movimento, dove i confini tra teatro, danza, musica e arte visiva si dissolvono, proprio come i confini tra sogno e realtà nei casi dell'Indagatore dell'Incubo, nel rispetto dell'universo visionario creato da Tiziano Sclavi".&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/122414608-7703f401-d40c-43e4-8586-bebfe7ad7278.jpeg" length="98971" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 12:24:20 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38305200</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-30T12:24:20Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/122339480-8f17d6ca-71b6-4dd9-94cc-7f9220949304.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/122341760-39c49a69-edad-4f50-90de-a4a33fe99149.jpeg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/122414440-0debe019-4bd3-435a-983f-97780490776b.jpeg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/122415274-d5885145-e4b5-4340-878d-b77dae82ab1e.jpeg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/122414738-2838738d-d217-42d6-898d-77ba80e6b702.jpeg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/122415388-039776f7-0ac0-49f6-8223-fb301baff7de.jpeg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/122341760-473bf35e-2e7a-435d-9a8c-84200758381a.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/122414608-7703f401-d40c-43e4-8586-bebfe7ad7278.jpeg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/122339639-253e17fe-2cb9-4a04-bf58-209761e99029.jpeg" />
    </item>
    <item>
      <title>Dalla Ford “eco” costruita con la cannabis al Duroplast della Trabant non biodegradabile</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-30/dalla-ford-eco-al-duroplast-38303355/</link>
      <description>&lt;div&gt;
 &lt;p&gt;AGI - È stato il primo a realizzare la motorizzazione di massa con la mitica Modello T, e pure un prototipo del tutto rivoluzionario seguendo un’ispirazione filosofica e utopistica: tutto dalla terra e matrimonio fecondo tra industria e agricoltura. Era il 13 agosto 1941 quando Henry Ford presentava la Hemp Body Car, da lui stesso ideata nelle linee ispirative nel 1937, dopo una iniziale e infruttuosa gestazione da parte del capo del dipartimento design Eugene Turenne Gregoire.&lt;/p&gt;
 &lt;p&gt;La particolarità era che la sua carrozzeria di plastica era ricavata dai semi della canapa (cannabis) e dalla soia. Pesava un terzo in meno di una vettura di eguali dimensioni, e invece che con la benzina era alimentata da etanolo di canapa e altri oli vegetali. L’inventore della catena di montaggio si era convinto che dalla natura poteva arrivare il carburante del futuro. Per inseguire il suo sogno diede incarico a un team di specialisti coordinato da Lowell E. Overly e al genio del botanico e chimico George Washington Craver, che si insediò al Soybean Laboratory del Greenfield Village.&lt;/p&gt;
 &lt;h2&gt;Il debutto al Festival di Dearborn del prototipo realizzato con fibre e plastica&lt;/h2&gt;
 &lt;p&gt;Il prototipo, dopo una serie di traversie progettuali e costruttive, venne presentato nella sede della Ford, al Festival di Dearborn, nel Michigan, con lo stesso fondatore al volante. L’elegante carrozzeria che rivestiva un telaio classico a tubi metallici era composta di pannelli di fibra di cellulosa di canapa, soia e altri elementi naturali. Il materiale ottenuto da una miscela di fibre vegetali tenute insieme da una resina di cellulosa, una volta consegnato a una formula standard, risultava di facile lavorazione, molto più leggero dell’acciaio e soprattutto molto più resistente. L’auto non arrivava a una tonnellata di peso ed era di circa 500 chili meno pesante di qualsiasi altra rivale.&lt;/p&gt;
 &lt;p&gt;Ma talmente solida che lo stesso Henry Ford si fece riprendere dalle cineprese mentre sferrava colpi contro la carrozzeria della Hemp Body Car per provarne la robustezza, senza provocare il minimo danno.&lt;/p&gt;
 &lt;h2&gt;La seconda guerra mondiale stoppa il rivoluzionario progetto&lt;/h2&gt;
 &lt;p&gt;La stampa dell’epoca rimase sbalordita da questa invenzione, che qualcuno con aria di sufficienza aveva soprannominato Soybean Car per l’utilizzo della soia. Leggerezza, versatilità, economia, resistenza, sembravano aver indicato la via del futuro, ma quella che poteva apparire come una vera e propria svolta tecnologica si scontrò con i venti della storia. Il 7 dicembre 1941 i giapponesi attaccavano Pearl Harbor e gli Stati Uniti entravano ufficialmente nella seconda guerra mondiale che assorbiva energie di ogni tipo.&lt;/p&gt;
 &lt;p&gt;L’industria automobilistica era ovviamente in prima linea per vincere quel conflitto, e così la Hemp Body Car rimase un esemplare unico, nonostante fosse una risposta già pronta alla carenza di acciaio che aveva enormi richieste dall’industria bellica.&lt;/p&gt;
 &lt;h2&gt;La Marijuana Tax Act Roosevelt rendeva insostenibile la coltivazione della cannabis&lt;/h2&gt;
 &lt;p&gt;Contribuì non poco a impedire ogni sviluppo di quella vettura anche la Marijuana Tax Act del 1937, provvedimento proibizionistico voluto dal presidente Franklin Delano Roosevelt che di fatto rendeva economicamente insostenibile la coltivazione della canna e ogni forma di diffusione della cannabis, prevedendo non solo tasse ma anche multe molto elevate (da 2.000 dollari) e persino la reclusione fino a 5 anni.&lt;/p&gt;
 &lt;p&gt;Venendo a mancare la materia prima per alimentare un’eventuale linea di montaggio, finiva anche il sogno di Ford, che aveva intravisto nella canapa un materiale ecologico, di facile e rapida coltivazione e costi di produzione molto bassi, nella geniale combinazione con la plastica. La Hemp Body Car, con i suoi 14 pannelli rivoluzionari, non sarebbe entrata mai in produzione, e il prototipo veniva addirittura distrutto, probabilmente nel 1946. L’auto ecologica e a biocarburante scompariva dalla prospettiva.&lt;/p&gt;
 &lt;h2&gt;La vetturetta della Ddr inquinante, insicura e non smaltibile&lt;/h2&gt;
 &lt;p&gt;Un solo elemento sarebbe sopravvissuto nel ventaglio di proposte di Henry Ford: l’alternativa all’acciaio. Ci pensarono dall’altra parte della cortina di ferro i tecnici della Repubblica democratica tedesca quando concepirono e misero in produzione nel 1957 la P50 (in seguito P60 e quindi 601), un’auto popolare destinata a diventare famosissima dopo la caduta del Muro di Berlino, evento al quale peraltro non sopravvisse. Il materiale della carrozzeria in plastica fu chiamato Duroplast e ci rivestirono un’utilitaria con motore a due tempi, che in origine doveva essere una motocicletta e alla quale aggiunsero due ruote.&lt;/p&gt;
 &lt;p&gt;Simpatica alla vista, ma la negazione di ogni concetto di ecologia, sicurezza, e modernità. Era inquinante oltre ogni limite tollerabile, insicura e approssimativa nella costruzione e nella manutenzione. Si racconta anche, e non è un’esagerazione, che pur di averla in tempi accettabili, i tedeschi orientali la prenotassero alla fabbrica di Zwickau alla nascita di un figlio, così al compimento del diciottesimo anno di età c’era qualche fondata speranza di averla e poterla guidare. Con tutti i suoi limiti, ed erano tanti, era però una specie di sogno proibito del realismo socialista.&lt;/p&gt;
 &lt;h2&gt;Simbolo della caduta del Muro, sparisce dalle strade e ci torna come pavimentazione&lt;/h2&gt;
 &lt;p&gt;In seguito si sarebbe scoperto che la scelta del nome, Duroplast, pur esaltando una robustezza che non c’era (si sbriciolava in caso di urto), era stata sinistramente profetica. Non era dura ma durava, perché non si sapeva come riciclare quei pannelli di mistura chimica non biodegradabile prodotti in oltre 3 milioni di esemplari. Finché si inventò che poteva essere riutilizzata, tritandola, come pavimentazione stradale. Niente e nessuno, fino ad allora, era riuscito a smaltire quella plastica, se non decenni dopo la scomparsa della Trabant (e del marchio), quando era comunque entrata nell’iconografia e nell’immaginario collettivo. In cerca di libertà attraverso l’Ungheria, interminabili file di Trabant cariche all’inverosimile di persone, masserizie e speranze cercavano di entrare in Europa e poi spesso venivano abbandonate nei pressi dei valichi di frontiera, lasciando svaporare il fumo azzurrino e puzzolente e l’eco del rumoroso e improbabile motore.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/111133599-6be0735d-0c96-456d-8a3d-10f5f693b556.jpg" length="118650" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 11:12:08 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38303355</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-30T11:12:08Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/111100785-ce7e68c5-56f5-4be2-b1cc-2351f2f5df4e.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/111133883-8f328892-dfe1-4ba6-86cd-6794c134599f.jpg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/111133452-ca44dc52-dff8-46b4-b4f7-32919fbfd9d0.jpg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/111134434-2de7a77b-37b0-4777-8f78-12fbdc1fd45a.jpg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/111133696-d3f4feef-777b-4ef8-8fb2-85253ee501ef.jpg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/111102995-ff4eedc3-462a-41ee-acef-c29d8f4a8d16.jpg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/111133753-c287c0f0-5155-4efa-b854-5ae3f71df893.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/111133599-6be0735d-0c96-456d-8a3d-10f5f693b556.jpg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/30/111100879-b0bdfc96-22b6-4bec-897f-a31f8c57bc02.jpg" />
    </item>
    <item>
      <title>Il caso Ada Fleres, il noir di Nino Amadore che scava nelle ombre della storia italiana</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-29/noir-libri-nino-amadore-38286382/</link>
      <description>AGI - La morte di una donna, Ada Fleres, solo apparentemente casuale e naturale; un ispettore inquieto e ostinato almeno quanto la vittima, Luca Bianchi: gli ingredienti per un noir ci sono tutti. Potrebbe bastare a imbastirci un romanzo, un giallo. Uno dei tanti. Invece, no. Non basta. 
