A Rio sono andati in fumo 200 anni di storia

Al rogo del Museo Nazionale, il più antico del Brasile e il quinto maggiore al mondo per collezione esposta, non sarebbe sopravvissuto nessun reperto

A Rio sono andati in fumo 200 anni di storia

L'incendio è domato, ma "duecento anni di lavoro, ricerca e conoscenze sono andati perduti". Il presidente brasiliano, Michel Temer, è lapidario: l'incendio divampato ieri nel Museo nazionale di Rio de Janeiro, il più antico del Brasile e che ospita circa 20 milioni di pezzi risalenti a diversi periodi storici, non ha lasciato nulla di intatto, e porta via con sè, duecento anni dopo la sua nascita, un pezzo di identità culturale del gigante latinoamericano.

I vigili del fuoco hanno lavorato sei ore, riuscendo a spegnere l'incendio, ma restano ancora piccoli focolai che bruciano all'interno dell'edificio storico, inaugurato dal re Juan VI del Portogallo il 6 giugno 1818 e considerato il quinto più grande museo al mondo per collezione esposta. I danni causati dal rogo, ha spiegato Temer, sono troppo grandi per essere calcolati. Il ministro della Cultura, Sergio Sa' Leitao, ha denunciato che il disastro è il risultato di "anni di negligenza", in uno Stato - quello di Rio de Janeiro - colpito da crisi economica e da diversi scandali di corruzione che hanno eroso i conti pubblici di Rio de Janeiro. 

L'8 Luglio 1978, un altro terribile incendio, questa volta al museo d'arte moderna di Rio de Janeiro, distrusse importanti dipinti di artisti come Pablo Picasso, Salvador Dalì e Joaquin Torres-Garcia, che erano esposti in una mostra temporanea. Negli ultimi anni, diversi musei in Brasile hanno subito incendi: nel 2015, il museo lingua portoghese e nel 2013, il Latin America Memorial, progettato dall'archistar brasiliana Oscar Niemeyer, entrambi a San Paolo. 

A Rio sono andati in fumo 200 anni di storia
 L'entrata del Museo Nazionale di Rio dopo l'incendio

"È finita, non ci sarà più niente"

Il museo nazionale di Rio ospitava, tra pezzi di importanza straordinaria, il meteorite Bendegò, il piu' grande mai trovato nel Paese, una collezione di mummie egizie e il teschio del cranio di Luzia "la più antica donna in America", morta oltre 11 mila anni fa. L'ex direttore del Museo Nazionale di Rio de Janeiro, José Perez Pombal, che si è recato sul posto, ha dichiarato che "non resterà nulla". "Non ci sarà più niente, le fiamme sono così alte e il fuoco è ovunque, il palazzo brucerà tutto e anche le collezioni, le mummie, tutto", ha affermato. "È finita, non so se l'istituzione continuerà ad esistere dopo", ha aggiunto. Il vice direttore dell'istituto, Luis Fernando Duarte, ha accusato lo Stato di "mancanza di sostegno" che ha portato alla "tragica situazione". "È un giorno triste per tutti i brasiliani", ha sottolineato Temer. Proprio la direzione del museo, però, era finita nel mirino di una polemica per aver rifiutato la proposta di una iniziativa di microfinanza pubblica destinata a rendere costante la manutenzione e a far aprire una delle sale più importanti, quella destinata alla ricostruzione in copia di un dinosauro le cui ossa, risalenti a 80 milioni di anni fa, furono trovate nell'area della città di Prata.



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