Musica: l'arpa di Floraleda Sacchi, "con lei suono l'impossibile"

Musica: l'arpa di Floraleda Sacchi, "con lei suono l'impossibile"
Floraleda Sacchi 

Roma -"Suono quello che crederesti impossibile per l'arpa". Alla ricerca di un equilibrio tra innovazione e tradizione, tra sperimentazione e passione, tra parola e musica, Floraleda Sacchi, una della arpiste italiane piu' apprezzate nel mondo, riassume cosi' le prossime sfide musicali, a partire da quella che il 20 marzo la vedra' eseguire un lavoro composto per lei da Claudia Montero, vincitrice del Latin Grammy 2014 come miglior compositore: "Magica y Misteriosa Buenos Aires". "E' un nuovo concerto per arpa e orchestra d'archi che incidero' in autunno", spiega Floraleda all'AGI in un'intervista in cui sottolinea che il lavoro di composizione non e' scomparso. "Claudia e' straordinaria, scrive in modo pulito, armonico, chiaro", aggiunge, sottolineando che quello della composizione e' ancora oggi "un mondo molto maschilista, che pero' si sta aprendo". Il prossimo mese l'arpista sara' proprio in Sudamerica per un tour nel corso del quale interpretera' musiche della stessa Montero, e poi di Astor Piazzolla, Richard Galliano e altri.

Reduce dal successo nel 2015 di "Intimamente Tango", un lavoro per Decca messo a punto con Maristella Patuzzi al violino, Sacchi riconferma per l'anno in corso una tournee da solista (che la portera' in Spagna, Portogallo, Austria, Svizzera, Francia, Germania, Norvegia) e la collaborazione in teatro con Ottavia Piccolo, su testo di Stefano Massini, in "Una donna non rieducabile" (la storia di Anna Politkovskaya, la giornalista invisa a Vladimir Putin e uccisa in Russia nell'ottobre. Al rientro in Europa dal Sudamerica Floraleda trovera' ancora la scena teatrale ad aspettarla, oltre che nello spettacolo con la Piccolo, in un progetto che si ispira alle Cosmicomiche di Italo Calvino, realizzato per il Planetario di Milano. "Lavorare per il teatro e' per me realizzare un concerto di musica da camera, in cui ci si adatta al testo, alla parola. Il dialogo e' a due, tra lo strumento e la parola, che va seguita, amplificata: e' molto stimolante", spiega, annunciando "un nuovo album in cui fara' la propria comparsa l'elettronica". "Mi interessa lavorare sul suono -dice- e quello di un'arpa elaborata elettronicamente, in questo caso, sottolinea quel che intendo con personalizzazione della musica. Credo che sia la registrazione di un album che la realizzazione di un concerto debbano cambiare volto, assumere la dimensione di una esperienza che entri recuperi quello che nel paesaggio sonoro di oggi (per dirla con R. M. Schafer) e' andato perduto". Non esiste il rischio di non essere compresi?. "La scommessa -risponde- e' quella di suonare contemporaneo e al tempo stesso fruibile, spezzando lo snobismo che ha spinto la musica contemporanea (e classica) a chiudersi in se stessa" e spingendosi decisi verso "la soggettivita', la sperimentazione, la curiosita e il coraggio di attraversare ambiti e uscire dai generi predefiniti". Di realizzare, cioe', l'impossibile. (AGI)