&lt;p&gt;Perché &lt;i&gt;"Il caso Ada Fleres"&lt;/i&gt; (Laurana Editore Milano) di Nino Amadore, giornalista che per &lt;i&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/i&gt; racconta la Sicilia nelle sue diverse sfaccettature, non può essere confinato alla produzione giallistica. Fra le pieghe di questo romanzo ci sono tutte le ombre, l'ignoto, le reticenze, le paludi melmose della storia italiana.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Palermo come protagonista e la ricerca della verità&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;C'è, soprattutto, una città che non è come tutte le altre: Palermo. Protagonista visibile e occulta che occupa tutte le pagine, con la sua luce accecante è in grado di bruciare le ali di "un'allodola che volava troppo vicino al sole". "Palermo, a luglio, non fa sconti a nessuno. A quel caldo, e ai suoi colori, non ci si abitua mai: ogni estate sembra più feroce della precedente e, ogni anno, i palermitani lo dicono come se fosse la prima volta", riflette l'ispettore Luca Bianchi prima di trovare il corpo di Ada Fleres.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bibliotecaria di giorno, Ada ama il mestiere di giornalista, al quale dedica il resto della giornata: "Una di quelle che vanno a mettere il naso dove gli altri non hanno voglia, o interesse, di curiosare". L'ispettore seguirà le tracce lasciate da Ada, la sua inchiesta, senza perdere di vista il quadro generale: "Era lo stesso principio che aveva visto all'opera durante l'indagine: non l'illegalità plateale, ma quella che si deposita lentamente, fino a diventare paesaggio... Non è un sistema che qualcuno ha costruito a tavolino. È qualcosa che si è costruito da solo, un tassello alla volta, perché ogni pezzo faceva comodo a qualcuno. Ada lo aveva capito. Non guardava il singolo episodio, ma la traiettoria. Non l'abuso, ma la somma. Ed era per questo che era diventata pericolosa". Ed è toccato all'ispettore Luca Bianchi non lasciarla "cadere nel silenzio".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il "paesaggio" dell'impunità e la lezione della memoria&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In questo romanzo c'è tutto il mestiere di Amadore, delle sue inchieste giornalistiche e della cronaca quotidiana dalla città. Ma più di altri ci sono i dati "fragili", evanescenti, che non riescono a entrare in nessun contesto oggettivo. E sono proprio questi ultimi ad avere un peso decisivo, perché costruiscono un sistema sottile, impalpabile, non incasellabile in nessuna fattispecie di reato. Fino a diventare impunità. Anche se lo favoriscono, lo alimentano. Diventano, per citare l'autore, "paesaggio". E come tutti i paesaggi sanno mutare, adattarsi ai cambiamenti, alla geografia nuova — naturale e urbana — fino a rendersi trasparenti. Ti abitui, semplicemente, a questo scenario che cambia così lentamente fino a rendere la metamorfosi impercettibile all'occhio distratto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C'è l'eco delle parole di pietra di Paolo Borsellino: "La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità". O le onde radio di Impastato: "Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi. Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente", che qui non sono solo slogan buoni per le piazze: sono metodo investigativo, sono amarezze ingoiate che talvolta ci spingono a terra, ma lasciandoci un residuo di forze che si liberano tra le pagine, nell'etica e nella morale del romanziere e del giornalista Amadore. Dritte e libere, dalla mente alla penna.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Oltre la cronaca: la potenza della narrativa&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ma perché un giornalista che ha raccontato e racconta le cronache opache di una città e di una regione, la Sicilia, sente il bisogno di scrivere un noir? Non bastavano già le sue inchieste ruvide come &lt;i&gt;La zona grigia&lt;/i&gt; per mettere in risalto tutti i cliché invisibili di un sistema collaudato?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La verità può essere raccontata in tanti modi, da angolazioni non sempre prevedibili o stereotipate. La narrativa, quando è ben ancorata alla realtà, con una capacità d'osservazione psicologica raffinatissima dei personaggi che si muovono dentro un libro — come in questo romanzo — riesce a superare il limite obbligato dal giornalismo d'inchiesta: i respiri e i silenzi. La luce che crea ombre. Le parole dette e quelle taciute. I gesti gentili e la violenza di una mano che posa piano una tazza di caffè. Perché non c'è mai un solo modo di raccontare. E nemmeno di cercare.&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/29/101028185-45bdd0f0-f897-458d-9002-e7cd81842a74.jpg" length="191331" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 10:16:11 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38286382</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-29T10:16:11Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/29/101026012-44105e16-2e5e-440c-a922-f5142ed4c3a3.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/29/101126563-cc350688-cef5-4757-a054-e186e88f3458.jpg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/29/101028185-2eb46e2f-0ecd-4ed5-92f5-74d16b50f1b5.jpg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/29/101127088-147f8207-a763-4ec3-b871-4d409de1d4f9.jpg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/29/101126424-308c04cd-618c-449e-9113-a56b3d3284c3.jpg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/29/101127181-47f3e7c7-970f-4ac8-bc61-5f889253b3af.jpg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/29/101028185-3d17d8fd-2c42-4b23-bd55-edaad1431b47.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/29/101028185-45bdd0f0-f897-458d-9002-e7cd81842a74.jpg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/29/101026068-4b81b876-a078-4816-8fe4-d493a68108ef.jpg" />
    </item>
    <item>
      <title>Antonio Amodio è in libreria con ‘La riunione non è finita’ (256 Edizioni)</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-28/antonio-amodio-libreria-38270445/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Un racconto lungo – o forse un romanzo molto breve – sull’&lt;strong&gt;orrore grottesco del lavoro aziendale&lt;/strong&gt;. Il libro d’esordio di Antonio Amodio, ‘La riunione non è finita’, pubblicato da 256, una delle poche (e lodevoli per il lavoro di scouting) case editrici italiane specializzate in racconti, sintetizza in meno di 90 pagine l’ottusa violenza del sistema capitalistico della grande impresa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'autore inscena, negli uffici dell’immaginaria società di assicurazioni torinese 'La Sabauda', &lt;strong&gt;una riunione tra il direttore e quattro dipendenti&lt;/strong&gt;, trasformando un normale meeting in un claustrofobico incubo in cui tutti verranno messi di fronte alle potenziali, orribili conseguenze dei loro atti contrari ‘all’ordine costituito’. Horror o commedia Ma, per fortuna, ciò che dovrebbe terrorizzarci finisce anche per divertirci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laureato in Storia del Cinema Nordamericano e fan di David Mamet (apertamente citato), Amodio ha infatti organizzato sulla pagina una farsa dal gusto di commedia all’italiana corretta all’acido cloridrico. I dipendenti sono caratterizzati dall’&lt;strong&gt;uso di diversi dialetti &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;il direttore mostro &lt;/strong&gt;ha le fattezze di un goffo polifemo a misura di travet, mentre al di fuori della sala riunioni la realtà diventa un fondale buio abitato da creature vendicatrici senza volto, che ricordano le presenze di certi film horror di serie B d’oltreoceano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il gioco è sempre doppio: quando la componente fantastica prende il sopravvento abbassando la soglia di credibilità, l’autore attinge all’ironia per riportare a terra i dialoghi; tanto più i personaggi appaiono meschini, quanto più il mondo che li circonda li supera in bassezza, con il risultato di &lt;strong&gt;far sempre empatizzare &lt;/strong&gt;chi legge con i cattivi. Il testo richiama, in alcuni passaggi, l’immaginario del primo Ammaniti, ma strizzandogli l’occhio da grande distanza, mentre guarda verso Fantozzi e la poetica del povero cristo che farebbe di tutto per sfuggire a un destino da meccanismo del grande ingranaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È presto per dire se Amodio - che quest’anno ha affinato gusti ed esperienze &lt;strong&gt;collaborando ai testi di Wonderland di Rai4&lt;/strong&gt;, uno dei programmi più interessanti dell’intero palinsesto nazionale - sia destinato a lasciare il segno in libreria, ma vale la pena di aspettarlo incrociando le dita a prove di maggiore sostanza su distanze più lunghe. Per ora, con questo secco esordio, ha di certo lasciato un graffio sulla carrozzeria dell’auto con cui andiamo a lavorare ogni giorno.&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/28/102139569-e3afd672-3dbf-4955-907f-29bc0c08df32.jpeg" length="112422" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 10:26:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38270445</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-28T10:26:00Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/28/101849124-649332cb-2ce8-4c84-9bd9-9e431a2c3194.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/28/102139896-1b696617-814c-4667-98c2-2361d0e21705.jpeg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/28/102139344-5a7952af-a2bb-4205-a115-31696bc13d20.jpeg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/28/102140839-81dceddf-1974-46f4-abb9-95d5d0580daa.jpeg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/28/102139711-93b4121f-b935-4903-9000-fcedf6258dad.jpeg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/28/102140994-f5514492-c51b-42f4-9cdd-5feab0f20c08.jpeg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/28/101851327-d9f3cce5-11e0-4649-901a-fc4243dc48e5.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/28/102139569-e3afd672-3dbf-4955-907f-29bc0c08df32.jpeg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/28/101849205-4f5d0f0d-a4f3-4d9d-9f10-f0def51e8e79.jpeg" />
    </item>
    <item>
      <title>Libri: tra storia e memoria "La cantata dei giorni di guerra" di Vittorio Morelli</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-27/libreria-morelli-guerra-38252342/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI -&lt;strong&gt; Roma&lt;/strong&gt;, 1941.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Sicilia&lt;/strong&gt;, 1960.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Afghanistan&lt;/strong&gt;, primi anni duemila. Sono le tre coordinate di spazio e di tempo entro cui si muove il racconto di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;"Cantata dei giorni di Guerra"&lt;/strong&gt;, ultimo libro del giornalista e scrittore&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Vittorio Morelli&lt;/strong&gt;. Tre scenari, tre protagonisti, tre diversi momenti storici, un unico comune denominatore: la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;guerra&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- "follia senza scuse", per dirla con papa Francesco - che impone le scelte individuali e plasma i destini collettivi lasciando dietro di sé sempre e solo morte e desolazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il primo atto si consuma nei giorni del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;secondo conflitto mondiale&lt;/strong&gt;, in una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;preoccupata più dalla fame che dalle bombe. Ci sono due carabinieri 'travestiti' da ladruncoli che vanno a caccia di documenti classificati ed elenchi di spie. Uno dei due è il maggiore&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Manfredi Talamo&lt;/strong&gt;, figura storica: c'è da infiltrarsi nell'ambasciata Usa, e lui - con il collega Piccardo - ci riesce, dopo avere agganciato con l'aiuto di una donna un giovane usciere. Sarà ricordata come una delle più brillanti operazioni dell'&lt;strong&gt;intelligence militare&lt;/strong&gt;, 'Black Code': grazie ai due militari, al loro intuito e al loro coraggio, l'Italia entrerà in possesso del cifrario segreto utilizzato dagli Stati Uniti, conservato in un'anonima cartellina nera, e potrà leggere per mesi le comunicazioni sulle operazioni militari nel Mediterraneo e nel Nord Africa.