Gentiluomo e spia, studente italiano di Cambridge scopre doppia vita del giardiniere dei Medici

L'avventurosa esistenza di Costantino de' Servi ricostruita grazie alle sue lettere, ma soprattutto a un assegno di ricerca. Del St. John's College

Gentiluomo e spia, studente italiano di Cambridge scopre doppia vita del giardiniere dei Medici
 Un progetto di de' Servi (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo)

Ufficialmente era un 'giardiniere', ma l'architetto del '500 Costantino de' Servi era in realtà una spia che riferiva dirattamente alla famiglia fiorentina dei Medici. A scoprirlo è stato uno studente italiano di storia al prestigioso St John’s College di Cambridge. L'inchiesta di Davide Martino parte dagli archivi di Firenze, dove invece di trovare progetti e disegni di grandiosi giardini rinascimentali, lo studioso scopre numerose lettere.

Le ricerche nell'archivio dei Medici

Il lavoro dello studente italiano nell'archivio fiorentino è stato possibile grazie a un assegno di ricerca del St. John College. E' stato complesso, perché il fondo era solo in parte catalogato e Martino ha dovuto richiedere e analizzare uno a uno singoli documenti di quel periodo storico. "Gli archivi italiani hanno molto materiale ancora non indicizzato e non catalogato", racconta Martino all'Agi, dopo essere stato intervistato anche dal quotidiano britannico Guardian. "Nell'archivio dei Medici ci sono faldoni pieni di lettere in ordine cronologico, ho dovuto cercare la firma di Costantino e una volta identificata anche la sua grafia ho selezionato le sue lettere". Le ricerche di Martino, nel settembre dell'anno scorso, sono durate tre settimane e lo studio complessivamente altri tre mesi. "C'è ancora tanto da scoprire su quest'uomo, ne sono certo", spiega lo studioso, "le lettere di suo pugno che ho raccolto sono una trentina, ce ne sono ancora tantissime, ma ci vorrebbero molti anni per scoprire la corrispondenza completa". 

Un autoritratto 'scomparso' e i nuovi studi di Martino

Come ogni spia che si rispetti, de' Servi ha lasciato poche tracce di sé. Oltre alla corrispondenza, esisterebbe un autoritratto, che al momento non si trova. “Non sono sicuro che si possa chiamare esattamente spia nei termini moderni", sottolinea Martino, "ma il suo ruolo prevedeva che potesse andare ovunque e avere un intimo accesso a ogni corte d'Europa, e penso sia ragionevole presupporre che fornisse costantemente informazioni utili ai suoi a Firenze". "Quest'anno sto proseguendo lo studio e sto continuando a esplorare la famiglia de' Servi", anticipa Martino. In particolare, si sta concentrando sul figlio Giovan Domenico: "intorno al 1620, decise di trasferirsi in Germania, sul Danubio, durante la Guerra dei Trent'anni, insomma decise di lasciare Firenze, città sicura, e di andare nella Germania dalla guerra, voglio capire perché fece quella scelta". L'ipotesi è che Giovan Domenico abbia proseguito nell'opera di intelligence del padre.

Il progetto del giardino di Enrico Stuart

Negli archivi di Firenze, tra le carte dei Medici, Martino ha trovato anche un progetto per i giardini di Enrico Stuart, principe di Galles. Ma anche dietro quel lavoro c'era un secondo fine politico, teso ad agevolare i Medici. In quell'epoca, la famiglia fiorentina stava tentando di organizzare un matrimonio tra il principe Enrico e Caterina. Nozze che saltarono, secondo una lettera di de' Servi, poiché l'ambasciatore di Firenze rifiutò di mostrare un ritratto della futura moglie.

Gli spostamenti di de' Servi

Nel Dizionario Biografico degli Italiani troviamo traccia degli spostamenti di de' Servi. Nel 1570 fu a Montaione e a Gambassi, nel 1572 in Sassonia, nel 1573 a Vienna e Praga per quattro anni. Appena ritornato a Firenze, ripartì nel 1578 per la Spagna con don Piero di Cosimo I de' Medici, con cui fu poi a Roma e, nel 1580, a Innsbruck. Fra il 1589 e il 1590 fu a Parma, Mantova e Bologna; nel 1600 in Francia (a Lione, Parigi e altrove), dal 1603 al 1605 di nuovo alla corte di Praga, nel 1606 in Germania e Austria, da dove tornò attraverso Trento, Mantova e Modena. I Medici volevano spedirlo anche in Persia alla corte dello scia, ma netre era già in viaggio lo raggiunse una lettera con un contrordine: andare in Inghilterra. 

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