Menotti, Santamaria supereroe un po' sfigato un po' Leon

Intervista all'Agi dello sceneggiatore del film di Gabriele Mainetti 'Lo chiamavano Jeeg Robot'

Menotti, Santamaria supereroe un po' sfigato un po' Leon

Roma - Giovedì arriva in circa 200 sale, distribuito dalla Lucky Red, il film italiano più atteso di questo inizio 2016, 'Lo chiamavano Jeeg Robot' di Gabriele Mainetti, scritto da Nicola Guaglianone e Menotti e interpretato da Claudio Santamaria e Luca Marinelli. "Per il personaggio di Enzo Ceccotti (Santamaria, ndr) ci siamo ispirati a 'Leon', al killer di Luc Besson che si pone in maniera indolente nei confronti della vita - racconta all'Agi Menotti, nome d'arte di Roberto Marchionni, sceneggiatore ed ex fumettista bolognese, classe '65, con un trascorso di sceneggiatore di serie tv -. Per quanto riguarda il cartone animato, invece, devo dire che Jeeg Robot è arrivato in un secondo momento. L'idea originale di Guaglianone era Ufo Robot e non c'era la storia d'amore. Jeeg è arrivato in un secondo momento: abbiamo scelto lui perchè era un personaggio un pò sfigato che ha comunque segnato la nostra vita di ragazzini".

La pellicola ha stupito e entusiasmato il pubblico dell'ultima Festa del Cinema di Roma per la sua storia, per il modo in cui è stato girato e per la sua originalità. Un supereroe 'coatto' di Tor Bella Monaca, che sembra uno Spiderman disadattato, combatte contro un cattivo stile il Jocker che in realtà è uno zingaro della mala romana in uno scenario che ricorda i film di Tarantino e i blockbuster della Marvel. La Roma di borgata che Mainetti e Guaglianone hanno raccontato in cortometraggi epici ('Basette', 'Tiger boy') e che hanno pensato di riproporre in questo film assume una connotazione internazionale grazie a Menotti. "Mentre loro si sono occupati dell'ambientazione e del linguaggio, io ho pensato alla parte internazionale - spiega all'Agi -. La mia attenzione era rivolta all'aspetto della sceneggiatura che la rendesse esportabile. Mi piacerebbe che questo film possa essere compreso anche fuori dal nostro Paese, cosa che accade di rado ai nostri prodotti".

La forza del film è quella di unire stereotipi diversi, quasi contrastanti. "Volevamo inserire caratteri tipici della tradizione del fumetto di supereroi con la realtà di borgata - racconta - qualcosa di prettamente fumettistico in un contesto assolutamente reale, in una situazione di crisi economica e di degrado". Il 25 febbraio il film di Mainetti arriva in sala. E già si lavora al sequel o a una serie tv. "Per ora sono solo idee, ipotesi che non hanno nulla di concreto - precisa Menotti -. Se il film andrà bene come tutti speriamo, probabilmente qualcosa si concretizzerà. Apettiamo". (AGI)