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La storia dei due 007&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tre anni più tardi, in una città liberata dai nazisti e con i fascisti in fuga ("la camicia nera? L'hanno riposta negli armadi o forse l'hanno bruciata"), il generale Amè, che per tutta la durata della guerra era stato a capo del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Sim&lt;/strong&gt;, il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Servizio segreto militare&lt;/strong&gt;, racconta la storia dei due 007 agli ufficiali alleati che lo interrogano in una stanza di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Palazzo Baracchini&lt;/strong&gt;: una storia dall'epilogo tragico, con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Kappler&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che si 'vendica' di un bruciante smacco subito proprio da Talamo facendolo torturare e massacrare alle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Fosse Ardeatine&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La faida nei Nebrodi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Vent'anni dopo, la 'quinta' della scena sono i boschi e gli specchi d'acqua dei&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Monti Nebrodi&lt;/strong&gt;, nella&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Sicilia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;del nord. Due famiglie sono divise da una faida che "si perde nella memoria", "antica come l'avidità umana", e che ha già provocato decine di vittime. Sebastiano, bracciante agricolo, detto u' sciancatu, vive nell'ossessione della vendetta e immagina nella sua testa, giorno dopo giorno, l'omicidio del suo rivale, del boss locale, 'u' patri nostru' come lo chiamano in paese tra deferenza e paura.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Sebastiano e il maresciallo Miceli&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Solo che a cercare il boss c'è anche qualcun altro, un maresciallo dei&amp;nbsp;&lt;strong&gt;carabinieri&lt;/strong&gt;, Miceli, che quel "cornuto della peggior specie", accusato anche di aver intessuto una fitta rete di legami tra criminali locali e americani, vuole vederlo non sotto terra ma in una cella. Le due storie scorrono parallele, con sullo sfondo il film dello&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sbarco alleato&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nell'isola, "il mare pieno di vapori", "il cielo illuminato a giorno da migliaia di luci, traccianti, bengala", "la tempesta di ferro sui reparti della difesa costiera". L'ultimo atto si consuma in una domenica assolata, nel circolo in cui il boss santifica tutte le domeniche con la partita a carte post messa: Sebastiano ci arriva con la pistola infilata nella cintura dei pantaloni, il maresciallo Miceli con due colleghi, i più esperti e fidati. Finisce nel sangue, com'era inevitabile.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La fuga dall'Afghanistan&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Altri monti, anni molto più recenti, quelli della missione internazionale&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Isaf&lt;/strong&gt;. In uno sperduto avamposto della provincia di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Farah&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;un giovane alpino siciliano,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Carmelo Rapisarda&lt;/strong&gt;, scosso dalla tragica morte di una bambina e stanco della guerra, decide di dire basta, "non voglio più stare qui, voglio sparire", "sarò un bravo soldato in un'altra vita". Detto, fatto. Ma non è facile uscire dal Paese. Per provarci, accetta di portare una reliquia, il 'mantello del Profeta', fino in&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Pakistan&lt;/strong&gt;, con l'aiuto di Noour, vedova di un talebano.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il sequestro e l'epilogo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ma la diserzione è troppo scandalosa per essere tollerata: in un febbrile incrocio di comunicazioni tra&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Kabul&lt;/strong&gt;, tra le basi italiane affondate nella sabbia e le stanze romane del governo e della Difesa, viene fatta passare per un sequestro. "Militare italiano rapito a Delaram", battono le agenzie, e poco dopo arriva anche la rivendicazione dei terroristi, e la richiesta di rilascio di cinque capi talebani rinchiusi nel carcere di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Bagram&lt;/strong&gt;. Quando Carmelo e Noour arrivano davanti al Mullah - senza sapere di essere stati seguiti lungo tutto il viaggio - la loro sorte è già segnata. C'è spazio solo per un'ultima preghiera.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Memoria storica e guerra&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Passato e presente, giustizia e coscienza, senso del dovere e sentimento:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Morelli&lt;/strong&gt;, inviato nelle principali aree di crisi internazionali, intreccia&amp;nbsp;&lt;strong&gt;memoria storica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ed esperienze personali, regalando al lettore tre diverse chiavi di lettura della tragedia della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;guerra&lt;/strong&gt;. "Niente di quello che leggerete è mai esistito. Tranne, ovviamente, ciò che è vero", è la citazione in esergo di Jean Claude Izzo. E di vero, in questo libro, c'è molto.&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/091608331-51bece50-a628-4672-8b75-816693fe88d5.jpeg" length="81243" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:53:45 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38252342</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-27T09:53:45Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/091545192-e66502fc-6a1f-4927-a401-7b3ac7cfe7a8.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/091609284-53be14b8-f115-43d7-94ab-7ee442f855df.jpeg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/091608143-85b126a5-d6f0-476a-90fa-d5cab76c213c.jpeg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/091609851-aee4a495-e685-4baa-a907-77654d72b674.jpeg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/091608491-14482eed-b8b1-4f98-89ba-ef633418c0ac.jpeg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/091610024-ba21b45d-e3e5-4845-8f31-08ab2cb8f848.jpeg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/091547420-a1debc6f-df5a-47bb-94cd-52cf3bd7b56c.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/091608331-51bece50-a628-4672-8b75-816693fe88d5.jpeg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/091545304-1ba282a5-279a-41d6-a0cb-5929d1603984.jpeg" />
    </item>
    <item>
      <title>Il potere che esiste ma non si vede. In uscita "La mano di Orfeo", il primo romanzo di Alan Friedman</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-27/romanzo-alan-friedman-38250780/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Esiste un potere che non si vede. Non compare mai nei titoli dei giornali. Non risponde a nessuno. Alexander Grayson lo ha conosciuto. Ha cercato di lasciarselo alle spalle. Non ci è riuscito.&lt;strong&gt; "La mano di Orfeo"&lt;/strong&gt;, la prima avventura di Alex Grayson, è un esplosivo intrigo internazionale tra storia, finanza e politica, un thriller che tiene col fiato sospeso fino all'ultima pagina, un romanzo sul potere scritto da chi quel potere lo ha osservato e raccontato da vicino. "La mano di Orfeo"&lt;strong&gt; (editore Baldini e Castoldi)&lt;/strong&gt;, in uscita nelle librerie il prossimo 13 ottobre, è anche il primo romanzo di &lt;strong&gt;Alan Friedman&lt;/strong&gt;, uno dei pochi giornalisti internazionali che hanno raccontato dall'interno i meccanismi del potere globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha scritto per il "Financial Times", l'"International Herald Tribune", "New York Times" e il "Wall Street Journal" ed è stato l'autore di numerosi libri su politica, finanza e potere, tra cui le biografie di Gianni Agnelli e Silvio Berlusconi, alcuni dei quali tradotti all'estero e adattati da Netflix.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;La trama&lt;/strong&gt;: Alexander Grayson vive in disparte sulle colline toscane, dopo una carriera folgorante che lo ha portato nel cuore delle stanze del potere: la Delta Force, la Cia, fino alla Casa Bianca. Ha cambiato vita, è uno dei più autorevoli giornalisti internazionali, ma una telefonata riapre una porta che credeva di essersi chiuso alle spalle per sempre. Basta una sola parola, Orfeo, per riportare Alex a quarant'anni prima.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dietro quel nome, aveva scoperto l'esistenza di una rete clandestina, una mano invisibile capace di insinuarsi nei governi, nei servizi segreti, nelle grandi banche e negli apparati militari di tutto il mondo, piegandoli ai propri interessi senza lasciare tracce. Aveva giurato di non parlarne mai più, ma qualcuno ha deciso che ora il suo silenzio non basta. Quando il passato torna a cercarlo, testimoni scomodi cominciano a scomparire, vecchi documenti compromettenti riemergono all'improvviso, Alex capisce che non ha scelta, da quel mondo non si esce senza permesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dai corridoi di Washington alle banche di Zurigo, dai palazzi romani ai servizi segreti russi, viene risucchiato in una partita globale tra conti cifrati, dossier top secret e traffici d'armi. Un gioco mortale in cui chi parla paga, e chi non serve più viene eliminato. Perchè Orfeo è ovunque, e ha le sue regole.&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/072056613-893e131f-b0ae-45f4-9418-d9741176d4f9.jpeg" length="92881" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 07:21:01 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38250780</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-27T07:21:01Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/070734584-c44a7909-ba9d-47b1-8a8e-6c8200b4f395.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/072057101-a07f9fd5-66a9-4fc3-9fdf-b91de517a5e6.jpeg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/072056301-63730171-a1ff-4983-a782-f57e6a0b04c0.jpeg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/072058118-9aa04ab8-34c7-490b-b8e2-da7c89df6b5a.jpeg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/072056843-be034fc2-a69e-449a-917d-bf183a33fc54.jpeg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/072058382-98f79422-d627-4465-b29c-9060efc47f30.jpeg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/070736821-af446723-2e15-4d32-90d1-0a4ab4e70368.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/072056613-893e131f-b0ae-45f4-9418-d9741176d4f9.jpeg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/27/070734699-ccc6d2e7-d90f-47c3-8a10-52813c44f4c9.jpeg" />
    </item>
    <item>
