Il crepuscolo su Roma nelle opere di Luigi Civerchia

(AGI) - Roma, 2 dic. - "Una specie di silenzio luminoso. Unalamina di rame resa viola dal fuoco. Poco prima che il solelevighi quella corazza, asporti come un abrasivo le improntedella notte appena trascorsa, quel respiro reso opaco dalpassaggio notturno delle ombre". E' quello che Walter Angeliciscrive delle opere di Luigi Civerchia, alcune delle quali sonostate fotografate e pubblicate da 'La via lattea'. "Eccosvelato il limite diurno e poi crepuscolare d'ogni giorno,tendendo pazienti agguati con la sola mano, col solo laccio delcolore. Della pittura e' bene che restino misteri piu' che

(AGI) - Roma, 2 dic. - "Una specie di silenzio luminoso. Unalamina di rame resa viola dal fuoco. Poco prima che il solelevighi quella corazza, asporti come un abrasivo le improntedella notte appena trascorsa, quel respiro reso opaco dalpassaggio notturno delle ombre". E' quello che Walter Angeliciscrive delle opere di Luigi Civerchia, alcune delle quali sonostate fotografate e pubblicate da 'La via lattea'. "Eccosvelato il limite diurno e poi crepuscolare d'ogni giorno,tendendo pazienti agguati con la sola mano, col solo laccio delcolore. Della pittura e' bene che restino misteri piu' chetracce. L'alfabeto pittorico - familiare eppure cosi' arcano -e' povero e ricchissimo: suggerire invece di descrivere,evocare al posto di esibire. Ogni soggetto e' un pretesto perpescar fantasmi, per gettare corda e secchio laggiu', nelleacque mute del pozzo, nella gola della terra. La Citta' Eternache Luigi Civerchia dipinge e' il relitto che portato dallarisacca giunge dai bastioni della notte, madreperla che emanaintermittenze di arcobaleni evanescenti, languidi come fioriappassiti, carichi ancora di una vita ma che ha luce d'anima.Una "dolce vita infernale" si disse, come della pittura diScipione, un giorno, nei nostri dialoghi al telefono. La suapittura profonda e intensa non ha toni gridati, ma sommessiperche' e' pittura non gia' di cose ma di imprendibiliatmosfere, e indica in maniera sottile le cose che furono visteda coloro che seppero amarle, coralmente partecipi allospettacolo della perdita, del lento svanire irrevocabile che e'di tutti e, al contempo, reperti intrisi d'una memoria che e'solo di Roma. Le donne dal profilo sabino, sono autenticheresurrezioni che incontrerai nei mercati sul far dell'alba.Cosi' pure senza volerlo il silenzio di cavalli di travertino earchitetture che paiono boschi di pietra, albergo serale distormi d'usignoli. Colonne ed archi come tronchi cavi, dimoradi Lari protettori: le statue bellissime e dolenti, gelosecustodi di chissa' quali misteri. Pennellate come lingue difiamma salgono verso il cielo costruendo e insieme consumandolente, tra vapori di alizarina e impasti madreperlacei dellaluce del vespro, il miracolo tragico e luminoso dell'esistenza,della Storia". .