La prima di Banksy in un museo, la street-art tra quattro mura - VIDEO e FOTO

La mostra Guerra, Capitalismo &Libertà con 150 opere dell'artista sarà a Palazzo Cipolla di Roma fino al 4 settembre  

La prima di Banksy in un museo, la street-art tra quattro mura - VIDEO e FOTO
 Love Rat  2003 Screenprint 50x35cm

Roma - Nessuno lo ha mai visto in faccia, ma per le strade di Londra tutti conoscono Mr Banksy. E se l'identita' resta un mistero, sono fin troppo chiari i messaggi che lo street-artist piu' famoso del mondo lancia attraverso le sue opere. Lo sguardo attento, ironico e provocatorio di Banksy arriva a Roma e per la prima volta in un museo. Ben 150 opere da domani e fino al 4 settembre saranno ospitate a Palazzo Cipolla. Ci sara' la serigrafia delle scimmie che dichiarano 'Laugh Now But One Day I'll Be in Charge' (Adesso ridete, ma un giorno saro' io a comandare), e l'agghiacciante immagine di 'Kids on Guns'.

La mostra comprende inoltre dipinti originali, stampe e sculture, tutte rigorosamente provenienti da collezioni private internazionali e non sottratte alla strada. "Portare Banksy in un museo in maniera evidente contraddice ciò che ho detto fino a questo momento sulla street-art". Racconta Emmanuele Francesco Maria Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro. "La street-art ha una legittimazione solo fuori dai musei, è nata per esportare e far fruire a tutti la bellezza dell'arte indipendentemente dalla capacità economica e sociale della visitazione di luoghi chiusi come i musei.

‘Guerra, capitalismo e libertà’, a Roma la mostra evento di Banksy

 

 

Ma questo era un passo indispensabile per completare un lungo percorso che ho intrapreso tanti anni fa quando a New York ho avuto la fortuna di incontrare le opere di Haring e Basquiat e poi grazie all'incontro con "999 Contemporary" e la curatrice Francesca Mezzano ho avuto l'opportunità di intervenire a Roma nel progetto di Tor Marancia con il quale è stato possibile riqualificare da un punto di vista estetico un intero quartiere. Importanti nel mio percorso di street-art sono state anche le tappe di Arezzo e Catania. Ritengo quindi - conclude Emmanuele Francesco Maria Emanuele - che questa mostra sia un omaggio doveroso a questo grande artista. Non ho voluto però strappare le opere dai muri e qui sono esposte solo pezzi di collezionisti privati. Tutto ciò è la dimostrazione che Banksy dipinge non solo sui muri, ma anche nel suo studio. A me ha colpito molto anche il titolo di questa sua produzione: guerra, capitalismo e liberta', che sono i temi su cui oggi il mondo si confronta".

Il writer, originario di Bristol, ha influenzato enormemente la scena artistica mondiale ed e' oggi considerato il massimo esponente della street-art. E' una delle figure contemporanee più discusse, dibattute e acclamate e nella sua arte utilizza una vasta gamma di supporti, dalla pittura su tela, alle serigrafie e alle grandi installazioni, creando delle scenografie animate in cui in alcuni casi ha coinvolto anche animali viventi. La tecnica prediletta da Banksy è lo stencil, anche se nella mostra di Palazzo Cipolla ci sono opere di tutti i generi, incluse sculture e una collezione di 50 copertine di dischi.

Non è passato inosservato l'ultimo commento di Banksy alla crisi dei rifugiati: un grande stencil fuori l'ambasciata francese di Londra con Cosette, il personaggio dei Miserabili di Victor Hugo, in lacrime con alle spalle la bandiera francese stracciata. Ai suoi piedi un candelotto di gas lacrimogeno.

La Fondazione Terzo Pilastro ha riunito questa collezione, ampia e senza precedenti con lo scopo di mettere in evidenza le grandi doti dell'artista. Nelle sue creazioni convivono quasi sempre elementi di benessere e piacere ed elementi di tristezza, ansia e dolore. "Le sue opere cosi' immediate e senza bisogno di grandi spiegazioni lo rendono il figlio artistico di Andy Wharol", sostiene la curatrice Francesca Mezzano. Alla domanda se abbia avuto contatti con il misterioso Mr Banksy, però, preferisce non rispondere, limitandosi a non escludere che un giorno o l'altro l'artista possa confondersi con i visitatori e passeggiare indisturbato tra le sue opere. (AGI)