      <title>Le spiagge del D-Day e i teatri condominiali dell'Italia Centrale diventano patrimonio Unesco</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-26/unesco-spiagge-teatri-38241142/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Monte Olimpo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Grecia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e le spiagge della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Normandia&lt;/strong&gt;, nel nord della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Francia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;teatro dello sbarco degli alleati verso la fine della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Seconda Guerra Mondiale&lt;/strong&gt;, sono stati inseriti nella lista del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;patrimonio mondiale dell'Unesco&lt;/strong&gt;. L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la Scienza e la Cultura ha preso questa decisione durante la sua assemblea annuale, attualmente in corso nella città sudcoreana di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Busan&lt;/strong&gt;. L'Unesco ha sottolineato come la montagna più alta della Grecia, dove gli antichi Greci credevano risiedessero gli dei dell'Olimpo, sia diventata un fulcro della loro mitologia, oltre a vantare imponenti formazioni geologiche.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le spiagge dello sbarco del 6 giugno 1944&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per quanto riguarda la Francia, l'agenzia dell'Onu ha designato come&amp;nbsp;&lt;strong&gt;patrimonio mondiale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;le storiche spiagge dello sbarco del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;D-Day, circa 80 km di costa&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Questi luoghi conservano ancora testimonianze degli eventi del 1944, come batterie di artiglieria e rifugi della Resistenza. Il 6 giugno di quell'anno cambiò per sempre la storia di queste spiagge. Situate nella regione francese della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Normandia&lt;/strong&gt;, furono teatro dello storico sbarco degli alleati, la più grande operazione anfibia e aviotrasportata di tutti i tempi, e di una battaglia decisiva per liberare l'Europa dal nazismo e porre fine alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Seconda guerra mondiale&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp; È stata inoltre inclusa la rete delle fortezze reali della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Linguadoca&lt;/strong&gt;, nel sud della Francia, un gruppo composto da otto castelli medievali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Teatri condominiali patrimonio mondiale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tra gli altri siti del patrimonio annunciati oggi dall'Unesco figurano i cosiddetti &lt;strong&gt;teatri italiani "di condominio"&lt;/strong&gt;: una serie di strutture di proprietà collettiva, finanziate sia da fondi pubblici che privati, edificate nell'&lt;strong&gt;Italia centrale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;tra il XVIII e il XIX secolo. Dal punto di vista architettonico, queste strutture rappresentano il neoclassicismo pur presentando influenze del tardo Barocco e hanno permesso alle autorità locali e ai cittadini di collaborare alla loro costruzione. Questo sistema ha favorito la crescita di una vasta rete culturale, offrendo nuovi spazi alla borghesia emergente e ampliando l'accesso del pubblico alle arti performative. Situati nel cuore dei centri storici, questi edifici sono diventati importanti centri di aggregazione sociale, ha osservato l'organizzazione.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'opera di Alvar Aalto&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Anche l'opera dell'architetto finlandese&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Alvar Aalto&lt;/strong&gt;, uno degli architetti più influenti del XX secolo, è stata dichiarata patrimonio dell'umanità durante la cerimonia. Il complesso architettonico, composto da 13 strutture civiche, comunitarie e residenziali sparse in tutto il Paese nordico, esemplifica il movimento moderno e la sua risposta ai bisogni sociali.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il castello di Alamut&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In Asia, il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;castello di Alamut&lt;/strong&gt;, situato sui monti&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Alborz&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nel nord dell'&lt;strong&gt;Iran&lt;/strong&gt;, è stato aggiunto alla lista del patrimonio mondiale. La delegazione iraniana, che ha dichiarato durante un intervento trasmesso in diretta streaming che questa rete fortificata simboleggia la resilienza e la resistenza del Paese, ha colto l'occasione per denunciare i danni ai monumenti protetti nel contesto del conflitto in corso con gli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Stati Uniti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Altri siti riconosciuti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tra gli altri siti aggiunti alla lista figurano il corridoio di migrazione terrestre degli animali&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Boma-Badingilo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nel&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Sud Sudan&lt;/strong&gt;; le antiche capitali giapponesi di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Asuka&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Fujiwara&lt;/strong&gt;; l'architettura modernista di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Tashkent&lt;/strong&gt;, capitale dell'&lt;strong&gt;Uzbekistan&lt;/strong&gt;; e le piantagioni agricole coloniali di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Sao Tomé e Príncipe&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Giorgia Meloni, "i teatri condominiali gioielli unici"&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"I&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Teatri condominiali all'italiana&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sono stati riconosciuti Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Gioielli storici, architettonici e culturali che, da secoli, impreziosiscono l'identità di borghi e città dell'Italia centrale e la rendono unica". Lo dice&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giorgia Meloni&lt;/strong&gt;, presidente del Consiglio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Questo riconoscimento consolida il primo posto dell'Italia nella classifica dei siti Unesco. Un primato che ci inorgoglisce e che ci sprona a fare sempre di più e meglio. L'Italia è una superpotenza culturale e noi continueremo a fare ogni giorno la nostra parte per custodire, proteggere e valorizzare un patrimonio che tutto il mondo ci invidia. Grazie a tutti coloro che hanno creduto fin dall'inizio in questa sfida e che hanno permesso potesse essere vinta".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il commento del ministro Giuli&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Accogliamo con orgoglio e soddisfazione la decisione del Comitato del Patrimonio mondiale dell'Unesco di iscrivere i teatri condominiali dell'Italia centrale nella Lista del Patrimonio mondiale. Il riconoscimento celebra l'eccezionale valore universale di questi gioielli architettonici, che sono, da oltre due secoli, centri vitali di fruizione culturale, di identità e di coesione sociale per le comunità che li custodiscono. I teatri condominiali sono una infrastruttura culturale italiana di eccellenza, che, in maniera innovativa, ha permesso a generazioni di cittadini nei borghi e nei piccoli centri dell'Italia centrale di fruire dell'Opera, della musica classica e di altre forme di spettacolo dal vivo. La loro iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale premia l'iniziativa promossa dal Presidente della Regione Marche,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Francesco Acquaroli&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in collaborazione con il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Ministero della Cultura&lt;/strong&gt;, che sosterrà l'intera rete nazionale dei teatri condominiali nel percorso di valorizzazione avviato con la candidatura Unesco". Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Alessandro Giuli&lt;/strong&gt;, in merito alla decisione del Comitato del Patrimonio mondiale dell'Unesco che, nel corso della 48ª sessione svoltasi a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Busan&lt;/strong&gt;, in&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Corea del Sud&lt;/strong&gt;, dal 19 al 29 luglio 2026, ha iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale "Il sistema dei teatri condominiali all'italiana del XVIII e XIX secolo nell'Italia centrale".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il primato italiano&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il nuovo riconoscimento porta a 62 il numero dei siti italiani iscritti nella&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Lista Unesco&lt;/strong&gt;, consolidando il primato dell'Italia per numero di beni riconosciuti. I teatri condominiali all'italiana costituiscono un fenomeno peculiare nella storia dell'architettura e del teatro inteso come istituzione sociale e culturale. Nati dalla partecipazione diretta dei cittadini, che ne condividevano la proprietà, la gestione e la fruizione, hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo della vita culturale e sociale dei territori. Si tratta di un patrimonio diffuso, composto da edifici di particolare eleganza e da una tradizione civica che ha reso il teatro un elemento identitario delle comunità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La candidatura è stata promossa dalla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Regione Marche&lt;/strong&gt;, con il coordinamento e il supporto tecnico-scientifico del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Ministero della Cultura&lt;/strong&gt;, attraverso la Direzione generale Affari europei e internazionali, Servizio Unesco.&amp;nbsp;Alle attività di candidatura hanno partecipato anche&lt;strong&gt; le Regioni Umbria ed Emilia-Romagna,&lt;/strong&gt; insieme a numerosi enti territoriali, a partire dai Comuni, e alle realtà locali dell'Italia centrale, dove questo sistema teatrale ha conosciuto la sua più ampia diffusione. La candidatura ha inoltre beneficiato del sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha curato i rapporti con l'Unesco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Sun, 26 Jul 2026 12:17:29 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38241142</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-26T12:17:29Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Dai grandi parchi Usa ai templi asiatici, ecco i nuovi patrimoni Unesco</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-25/nuovi-siti-unesco-38226165/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - L'&lt;strong&gt;Unesco&lt;/strong&gt; ha designato oltre una decina di siti - la maggior parte dei quali in Asia - come patrimonio dell'umanità, nel corso della sua assemblea annuale tenutasi nella città sudcoreana di Busan.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra le nuove iscrizioni figurano il tempio buddista &lt;strong&gt;Wat Phra Mahathat Woramahawihan&lt;/strong&gt; - attivo ininterrottamente da oltre 1.500 anni nella provincia thailandese di Nakhon Si Thammarat - e i &lt;strong&gt;complessi funerari degli Xiongnu, in Mongolia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 &lt;div&gt;
  
 &lt;/div&gt;
 &lt;p&gt;Nel corso di un evento trasmesso in diretta streaming, l'organismo delle Nazioni Unite ha inoltre iscritto il complesso sacro nella provincia kazaka di &lt;strong&gt;Mangystau&lt;/strong&gt;, caratterizzato da singolari moschee "ipogee" (o sotterranee), e il sito della produzione artigianale di porcellana a &lt;strong&gt;Jingdezhen&lt;/strong&gt;, in Cina, che si estende su una superficie di quasi 2.000 ettari.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;L'organizzazione ha anche dato il via libera al riconoscimento di patrimonio dell'umanità per l'antico &lt;strong&gt;sito buddista di Sarnath (India)&lt;/strong&gt;, luogo sacro dove si ritiene che il Buddha abbia tenuto il suo primo sermone e incontrato i suoi primi discepoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In Africa, ha aggiunto alla lista le medine degli storici sultanati delle Comore e il &lt;strong&gt;villaggio tunisino di Sidi Bou Said&lt;/strong&gt;, affacciato sul Mar Mediterraneo.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I patrimoni naturali&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per quanto riguarda il patrimonio naturale, l'Unesco ha incluso l'&lt;strong&gt;Okefenokee National Wildlife Refuge (Stati Uniti)&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;Riserva naturale di Wadi Wurayah negli Emirati Arabi Uniti&lt;/strong&gt;. Infine, ha designato come patrimonio dell'umanità i fossili di pesci ossei di &lt;strong&gt;Limfjord, in Danimarca&lt;/strong&gt;, in quanto rappresentano il sito più antico e significativo per comprendere l'evoluzione e la prima diversificazione dei moderni pesci ossei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/104656186-27f9c2fb-ca5d-4e46-9c86-1417afe3c7f8.jpg" length="322128" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Sat, 25 Jul 2026 13:11:59 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38226165</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-25T13:11:59Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/104654011-11c85ba9-bd87-4344-98e8-d3877a41a0a5.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/104656185-bb1d780d-b4a8-41d5-bf9e-b4dd96bb4e29.jpg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/104656186-2dbfc2f3-db34-4e39-bd97-057f29b8a880.jpg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/104656186-10c2fe25-fcc0-4cee-807f-f86013c1a652.jpg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/104656186-c69dfb8e-173f-43ce-a09e-4b8cf1a3a7b2.jpg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/104656186-0f3f1a1a-ecb0-438c-a735-a4ee139e863e.jpg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/104656186-32f7793e-bb92-43f6-b030-b1d307bdccd7.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/104656186-27f9c2fb-ca5d-4e46-9c86-1417afe3c7f8.jpg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/104654072-c788cba1-0edf-40c7-8f90-2ce47455fa67.jpg" />
