Fuocoammare corre per l'Oscar, Rosi "dedicato a gente di Lampedusa"

Il regista dedicò il successo di Berlino alla popolazione dell'isola siciliana. L'Academy deciderà il 24 gennaio se il docufilm enterà in nomination

Fuocoammare corre per l'Oscar, Rosi "dedicato a gente di Lampedusa"
 Fuocoammare

Roma - L'Italia ha fatto la sua scelta: 'Fuocoammare', il docufilm di Gianfranco Rosi sul dramma dei migranti che attraversano il Mediterraneo e tentano di arrivare a Lampedusa, vincitore dell'Orso d'Oro della 66esima edizione della Berlinale, e' il candidato italiano all'Oscar. Granfranco Rosi ha dedicato il successo di Berlino, l'Orso d'Oro per 'Fuocommare', alla "splendida e generosa gente di Lampedusa" e adesso c'e' la possibilita' concreta che il suo documentario, giudicato a Berlino dalla prestigiosa rivista 'Screeen' il migliore in concorso, porti all'attenzione del mondo il dramma dei migranti grazie alla cassa di risonanza costituita dalla candidatura all'Oscar. Con questo film, Rosi prosegue il suo viaggio intorno al mondo in cui ha raccontato persone e luoghi invisibili ai piu', dopo l'India dei barcaioli ('Boatman'), il deserto americano dei drop-out ('Below Sea Level'), il Messico dei killer del narcotraffico ('El Sicario, room 164'), la Roma del Grande Raccordo Anulare ('Sacro Gra', Lene d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2013), ora l'isola di Lampedusa.

'Fuocoammare' preferito a 'Lo chiamavano Jeeg Robot' e 'Perfetti sconosciuti'

"E' sempre difficile staccarmi dai personaggi e dai luoghi delle riprese, ma questa volta lo e' ancora di piu' - ha dichiarato il regista che ha ricevuto l'invito a partecipare alla Berlinale mentre stava ancora girando a Lampedusa -. Piu' che in altri miei progetti, ho sentito pero' la necessita' di restituire al piu' presto questa esperienza per metterla in dialogo con il presente e le sue domande". Cio' che ha spinto Rosi a fare un film come 'Fuocoammare' e' stata la volonta' di mostrare il coraggio di Lampedusa, dei suoi abitanti e dei suoi migranti, "proprio ora che la cronaca impone nuovi ragionamenti". Gianfranco Rosi nel suo film racconta di Samuele che ha 12 anni, va a scuola, ama tirare con la fionda e andare a caccia. Gli piacciono i giochi di terra, anche se tutto intorno a lui parla del mare e di uomini, donne e bambini che cercano di attraversarlo per raggiungere la sua isola. Ma non e' un'isola come le altre, e' Lampedusa, approdo negli ultimi 20 anni di migliaia di migranti in cerca di liberta'.

Samuele e i lampedusani sono i testimoni a volte inconsapevoli, a volte muti, a volte partecipi, di una tra le piu' grandi tragedie umane dei nostri tempi. Il film, prodotto da Donatella Palermo e Gianfranco Rosi, e' una produzione 21Uno Film, Stemal Entertainment, Istituto Luce-Cinecitta' e Rai Cinema ed e' una coproduzione italo-francese Les Films D'Ici e Arte France Cinema. Il film e' uscito nelle sale italiane a febbraio 2016 distribuito da Istituto Luce-Cinecitta'. Regia, fotografia, suono di GianfrancoRosi; il montaggio di Jacopo Quadri, aiuto-regia di Giuseppe del Volgo. Soggetto di Gianfranco Rosi, da un'idea di Carla Cattani. (AGI)