Milano, a Palazzo Reale grande retrospettiva dedicata a Chagall

(AGI) - Roma, 17 set. - La mostra che si apre oggi a PalazzoReale di Milano e' la piu' grande retrospettiva degli ultimi 50anni mai dedicata in Italia a Marc Chagall, con oltre 220 opere- prevalentemente dipinti, a partire dal 1908, data in cuiChagall realizzo' il suo primo quadro, Le petit salon, finoalle ultime, monumentali opere degli anni '80 - che guiderannoi visitatori lungo tutto il percorso artistico di Marc Chagall,accostando, spesso per la prima volta, opere ancora nellecollezioni degli eredi, e talvolta inedite, a capolavoriprovenienti dai maggiori musei del mondo,

(AGI) - Roma, 17 set. - La mostra che si apre oggi a PalazzoReale di Milano e' la piu' grande retrospettiva degli ultimi 50anni mai dedicata in Italia a Marc Chagall, con oltre 220 opere- prevalentemente dipinti, a partire dal 1908, data in cuiChagall realizzo' il suo primo quadro, Le petit salon, finoalle ultime, monumentali opere degli anni '80 - che guiderannoi visitatori lungo tutto il percorso artistico di Marc Chagall,accostando, spesso per la prima volta, opere ancora nellecollezioni degli eredi, e talvolta inedite, a capolavoriprovenienti dai maggiori musei del mondo, quali il MoMa, ilMetropolitan Museum di New York, la National Gallery diWashington, il Museo Nazionale Russo di S. Pietroburgo, ilCentre Pompidou, oltre a 50 collezioni pubbliche e private chehanno generosamente collaborato.Il percorso scientifico nasce da un interrogativo e daun'esigenza: da una parte il tentativo di capire quale fu laforza che permise a un pittore che pure sperimento' i linguaggidi tutte le avanguardie, di rimanere sempre cosi' coerente conse stesso, sempre curioso di tutto cio' che lo circondava,sviluppando un linguaggio immediatamente riconoscibile allepersone di qualunque eta' e di qualunque stato sociale;dall'altra, l'esigenza di individuare nell'opera di Chagall, ilsegreto della poesia di quest'uomo fragile che pure seppemantenersi sempre fedele alla propria tradizione e, insieme,alla propria umanita' in un mondo scosso da catastrofiindicibili e fino ad allora inimmaginabili. Il tema dell'esposizione e' dunque centrato su una nuovainterpretazione del linguaggio di Chagall, la cui vena poeticasi e' andata costruendo nel corso del '900 attraverso lacommistione delle maggiori tradizioni occidentali europee:dall'originaria cultura ebraica, a quella russa, all'incontrocon la pittura francese delle avanguardie.All'interno di un rigoroso e completo percorso cronologico, lamostra si articolera' in sezioni, partendo dalle opere degliesordi realizzate in Russia; durante il primo soggiornofrancese, e il successivo rientro in Russia fino al 1921; conl'autobiografia scritta da Chagall al momento del suodefinitivo abbandono della Russia, si aprira' il secondoperiodo del suo esilio, prima in Francia e poi, negli anni '40a causa del nazismo, in America dove vivra' anche la tragediadella morte dell'amatissima moglie Bella; con il rientro inFrancia e la scelta definitiva di stabilirsi in Costa AzzurraChagall ritrovera' il suo linguaggio poetico piu' disteso,rasserenato dai colori e dall'atmosfera del Midi. Lungo il percorso espositivo i visitatori avranno modo dicapire come fu possibile che Chagall, pur vivendo in un perenneesilio, non abbia mai perso quel filo rosso che gli tennesempre nel cuore il bimbo che era stato; come seppe mantenereintatta, attraverso il tempo e le vicissitudini terribili cheattraversarono la sua esistenza, la forma dello stupore, lagioia della meraviglia di fronte alla natura e all'umanita' e,insieme ad esse, la fiducia di credere e di provare in tutti imodi a costruire un mondo migliore. E ancora scopriranno la sua originalissima lingua poetica,nata dall'assimilazione delle tre culture cui appartiene: lacultura ebraica (dalla cui tradizione visiva dei manoscrittiornati egli trae gli elementi espressivi, non prospettici avolte mistici della sua opera); la cultura russa (cui attingesia attraverso le immagini popolari dei luboki che attraversoquelle religiose delle icone); la cultura occidentale (in cuiassimila grandi pittori della tradizione, da Rembrandt come gliartisti delle avanguardie che frequenta con assiduita'). Insieme a tutto questo vedranno anche il suo senso dellameraviglia di fronte alla natura, di stupore di fronte allecreature viventi che lo colloca piu' vicino alle fontimedievali che a quelle novecentesche. I fiori e gli animali, presenza costante nei suoi dipinti,gli consentono da una parte di superare l'interdizione ebraicadella raffigurazione umana, mentre dall'altra, come nell'anticacultura medievale russa, essi divengono le metafore di ununiverso possibile in cui tutti gli esseri viventi possonovivere pacificati. Come ebbe a scrivere Giovanni Arpino:"L'anima di Chagall e' un'anima belante, tanto mite quantoinvincibile perche' sfugge agli orrori, alle insidie, aglioltraggi (?) Il suo paradiso e' un Aldiqua' che raccoglie isimulacri della vita, e' un luogo fisico che diventa metafisicoproprio perche' noi tutti l'abbiamo ucciso durante la vitaquotidiana". La sua arte viene a costituire una sorta di metissage frale culture e le tradizioni e nella volonta' di fare dellacontaminazione un valore, dell'opera d'arte un linguaggio ingrado di esprimere alcuni interrogativi a tutt'oggi irrisoltidall'umanita', sta la radice fondamentale della sua modernita'. .