    </item>
    <item>
      <title>Viaggio nei nuovi siti Unesco. Le immagini</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/foto/2026-07-25/siti-unesco-nuovi-38226726/</link>
      <description />
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/110130959-4638a9f4-fd8f-42e6-9f99-eaadf7c8cf53.jpg" length="167883" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <pubDate>Sat, 25 Jul 2026 11:22:37 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38226726</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-25T11:22:37Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/110128768-b44329e2-ec3f-42b2-8e0a-b1b017b30c9b.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/110130959-b4ccd378-d966-40ff-8e6a-0dcff0b5df64.jpg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/110130959-9a402847-b63c-4fa7-9700-ea514fd4f5cc.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/110130959-4638a9f4-fd8f-42e6-9f99-eaadf7c8cf53.jpg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/25/110128858-4042e560-8faa-471b-bcf3-b0bde67f3cf6.jpg" />
    </item>
    <item>
      <title>L’Aeroplano dei trasvolatori spicca il volo verso il “mare magnum” della cultura</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-24/aeroplano-trasvolatori-spicca-volo-38215973/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Quaranta anni per disegnare il futuro di una struttura affascinante che viene dal passato. Era una colonia marina per bambini degli Anni ’30, era stata intitolata a Rosa Maltoni Mussolini, la maestra madre del Duce, poi venne ribattezzata Stella Maris e quindi conobbe un lungo periodo di appannamento, di declino e di patetico abbandono. Il suo destino appariva segnato, tra progetti abortiti e una marcata quanto incomprensibile avversione ideologica che lo voleva far scomparire per quello che rappresentava e non per quello che era e voleva continuare a essere. Infine è stata l’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, a trasformare l’ex colonia in un polo culturale di primissimo livello e a dare un sicuro approdo a uno degli edifici più suggestivi del Ventennio.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L’omaggio agli idrovolanti degli eroi dell’aria di Italo Balbo&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le linee architettoniche, infatti, richiamano apertamente gli idrovolanti Savoia Marchetti S55, uno dei simboli dell’aeronautica italiana e protagonisti delle mirabolanti crociere di Carlo De Pinedo, Carlo Del Prete e Vitale Zacchetti, e soprattutto dei voli in formazione del 1933 da Orbetello a Chicago per la Crociera aerea del decennale (del fascismo, e da qui la denominazione della versione X). Di questo idrovolante esiste un solo esemplare, attualmente conservato in un museo di San Paolo del Brasile. Ma quelle forme futuriste che esaltarono il mondo e portarono all’apice la popolarità e la stessa fama di Italo Balbo, ispirarono gli architetti affinché fosse la pietra a conservare le linee e a tramandare le imprese dell’Arma Azzurra.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Di fronte al mare l’ospitalità per duecento bambini nella città della velocità&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Correva il 1937 quando si avviò il progetto su un simbolo che doveva essere eternato dalla forma stessa di un edificio di edilizia pubblica. Furono l’architetto Francesco Leoni e l’ingegner Carlo Liguori a dare respiro stilistico alla Colonia marina della federazione dei fasci di combattimento di Rieti, nella provincia di una città come Pescara che aveva ospitato una delle prime manifestazioni aeronautiche della storia (1910), dove si era levato in volo il primo elicottero della storia con la firma dell’ingegner Corradino D’Ascanio (1925) e che ospitava una delle gare automobilistiche più prestigiose e impegnative come la Coppa Acerbo, la cui prima edizione era stata vinta nel 1924 da Enzo Ferrari. E poi Pescara era la città di Gabriele d’Annunzio, l’eroe del volo su Vienna e della Beffa di Buccari, cultore degli aerei (c’era salito a bordo per la prima volta nel 1909), dei motori e dell’ardimento. L’idea della struttura risaliva al 1935, con la richiesta appunto della Federazione del Partito nazionale fascista di Rieti di uno spazio per realizzare una colonia marina idonea a ospitare almeno 200 bambini. Il Comune di Montesilvano donava quindi 12.000 mq di fronte al mare alla Federazione del Pnf di Pescara che a sua volta la cedeva a titolo gratuito a quella reatina. I lavori erano partiti in ritardo ma il 28 novembre 1938 c’era stata la cerimonia di inaugurazione, con tanto di benedizione. Ancora oggi su una colonna è chiara la scritta «Il duce costruisce la marina della Federazione dei fasci di combattimento per la salute dei figli”, mentre il fascio littorio in bassorilievo è stato scalpellato nel dopoguerra.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Ombra di giorno, luce lunare di notte, e tutti i servizi per la colonia marina&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’edificio è stato definito come «una delle più riuscite metafore realizzate dall’architettura del periodo. La sagoma dell’aereo appare evidentissima in pianta, ma offre un’immagine di minore suggestione in elevato» (Raffaele Giannantonio, La costruzione del regime. Urbanistica, architettura e politica nell’Abruzzo del fascismo, Rocco Carabba, Lanciano 2006). All’epoca si lodò che le parti dell’edificio rappresentavano il velivolo, le ali telate erano divenute i dormitori, la parte centrale sede del motore era stata adibita a refettorio, la carlinga a spogliatoio e corridoi e la parte posteriore, il timone di coda, a infermeria e servizi. Le camerate erano capaci di ospitare più di 200 bambini, con servizi di gabinetti e lavatoi ben divisi dai posti in cui si riposava, e gli alloggi per il personale istruttore e sorvegliante. Al piano terra si trovavano gli uffici della direzione e una scala elicoidale conduceva all’alloggio del comandante e alla torretta di comando. Non mancavano né una palestra per la cura del fisico né una cappella per quella dell’anima, e tanto meno refettorio, magazzini, spogliatoi, gabinetto medico. Era tutto studiato per avere ombra di giorno e illuminazione lunare di notte.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La decadenza, l’abbandono e la rinascita come polo dell’ateneo di Chieti-Pescara&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dopo circa quaranta anni di iniziative fallite, restauri parziali e destinazioni d’uso avventurose e irrealizzabili (o comunque irrealizzate), l’ex Stella Maris col passaggio dalla Provincia di Pescara all’Università “Gabriele d’Annunzio” è stata interessata da profondi lavori appena conclusi per farne un centro per lo studio del clima e della sostenibilità e un centro di supercalcolo e raccolta di big data. Il rettore Liborio Stuppia, nella cerimonia di inaugurazione, ha illustrato le linee direttive che saranno seguite dall’ateneo nei 29 anni della convenzione, e che faranno decollare L’Aeroplano, come lo chiamano tutti, verso il futuro e la sfida della conoscenza. Affascinante come poche sedi universitarie, sicuramente unico nella sua seducente forma, snella e affilata nonostante la muscolarità del cemento armato.&amp;nbsp;&lt;br&gt;
  &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/162126430-60045cab-1bb9-42f1-9212-88e6463c50c7.jpg" length="296795" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 16:23:53 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38215973</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-24T16:23:53Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/162124265-11cdb498-6d09-49c4-aaec-6642e226eaf0.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/162126430-9b1f6481-731b-4433-87ab-e89b0c500c6d.jpg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/162126430-145f2681-a512-4f0a-814e-703c9ec9e899.jpg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/162126430-aba94440-ff8c-40bf-bde0-0229da79cc92.jpg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/162126430-e6f3ac11-7e57-4254-b86b-c5468d490398.jpg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/162126430-5c5b95ac-7aa2-4192-b7f1-69c96457a8de.jpg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/162126430-7bf5f6aa-6eea-4cc9-9d03-b77ce45d2374.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/162126430-60045cab-1bb9-42f1-9212-88e6463c50c7.jpg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/162124340-eb9f1505-2c42-425a-b5d4-e792f79dbf19.jpg" />
    </item>
    <item>
      <title>Apre a Foggia il Museo Casa Arbore. Lo showman: "Tutti vorranno vedere questo strano posto"</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-24/museo-casa-arbore-38215143/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - "E' un bel regalo che ci fa il maestro&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Arbore&lt;/strong&gt;. Qui a Foggia sarà aperto il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Museo Casa Arbore&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e sarà anche uno spazio polifunzionale, culturale, destinato all'arte, alla musica, allo spettacolo dal vivo, sarà arricchito dalla presenza di tanti oggetti, di tanti filmati, immagini che sono donati dal maestro Arbore".&amp;nbsp; Parole del presidente della Regione Puglia,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Antonio Decaro&lt;/strong&gt;, che oggi pomeriggio ha visitato il Museo Casa Arbore, lo spazio che ospiterà gli oggetti cari allo showman foggiano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Oggi presentiamo lo spazio espositivo che sarà allestito nei prossimi giorni, a settembre sarà avviato invece un percorso di partecipazione con tutte le associazioni culturali della città, insieme all'amministrazione comunale per la destinazione, la gestione e la caratterizzazione degli spazi che saranno messi a disposizione soprattutto dei giovani di questa comunità.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Renzo Arbore&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è stato ambasciatore da sempre della nostra regione, una straordinaria personalità, un artista eclettico, è riuscito a fare tutto nella vita e oggi ci fa questa donazione che ci rende orgogliosi", spiega Decaro.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Arbore, "tutti vorranno vedere questo strano posto"&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"È praticamente uno&amp;nbsp;&lt;strong&gt;spazio culturale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che deve vivere, deve ospitare ripetutamente dei buoni cittadini, ma deve ospitare anche tutti i turisti che vorranno vedere questo strano posto, arrivato con tutte le cose, le collezioni e altre testimonianze dei viaggi di Renzo Arbore, in giro per il mondo". Lo ha detto lo stesso Arbore in collegamento video con la sua abitazione a Roma in occasione della visita ufficiale degli spazi che a Foggia ospiteranno il Museo a lui dedicato.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il repertorio Rai&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Arbore ha spiegato di non essere potuto essere presente a Foggia per motivi di salute. "È un posto - ha proseguito Arbore - dove si dovrà ritornare ripetutamente per tutti. Ci sarà a disposizione anche tutto il repertorio della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;RAI&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che, graziosamente, mi ha autorizzato a donare a Casa Arbore tutto il repertorio mio radiotelevisivo e anche un po' cinematografico. Si potrà vedere tutto quello che qualcuno ricorderà, oppure che non ha visto,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Indietro tutta&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;L'Altra Domenica&lt;/strong&gt;, o anche io da solo, con le mie imprese, con l'&lt;strong&gt;Orchestra Italiana&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in giro per il mondo".&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/153900516-966b9e5c-ed9d-4205-919c-b9b08218cb39.jpg" length="131824" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 15:52:14 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38215143</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-24T15:52:14Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2025/04/16/142954460-f77b4c3f-c7e5-44d2-a240-685f39389e94.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/153900842-179c7508-a558-429b-9c22-370a3c07e16f.jpg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/153900296-c212d699-293b-46c4-be41-784138e81388.jpg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/153901746-f5498a32-2c4e-46d3-b9e2-7d24ce7c4ee7.jpg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/153900639-25699398-cb1a-4e70-bd63-8ab0b05b6a9b.jpg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/153827157-fff2a254-3620-4db4-b941-e12927917a1a.jpg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/153827157-773f1d0e-e0b7-47bf-a785-883437c295ea.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/153900516-966b9e5c-ed9d-4205-919c-b9b08218cb39.jpg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2025/04/16/142954523-fcd7637f-5723-4779-8c8c-26c1bb6f2f8a.jpg" />
