Mordillo e quella capacità unica di raccontare il mondo

Un ritratto del grande fumettista scomparso a 86 anni nella sua casa di Maiorca

mordillo ritratto opere
 CHRISTOF STACHE / AFP

Nella giornata di domenica ci ha lasciato Il celebre fumettista argentino Guillermo Mordillo Mene'ndez. Aveva 86 anni. La sua è stata una vita dedicata pienamente ad assecondare il suo grande talento e la sua capacità di guardare il mondo con un'ironia rara per bellezza ed efficacia. I suoi lavori e i suoi disegni, soprattutto negli anni '70 e '80, lo hanno reso famoso in tutto il morto facendo riecheggiare quel nome, così armonioso da sentire, che rappresentava oramai un vero marchio di fabbrica.

 

Mordillo, figlio di immigrati spagnoli, è morto nella sua casa a Maiorca, improvvisamente. A quanto riferisce l'Efe, l'umorista, pienamente attivo fino all'ultimo, è deceduto ieri sera in seguito ad un primo malore che lo ha colpito mentre cenava con la sua famiglia, moglie e due figli, in un ristorante della città turistica di Palmanova.

I suoi disegni erano pieni di colori vivaci e invadenti, ma mai ineleganti. Il tutto accompagnato da uno spiccato senso umoristico che restituiva ai suoi buffi e pacifici personaggi, che non si esprimono a parole ma solo attraverso i gesti, una vitalità originale e indiscutibile. Ma erano sono soprattutto gli animali i suoi personaggi più riusciti e più conosciuti: in particolare le giraffe, le cui avventure sono state raccolte in diversi volumi e che sono diventate iconiche per più generazioni. E poi lo sport, con il River Plate e non solo. Con gli spalti gremiti, i campi larghi e il movimento, nonostante la carta stampata, della vita in un campo da gioco.

 

 

Inizia a disegnare all’età di 13 anni mentre la sua attività di illustratore di libri per l'infanzia prende il via cinque anni dopo.  Ma quel periodo è ricco e pieno di fermento. Comincia ad occuparsi anche di cinema lavorando come pubblicitario e vignettista. Un lavoro, una passione, una voglia di raccontare che lo porterà anche a passare un periodo a Lima, in Perù,alla fine degli anni '50.  

Poi, infine, il trasferimento a New York con collaborazioni sempre più importanti come quella con la Paramount. Sono gli anni in cui Mordillo mette la sua firma in alcuni capolavori del tempo, come Braccio di Ferro e Little Lulu. Fu anche ospitato in molti giornali come Paris Match, e il fatto che non parlasse francese era uno dei motivi per cui spesso le sue vignette erano mute, Marie Claire e Der Stern. 

In bacheca può vantare diversi premi, tra cui il Phoenix Humor Prize (1973), il Yellow Child Prize (1974), il Premio Nakanoki (1977). Senza dimenticare la Palma d’Oro di San Remo. Nella sua lunga carriera, come ricorda El Pais, ha fatto solo tre mostre. La prima a Parigi alla fine degli anni Sessanta, poi una a Barcellona e, infine, l'ultima a Palma di Maiorca nel novembre del 1989. Tutti i guadagni di quest'ultima furono dati ai bambini autistici dell’isola. Un luogo dove Mordillo aveva deciso di mettere radici dopo aver fatto del viaggio l'elemento caratteristico della sua vita. 

 



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