Pompei rinasce a Montreal - FOTO

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Roma - Una mostra, proiezioni cinematografiche e un ciclo di venti conferenze con Pompei per protagonista, nel 2016, della cultura italiana in Canada. La mostra, inaugurata dall'ambasciatore italiano al Museo di Belle Arti di Montreal, con la collaborazione della Soprintendenza speciale per Pompei Ercolano e Stabia e del Royal Ontario Museum di Toronto, ha già superato 55mila visitatori in un mese. Resterà aperta fino a settembre. Giovedì 17 marzo l'Istituto italiano di Cultura di Montreal - in media partnership con l'AGI - inaugura un ciclo di venti conferenze che si svilupperanno nel secondo semestre dell'anno. L'iniziativa si aprirà con la proiezione del cortometraggio "Pompei, eternal emotion" di Pappi Corsicato, opera in concorso al Festival du Film sur l'Art. Nelle conferenze saranno coinvolte McGill University, l'Universite' de Montreal, Concordia University, il Musee des Beaux-arts di Montreal e diversi studiosi della civiltà greco-romana di fama internazionale. Le conferenze illustreranno lo scenario in cui si sviluppò e si formò la civiltà romana e la sua diffusione nel mondo. Per quanto riguarda la mostra, i reperti esposti sono più di 260, provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dalla zona archeologica: statue, affreschi, mosaici, oggetti della vita quotidiana e una decina di repliche in resina dei calchi delle vittime dell'eruzione. La mostra, ha spiegato la direttrice del Museo di Belle Arti di Montreal, Nathalie Bondil, punta a raggiungere 300mila visitatori superando l'affluenza della precedente che ha avuto luogo a Toronto nel 2015  (265mila).

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Oltre al ciclo di conferenze l'Istituto Italiano di Cultura di Montreal - assieme al console generale Enrico Padula - ha programmato nei prossimi mesi visite alla mostra per gli studenti delle scuole primarie e secondarie, con particolare attenzione alle aree d'insediamento della comunità di origine italiana. Sono inoltre in cantiere iniziative di valorizzazione per le produzioni di eccellenza del territorio campano, che saranno definite con la Regione Campania e le amministrazioni locali. Il mito e la storia di Pompei non saranno congelati in un passato archeologico, ma presentati secondo il 'fil rouge' che li collega a tempi e civiltà successive. "La civiltà romana - spiega all'AGI il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Francesco D'Arelli - fu da sempre parte integrante di quella immensa massa territoriale nota come Eurasia, un'unità innanzitutto geografica in cui i Paesi e le civiltà condivisero nel corso dei secoli stili di vita, beni materiali, tecnologie, idee, tradizioni religioso-culturali". "La vocazione della civiltà romana fu sin dall'origine di 'essere il mondo', con una consapevole volonta' di agire come strumento di civilizzazione universale". Pertanto, la Pompei presentata al pubblico canadese sarà espressione di una Roma "oltre i confini angusti dell'origine". (AGI)