    </item>
    <item>
      <title>Biografia televisiva in arrivo. Arbore: "Ci saranno tanti ricordi della mia città"</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-24/arbore-foggia-biografia-38215363/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - "&lt;strong&gt;Foggia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;mi ha insegnato tutto, cioè l'adolescenza a Foggia è stata preziosissima per me". Lo ha detto&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Renzo Arbore&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in collegamento video con la sua abitazione a Roma in occasione della visita ufficiale degli spazi che a Foggia ospiteranno il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Museo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;dedicato allo showman foggiano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Queste cose - ha proseguito - le capisci dopo anni di aver girato il mondo. Poi ti accorgi che effettivamente eri nato in un paese molto fortunato, innanzitutto per la grande varietà di persone che io ho conosciuto nella mia città. E quindi sono state tutte di esempio per me, non solo i miei compagni, ma anche quelle persone che occasionalmente erano coinvolte nella passeggiata, dello struscio dalla stazione alla libreria Zobel. Ore di struscio che mi mancano moltissimo".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La biografia televisiva&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Vi dico una cosa in anteprima - ha aggiunto Arbore - sto preparando con due preziosi collaboratori, una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;biografia televisiva&lt;/strong&gt;, naturalmente, in cui ci saranno anche dei ricordi di Foggia, della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Taverna del Gufo&lt;/strong&gt;, e naturalmente anche della matrice delle mie passioni, che sono state gli americani che stavano a Foggia. Io sono molto vecchio (ha 89 anni, ndr) e me li ricordo nel palazzo, in questo palazzo, che era palazzo Frattarolo. Quindi gli americani e la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;musica americana&lt;/strong&gt;, e la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;musica napoletana&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che cantavano gli operai, i nostri muratori quando lavoravano dietro il palazzo per tutta la città bombardata".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il ricordo dei bombardamenti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ricordando il 22 luglio del 1943 quando la città di Foggia venne bombardata dagli aerei americani durante la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Seconda Guerra Mondiale&lt;/strong&gt;, Renzo Arbore ha aggiunto: "Volevo anche ringraziare la sindaca&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Maria Aida Episcopo&lt;/strong&gt;, perché ho visto il ricordo che ha fatto del bombardamento l'altro giorno. Mi sono anche commosso, anche se durante i bombardamenti io piangevo, ma gli aerei, le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Fortezze Volanti&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(i bombardieri americani n.d.r.) li ho sentiti tante volte. Questi sono ricordi che adesso mi piace recuperare e che vedrete in televisione".&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/155106176-ff4a8c1b-6c08-4408-b25c-4aa15d3df2f3.jpg" length="222641" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 15:51:24 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38215363</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-24T15:51:24Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2022/01/15/143415369-49315142-e187-4886-87b4-ababed571a2f.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/155106175-cb80b311-2dd8-4d67-9e10-7a6b17217918.jpg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/155106175-df4a03b6-ff0e-4fb7-9508-91eb32d256af.jpg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/155121412-ba8d4f17-f620-4665-bbd5-bc76b0c41f77.jpg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/155106175-081f79b7-96f6-4618-907c-493a94a43631.jpg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/155121596-0118dce9-d536-48cf-82d1-ed7af67aa0e9.jpg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/155106176-b8aa126c-320f-4f71-af16-e09fec083e64.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/24/155106176-ff4a8c1b-6c08-4408-b25c-4aa15d3df2f3.jpg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2022/01/15/143416037-11642008-e62d-4c1a-a251-ec0e005ada56.jpg" />
    </item>
    <item>
      <title>Scorsese torna a Matera per girare la terza serie di "The Saints"</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-24/matera-scorsese-the-saints-38202108/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - &lt;strong&gt;Martin Scorsese &lt;/strong&gt;torna a girare a&lt;strong&gt; Matera&lt;/strong&gt;. Sono iniziate nella città dei Sassi le riprese della terza stagione di '&lt;strong&gt;The Saints&lt;/strong&gt;', la docuserie ideata e presentata dal &lt;strong&gt;regista premio Oscar&lt;/strong&gt; e prodotta da Lupin Film.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo il successo della &lt;strong&gt;seconda stagione&lt;/strong&gt;, la produzione è rientrata in&lt;strong&gt; Basilicata&lt;/strong&gt; per realizzare tre nuovi episodi dedicati a San Nicola, San Cristoforo e Sant'Agostino.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Matera 'capitale' del cinema hollywoodiano&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le riprese proseguiranno fino al 30 luglio e coinvolgeranno i &lt;strong&gt;rioni Sassi &lt;/strong&gt;e il centro storico, con set allestiti in alcuni dei luoghi simbolo della città, tra cui piazza Duomo, via Fiorentini, via Madonna delle Virtù e il rione Malve. Per Matera si tratta di un nuovo ritorno di una produzione internazionale di primo piano, a conferma dell'attrattività della città per il cinema mondiale.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;A Matera produzioni italiane e straniere&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni i Sassi hanno ospitato numerose &lt;strong&gt;produzioni italiane e straniere&lt;/strong&gt;, consolidando il ruolo di Matera tra le location più richieste per film e serie televisive grazie al valore storico e paesaggistico del suo patrimonio. La seconda stagione di "&lt;strong&gt;The Saints&lt;/strong&gt;" è stata la serie più vista nella storia della piattaforma statunitense Fox Nation.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;A Matera anche Francis Ford Coppola&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il calendario cinematografico lucano proseguirà anche nelle prossime settimane. A fine agosto infatti arriverò a Matera,&amp;nbsp; Francis Ford Coppola. Anche la città dei Sassi sarà infatti ubno dei set del nuovo film del regista italo-americano, sei volte premio Oscar.&amp;nbsp;&lt;br&gt;
  &amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052754698-88c173e2-e6f5-4bbb-ab2e-b548457bea0c.jpg" length="1718637" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 02:43:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38202108</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-24T02:43:00Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052754698-88c173e2-e6f5-4bbb-ab2e-b548457bea0c.jpg" />
      <media:content height="104" type="image/jpeg" width="175" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052756597-59d16453-99a3-47f1-863c-5d83236829f4.jpg" />
      <media:content height="370" type="image/jpeg" width="768" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052757279-71e3b9f4-7b26-4f26-b76d-81bca20ab185.jpg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052757960-58815f9b-ff67-4b7a-bfb0-221c1bb99567.jpg" />
      <media:content height="486" type="image/jpeg" width="810" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052758647-70a70191-aab0-4fce-b2fa-2b83310c5b26.jpg" />
      <media:content height="320" type="image/jpeg" width="276" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052759344-402bcf37-7fee-437f-b0f8-e0af4d2e6a61.jpg" />
      <media:content height="70" type="image/jpeg" width="109" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052800848-58fb1d52-1619-4bb0-8fa1-419776a72c77.jpg" />
      <media:content height="794" type="image/jpeg" width="1920" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052801721-a291da32-2e72-468c-95ab-6ef172e00244.jpg" />
      <media:content height="352" type="image/jpeg" width="276" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052802790-809f7f17-827a-4a88-871d-77ec3dbb53d5.jpg" />
      <media:content height="308" type="image/jpeg" width="410" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052803735-a18a97c5-679f-455e-adde-a30289ff04e0.jpg" />
      <media:content height="141" type="image/jpeg" width="300" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052804714-c925304a-af62-4387-8df7-4682d8ad5342.jpg" />
      <media:content height="398" type="image/jpeg" width="380" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052805782-cfacf6ef-2482-48e5-ade6-b450c1b22268.jpg" />
      <media:content height="332" type="image/jpeg" width="332" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052806766-d33f3450-eb5f-43dc-9b13-b8c2d39618f5.jpg" />
      <media:content height="768" type="image/jpeg" width="768" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052807855-d4af665d-a312-4669-b9bb-adeb1aa81106.jpg" />
      <media:content height="320" type="image/jpeg" width="668" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052808974-6733a330-70be-444a-b9d3-8a7aa7276864.jpg" />
      <media:content height="134" type="image/jpeg" width="275" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052810015-449287d2-39bf-44d4-afd2-99f1c6822558.jpg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2023/05/31/052755085-ababa35d-69cf-408e-b9d0-0e661537a7ef.jpg" />
    </item>
    <item>
      <title>Pontormo, da ottobre la mostra monografica alle Scuderie Quirinale</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-23/pontormo-scuderie-quirinale-38193826/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Aprirà il 9 ottobre alle Scuderie del Quirinale a Roma la prima grande monografica dedicata&lt;strong&gt; a Pontormo&lt;/strong&gt; (Jacopo da Pontormo; Pontorme, Empoli, 1494 - Firenze, 1557).&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'artista tra collezionisti e grande pubblico&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Capofila assoluto della grande stagione del&lt;strong&gt; Cinquecento fiorentino&lt;/strong&gt; che incarna il passaggio dal pieno &lt;strong&gt;Rinascimento alla Maniera&lt;/strong&gt;, innovatore eccentrico dei modelli classici e per questo oggetto di una vasta fortuna novecentesca, da &lt;strong&gt;Pasolini a Bill Viola&lt;/strong&gt;, venerato oggetto del desiderio di collezionisti &lt;strong&gt;di tutto il mondo&lt;/strong&gt; ma popolare ed amato anche dal&lt;strong&gt; grande pubblico &lt;/strong&gt;per i tratti di forte originalità della sua &lt;strong&gt;personalità creativa&lt;/strong&gt;, Pontormo è ciononostante per la prima volta protagonista di una grande mostra interamente dedicata a lui.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'esposizione&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La mostra promossa da &lt;strong&gt;Ales - Scuderie del Quirinale&lt;/strong&gt; in partnership con le &lt;strong&gt;Gallerie degli Uffizi,&lt;/strong&gt; prodotta insieme alla casa editrice &lt;strong&gt;Electa&lt;/strong&gt;, è curata da &lt;strong&gt;Cristina Acidini,&lt;/strong&gt; tra i maggiori esperti di &lt;strong&gt;Cinquecento fiorentino,&lt;/strong&gt; con il supporto di un team di autorevoli studiosi che annovera&lt;strong&gt; Elena Capretti&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Philippe Costamagna&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Bruce Edelstein &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Carlo Falciani&lt;/strong&gt;. Sarà l'occasione per vedere riuniti &lt;strong&gt;tutti i principali capolavori &lt;/strong&gt;dell'artista, insieme a una straordinaria selezione di opere su carta.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le opere in mostra&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Oltre al cospicuo numero di opere in arrivo dalle &lt;strong&gt;Gallerie degli Uffizi&lt;/strong&gt;, eccezionali prestiti provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo (la Galleria dell'Accademia e Musei del Bargello, l'Istituto Centrale per la Grafica, il Louvre, la National Gallery, il British Museum, il Metropolitan Museum of Art, la National Gallery of Art di Washington, l'Art Institute di Chicago, il Getty Museum di Los Angeles ed altri) saranno messi a confronto nelle sale delle Scuderie del Quirinale a cominciare dal capolavoro più noto e riconosciuto di Pontormo, la &lt;strong&gt;Visitazione&lt;/strong&gt; proveniente dalla&lt;strong&gt; Chiesa di San Michele Arcangelo&lt;/strong&gt; di Carmignano, presso Prato. Un percorso di grande spettacolarità &lt;strong&gt;prevalentemente cronologico&lt;/strong&gt; ma non privo di &lt;strong&gt;affondi tematic&lt;/strong&gt;i.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il catalogo edito da Electa rappresenterà un&lt;strong&gt; punto di riferimento&lt;/strong&gt;, rigoroso e aggiornato, per la conoscenza di Pontormo nel contesto &lt;strong&gt;storico e culturale &lt;/strong&gt;della Firenze del Cinquecento e della pittura tra Rinascimento maturo e Manierismo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/23/121539395-2b8bdd0e-01b1-4552-a5bf-530c38939f80.jpeg" length="176078" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Thu, 23 Jul 2026 12:19:54 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38193826</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-23T12:19:54Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/23/121054038-667e5049-2c77-4451-8297-0ec2a3c9cd1f.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/23/121056288-c219c075-fd3b-4e45-a8eb-ad88c6934979.jpeg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/23/121539176-abfe3b35-c47b-4eb2-bcd9-31cefc8015f9.jpeg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/23/121540293-28ed5841-bbf3-49ad-b114-a172450875b4.jpeg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/23/121539508-b43f5337-7928-4de1-89c6-aea7875eeb1f.jpeg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/23/121540492-305c2523-1aad-4180-9931-e7037b9f27ce.jpeg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/23/121539600-4c4eabc4-ec8d-458e-9a09-332e314563cb.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/23/121539395-2b8bdd0e-01b1-4552-a5bf-530c38939f80.jpeg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/23/121054176-e60a6ace-1044-4649-9d4d-d7bac3768531.jpeg" />
    </item>
    <item>
      <title>La Lombardia è il cuore pulsante dell'economia culturale italiana. Caruso: "Risultato che ...</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-22/lombardia-cultura-assessore-caruso-38179200/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - La Lombardia si conferma il cuore pulsante dell´economia culturale e dello spettacolo italiano. È quanto emerge dai dati di due report appena pubblicati, il `&lt;strong&gt;Rapporto Io sono Cultura 2026&lt;/strong&gt;´, e il `&lt;strong&gt;Rapporto Siae´ 2025&lt;/strong&gt;, che fotografano una regione da primato su scala nazionale. &amp;nbsp;Io sono Cultura 2026 - Il report, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte, mostrano un settore sempre più strategico per la competitività del Paese. La Lombardia detiene la leadership nazionale per dimensione economica del Sistema Produttivo Culturale e Creativo (SPCC), con oltre 33 miliardi di euro di valore aggiunto, il dato più alto d´Italia. &amp;nbsp;Bene anche il Lazio, che si attesta come la regione con la più alta incidenza della cultura sul sistema economico (8,1%), ma è la Lombardia la locomotiva nazionale grazie alla forza del suo tessuto imprenditoriale, alla concentrazione di imprese culturali e creative e alla capacità di attrarre investimenti, talenti e professionisti. &amp;nbsp;Milano da record - A trainare la performance lombarda è soprattutto Milano, riconosciuta dal rapporto come il principale ecosistema italiano dell´innovazione culturale. Il capoluogo accentra infatti design, editoria, audiovisivo, comunicazione, architettura, moda, software e videogiochi, comparti che rappresentano oggi le filiere più dinamiche dell´economia culturale. Il report sottolinea inoltre come la bellezza delle città, il patrimonio storico e architettonico e la qualità urbana siano diventati anch´essi fattori di competitività economica, in grado di attrarre imprese e capitale umano qualificato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A livello nazionale, il Sistema Produttivo Culturale e Creativo ha generato nel 2025 115,8 miliardi di euro, pari al 5,7% dell´economia italiana, segnando una crescita del 3,3% rispetto all´anno precedente. Gli occupati del settore sfiorano 1,54 milioni (1,7%) e ogni euro prodotto dalla cultura ne attiva altri 1,7 negli altri settori economici, per un impatto complessivo che ammonta a circa 310 miliardi di euro, pari al 15,4% del Pil nazionale. &amp;nbsp;I fiori all´occhiello lombardi - Tra i comparti più forti figurano software e videogiochi, primo settore per valore aggiunto e occupazione, seguiti da editoria e stampa, architettura e design, due filiere nelle quali la Lombardia rappresenta da anni il principale polo nazionale. &amp;nbsp;Un ecosistema integrato - Dal rapporto emerge inoltre che la Lombardia beneficia di un ecosistema nel quale cultura, innovazione e manifattura dialogano in modo sempre più stretto. Eventi di caratura internazionale, come il `Salone del Mobile´, insieme alla presenza di università, accademie, grandi gruppi editoriali, imprese creative e startup digitali fanno di Milano la capitale internazionale del design, nonchè un laboratorio permanente di innovazione. Secondo il rapporto, proprio il design lombardo genera da solo circa il 19% della ricchezza nazionale del settore, confermando il ruolo della regione come punto di riferimento mondiale per creatività e produzione di qualità. &amp;nbsp;Assessore Caruso: cultura e innovazione motore dello sviluppo - ''I due rapporti certificano il primato della Lombardia e ci dicono che la direzione intrapresa è quella giusta. Questi risultati confermano che gli investimenti, l´attenzione e il lavoro che stiamo portando avanti in questa legislatura per sostenere il nostro sistema culturale stanno producendo effetti concreti. Come Regione Lombardia continueremo a mettere in campo ogni sforzo necessario per valorizzare il patrimonio culturale, sostenere le imprese creative e rafforzare un settore che rappresenta un motore di sviluppo economico, occupazionale e di attrattività internazionale. Essere la prima regione d´Italia per ricchezza culturale è un risultato che ci rende orgogliosi, ma soprattutto ci sprona a fare ancora di più per consolidare questa leadership''. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il secondo rapporto, rappresenta &amp;nbsp;invece la fotografia annuale sullo spettacolo e l´intrattenimento &amp;nbsp;in Italia. La Lombardia si conferma la regione leader dello spettacolo &amp;nbsp;in Italia, mantenendo il primato in quasi tutti i comparti. Secondo il &amp;nbsp;Rapporto Siae 2025, la regione concentra da sola il 18,4% degli spettacoli, &amp;nbsp;il 21,1% degli spettatori e il 25,2% della spesa nazionale, registrando &amp;nbsp;anche la spesa media più alta d´Italia (20,24 euro per spettatore, &amp;nbsp; 4,9%). Nonostante una lieve flessione di eventi (-0,6%) e pubblico (-0,1%), &amp;nbsp;la spesa complessiva cresce del 4,7%, confermando la solidità del settore. &amp;nbsp;Il cinema - Nel cinema, la Lombardia è prima in Italia &amp;nbsp;con il 20,4% della spesa e il 19,5% degli spettatori. Nel teatro guida con &amp;nbsp;il 16,6% degli spettacoli, il 18,5% del pubblico e il 21,1% della spesa, &amp;nbsp;oltre a una spesa media di 20,69 euro. &amp;nbsp;Il tempio della lirica - Anche nella lirica la Lombardia occupa una posizione di vertice: insieme al Veneto rappresenta il 61,5% della spesa nazionale del comparto. La regione registra 368.235 spettatori e 30,5 milioni di euro di spesa, con una spesa media di 82,85 euro per spettatore. &amp;nbsp;Il balletto - Nel balletto consolida il primato assoluto con 571.066 spettatori (20,2% del totale nazionale) e 18,5 milioni di euro di spesa, pari al 31% del valore nazionale, accompagnati da una crescita del 12,5% del pubblico e del 22,6% della spesa. &amp;nbsp;La musica live - La Lombardia è prima anche nella musica classica, con oltre 2.500 concerti, 679.000 spettatori e 16 milioni di euro di spesa, pari al 20,6% del totale nazionale, mentre nella musica dal vivo si conferma il principale mercato italiano con oltre 7.000 spettacoli, più di 6 milioni di spettatori e 286,8 milioni di euro di spesa, concentrando il 18,8% degli eventi, il 22,9% del pubblico e il 26,9% della spesa nazionale. Determinante il ruolo del polo Milano-Rho-Assago, che da solo richiama oltre 4 milioni di spettatori, con il Forum di Assago capace di ospitare 122 eventi e oltre 1,3 milioni di ingressi nel corso dell´anno.&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150752807-1b17146d-abeb-4117-bee6-d02ed0014b91.jpeg" length="133206" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 15:14:03 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38179200</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-22T15:14:03Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/143405178-cf3107f9-6172-49f5-ace1-e092b26c8029.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/143407444-228d8758-09dc-4814-bd50-717ea82ec6bd.jpeg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150752595-924eca4f-9cdd-4459-9d96-3f2de58930c9.jpeg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150753578-085307df-f3a6-45cb-85b7-db927414361c.jpeg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150752929-3a69edcd-2d18-4689-b989-d0c1566a04b7.jpeg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/143407444-9ed4d4d9-d9bd-4461-9b82-9b85a73e262a.jpeg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150753025-bd7e834e-4aba-47d1-8b50-0532b1259d75.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150752807-1b17146d-abeb-4117-bee6-d02ed0014b91.jpeg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/143405316-c8398c7a-ebae-4205-8182-228aa63645a9.jpeg" />
    </item>
    <item>
      <title>Alla ricerca dei sopravvissuti di Pompei, docudrama investigativo</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-22/pompei-eruzione-vesuvio-disney--38178953/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI – &lt;strong&gt;Tom Hiddleston&lt;/strong&gt;, conduttore del &lt;strong&gt;docudrama&lt;/strong&gt; e protagonista di &lt;strong&gt;Loki&lt;/strong&gt;, e &lt;strong&gt;Kevin R. Wright&lt;/strong&gt;, executive producer di &lt;strong&gt;‘Loki’&lt;/strong&gt;, tornano a collaborare per &lt;strong&gt;‘Pompei: fuori dal tempo con Tom Hiddleston’&lt;/strong&gt;, un nuovo docudrama in tre episodi prodotto da Plimsoll Productions, che debutterà&lt;strong&gt; il 23 luglio su Disney+ in Italia &lt;/strong&gt;e su Hulu negli Stati Uniti. Una fusione tra &lt;strong&gt;drama cinematografico&lt;/strong&gt; scripted e &lt;strong&gt;documentario investigativo&lt;/strong&gt;, che trasporta il pubblico nell’&lt;strong&gt;antica città romana&lt;/strong&gt; nelle ore precedenti e durante l’&lt;strong&gt;eruzione del Vesuvio&lt;/strong&gt;. Guidato da un team di &lt;strong&gt;archeologi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;storici&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;geologi&lt;/strong&gt; ed esperti di &lt;strong&gt;catastrofi&lt;/strong&gt;, Hiddleston porta alla luce prove straordinarie – e le storie di persone reali che mettono in discussione le convinzioni radicate su &lt;strong&gt;Pompei&lt;/strong&gt; e le sue ultime ore – rivelando, non da ultimo, che molti di coloro che furono travolti dal disastro ebbero la possibilità di sopravvivere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con un semplice gesto della mano, &lt;strong&gt;Tom Hiddleston&lt;/strong&gt;, vincitore di un &lt;strong&gt;Golden Globe&lt;/strong&gt; e di un &lt;strong&gt;Olivier Award&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;‘The Night Manager’&lt;/strong&gt;), torna indietro nel tempo, immergendosi in sequenze cinematografiche che raccontano le vite di veri &lt;strong&gt;romani&lt;/strong&gt; travolti dall’&lt;strong&gt;eruzione del Vesuvio&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Storie e scelte durante la catastrofe&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Attraverso le storie di un apprendista adolescente, di una potente donna d'affari e di una misteriosa &lt;strong&gt;Guardia pretoriana&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Hiddleston&lt;/strong&gt; ricostruisce come ciascuno di loro abbia dovuto affrontare scelte impossibili di fronte all'incombente disastro. Mentre il &lt;strong&gt;vulcano si risveglia&lt;/strong&gt; e inizia il conto alla rovescia verso la catastrofe, gli indizi convergono in un’avvincente corsa contro il tempo per scoprire chi è sopravvissuto, chi ha perso la vita e cosa ha determinato il loro destino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le parole di Tom Hiddleston&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;“Il mondo antico ha sempre stimolato la mia immaginazione e la mia curiosità, fin da quando ho memoria: ne sono affascinato da sempre - ha dichiarato &lt;strong&gt;Hiddleston&lt;/strong&gt; - l’&lt;strong&gt;antichità classica&lt;/strong&gt; è il fondamento e il caposaldo della cultura occidentale ed europea.&lt;strong&gt; Visitare Pompei&lt;/strong&gt; significa percepire come i 2.000 anni che ci separano da quel tempo sembrino improvvisamente ridursi. Il passato diventa presente; il passato sembra così vicino. Tangibile, autentico e reale. Il nostro rapporto con il passato è vivo: studiamo chi eravamo per capire chi siamo. &lt;strong&gt;Pompei è una porta d’accesso&lt;/strong&gt; a questa conversazione. È un privilegio presentare questa serie visivamente coinvolgente e dinamica. &lt;strong&gt;Pompei viene spesso ricordata&lt;/strong&gt; per come è finita la sua storia. Ma guardando più da vicino, possiamo scoprire i dettagli delle vite delle persone, le scelte che hanno fatto e i momenti che hanno preceduto la sepoltura della città. Rivisitare &lt;strong&gt;le ultime ore di quelle persone comuni&lt;/strong&gt;, travolte da un evento fuori dal comune, e contribuire a riportare alla luce queste straordinarie storie umane, è un vero onore”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Produzione e innovazione narrativa&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Grazie a una visione cinematografica innovativa, plasmata dal suo lavoro nella serie &lt;strong&gt;Marvel&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;‘Loki’&lt;/strong&gt;, l’executive producer &lt;strong&gt;Kevin R. Wright&lt;/strong&gt; contribuisce a reinventare il modo in cui la storia viene portata sullo schermo per il pubblico contemporaneo. Unendo &lt;strong&gt;scoperte archeologiche&lt;/strong&gt; all’avanguardia, analisi di esperti e una narrazione profondamente personale, la serie ridefinisce la vicenda di &lt;strong&gt;Pompei&lt;/strong&gt; non come una storia di distruzione, ma come un dramma umano di &lt;strong&gt;resilienza&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;sacrificio&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;sopravvivenza&lt;/strong&gt;, rivelando le vite, le scelte e i destini di coloro che vivevano all’ombra del &lt;strong&gt;Vesuvio&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il ruolo di National Geographic&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;“Da oltre un secolo, &lt;strong&gt;National Geographic&lt;/strong&gt; fa rivivere il passato attraverso scoperte rivoluzionarie, esplorazioni e uno storytelling di altissimo livello - ha dichiarato &lt;strong&gt;Tom McDonald&lt;/strong&gt;, EVP of Content, &lt;strong&gt;National Geographic&lt;/strong&gt; - lavorare con Tom e Kevin, insieme al team di &lt;strong&gt;Plimsoll&lt;/strong&gt; guidato dallo showrunner &lt;strong&gt;Tom Barbor-Might&lt;/strong&gt;, è stato un processo che ci ha permesso di dare vita a un genere di programmi storici completamente nuovo, in grado di fondere &lt;strong&gt;prove concrete e immaginazione&lt;/strong&gt; in un modo che risulta davvero unico”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Ricerca scientifica e nuove scoperte&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nationalgeographic.it&lt;/strong&gt; pubblicherà un ampio articolo su tre città romane sepolte dal &lt;strong&gt;Vesuvio&lt;/strong&gt; nel &lt;strong&gt;79 d.C.&lt;/strong&gt;, che sarà pubblicato anche all’interno della rivista &lt;strong&gt;National Geographic&lt;/strong&gt;. Grazie all’&lt;strong&gt;intelligenza artificiale&lt;/strong&gt; e ad analisi avanzate del &lt;strong&gt;dna&lt;/strong&gt;, i ricercatori stanno scoprendo nuovi aspetti della vita nell’&lt;strong&gt;antica Roma&lt;/strong&gt;: le dinamiche di classe e di genere a &lt;strong&gt;Oplontis (Torre Annunziata)&lt;/strong&gt;, scritti perduti e finora illeggibili provenienti dai rotoli carbonizzati di &lt;strong&gt;Ercolano&lt;/strong&gt;, nonché dieta e malattie emerse da una latrina di &lt;strong&gt;Pompei&lt;/strong&gt;. I risultati rivelano una società sorprendentemente attenta alle &lt;strong&gt;disuguaglianze, alla salute&lt;/strong&gt; e alla ricerca di una vita appagante.&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150704423-837b8fee-5eb2-4235-855a-25feb2dfff26.jpg" length="178059" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 15:07:57 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38178953</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-22T15:07:57Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150525408-4562ad16-8730-4a05-b1dd-0253bb372afe.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150527685-11d2aa50-6e6e-4fd9-9220-45b6fcd2d605.jpg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150704248-c994f63e-decc-4b5e-977a-fecdf4e536ad.jpg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150705364-f3d1d2d0-fd7c-4fb8-8d3c-a34014e0fa34.jpg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150704531-2950c7e2-0da2-4a64-b266-e7c67479618b.jpg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150705472-a984962b-c4be-4924-8c06-9c22b34515d3.jpg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150704797-2dbe249a-4ce6-4c83-9e3e-4209961aac3b.jpg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150704423-837b8fee-5eb2-4235-855a-25feb2dfff26.jpg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/150525539-40bcd838-a0fc-4718-9432-2d689a401bd6.jpg" />
    </item>
    <item>
      <title>Armonia Off 2026: in Salento arriva anche Emmanuel Carrère</title>
      <link>https://www.agi.it/cultura/news/2026-07-22/armonia-off-salento-carrre-38178269/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Riparte domenica 26 luglio, con gli appuntamenti di Armonia Off, la XII edizione del festival letterario ‘Armonia. Narrazioni in Terra d'Otranto’, ideato e organizzato dalla Libreria Idrusa di Alessano, recentemente insignita del Premio Straordinaria promosso da ALI Confcommercio, e dall'associazione NarrAzioni, con Mario Desiati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sei appuntamenti con alcuni tra i principali protagonisti della scena letteraria italiana e internazionale, seguiti da un evento conclusivo a ottobre, segneranno l'estate fino ai primi di settembre. Tra gli ospiti figurano&lt;strong&gt; Emmanuel Carrère&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Paolo Giordano&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Concita De Gregorio&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Chiara Tagliaferri&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Stefano Petrocchi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Alcide Pierantozzi &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Cinzia Cognetti&lt;/strong&gt;. Armonia Off è realizzato con il sostegno del Consiglio regionale della Puglia – Teca del Mediterraneo e di BPER Banca, con il contributo dei Comuni di Alessano, Castrignano del Capo, Ugento e Specchia.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il programma&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Si parte il 26 luglio a Ugento con Stefano Petrocchi, che presenterà con Michela Santoro ‘Romanzo privato’ (Mondadori), biografia romanzata della fondatrice del Premio Strega Maria Bellonci. A seguire, Alcide Pierantozzi dialogherà con Elena Rausa sul romanzo ‘Lo sbilico’ (Einaudi), finalista ai premi Strega e Campiello. Il 29 luglio ad Alessano Cinzia Cognetti presenterà con Elisa Maggio ‘Note a margine del mio dolore’ (HarperCollins). Nella stessa serata Chiara Tagliaferri parlerà del memoir ‘Arkansas. Storia di mia figlia’ (Mondadori) con Valentina Chiaritti. Il 31 luglio, sempre ad Alessano, è in programma l'incontro con Emmanuel Carrère, che dialogherà con Chiara Valerio a partire da ‘Kolchoz’ (Adelphi), volume in cui lo scrittore ricostruisce la storia della propria famiglia intrecciandola alle vicende politiche e sociali dell'Europa del Novecento. Il 3 agosto a Castrignano del Capo la vincitrice del Premio Armonia BPER Esordio 2026, Santina Cosetta, presenterà con Valeria Bisanti ‘Soltanto il giorno’ (Giunti). Seguirà la consegna del Premio Armonia BPER Scrittura e lavoro culturale a Paolo Giordano. Lo scrittore dialogherà con Annalisa Camilli - autrice di uno dei contributi del volume ‘Da vicino. Raccontare la guerra oggi’ (Einaudi) curato dallo stesso Giordano - e con Valentina Murrieri sul ruolo della scrittura e del giornalismo nel racconto dei conflitti contemporanei. L'8 agosto ad Alessano Maria Antonietta Epifani, curatrice del volume ‘Maledette. Le diverse dal XVII secolo ai giorni nostri’ (Adda), presenterà il libro con Vincenzo Santoro, autore del saggio ‘Maledette per tarantismo’. Il programma di Armonia Off si concluderà il 5 settembre a Giuliano, frazione di Castrignano del Capo, con Omar Di Monopoli che dialogherà con Annibale Gagliani sul romanzo ‘Il santo degli assetati’ (NN Editore). A seguire Concita De Gregorio presenterà ‘La cura’ (Feltrinelli) in dialogo con Elisabetta Liguori. La XII edizione del festival si concluderà a ottobre a Bari con un incontro organizzato in collaborazione con il Premio Strega 2026 nell'Agorà del Consiglio regionale della Puglia, dove sarà allestita anche la mostra dei Libri d'Artista curata da Maddalena Castegnaro.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <enclosure url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/141054246-d2a23cf7-89c3-4e7d-8d9d-4f35073ea793.jpeg" length="37191" type="image/jpeg" />
      <category>Cultura</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 14:15:45 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38178269</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-22T14:15:45Z</dc:date>
      <media:content expression="full" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/141052086-17df523f-48bf-4235-8efc-b076bb667385.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="750" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/141054246-1735143c-78bb-463e-ac84-db852acb9818.jpeg" />
      <media:content height="205" type="image/jpeg" width="205" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/141054246-5963c8cd-4113-4e94-a1e7-e9c8ece772a2.jpeg" />
      <media:content height="1890" type="image/jpeg" width="3360" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/141054246-44c8725f-981e-445a-b7d6-b8f8e138c818.jpeg" />
      <media:content height="400" type="image/jpeg" width="600" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/141054246-d10d5b01-feaf-4a82-bb2f-088a7d46ecdd.jpeg" />
      <media:content height="268" type="image/jpeg" width="548" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/141054246-28d71ebd-41eb-4267-baf6-373941a02e2b.jpeg" />
      <media:content height="72" type="image/jpeg" width="584" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/141054246-4dd5a696-31a3-4c12-a460-e56bd9a541ad.jpeg" />
      <media:content height="1000" type="image/jpeg" width="1000" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/141054246-d2a23cf7-89c3-4e7d-8d9d-4f35073ea793.jpeg" />
      <media:content expression="sample" type="image/jpeg" url="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2026/07/22/141052152-c95fa24d-07c6-4cee-ba9f-02fb1f92e2be.jpeg" />
    </item>
  </channel>
</rss>
