Expo: Franco Fontana la racconta con mostra a Fondazione Mattei

(AGI) - Milano, 9 nov. - Il volto inedito dell'architettura diExpo, attraverso l'obiettivo di uno dei fotografi italiani piu'celebri nel mondo, il modenese Franco Fontana. Quarantadueopere fotografiche che raccontano Expo, una "Disneydell'architettura", come l'ha definita, con i colori accesi e itagli lineari, i profili dei padiglioni e particolarisorprendenti e inaspettati, sono il cuore della mostra "FrancoFontana Architectural Abstractions. Photographs of Expo 2015",presentata questa mattina presso la Fondazione Eni EnricoMattei (FEEM), sede dell'evento, alla presenza dell'autore. Lamostra sara' aperta al pubblico dal 10 novembre al 5 dicembrepresso la FEEM, dal

(AGI) - Milano, 9 nov. - Il volto inedito dell'architettura diExpo, attraverso l'obiettivo di uno dei fotografi italiani piu'celebri nel mondo, il modenese Franco Fontana. Quarantadueopere fotografiche che raccontano Expo, una "Disneydell'architettura", come l'ha definita, con i colori accesi e itagli lineari, i profili dei padiglioni e particolarisorprendenti e inaspettati, sono il cuore della mostra "FrancoFontana Architectural Abstractions. Photographs of Expo 2015",presentata questa mattina presso la Fondazione Eni EnricoMattei (FEEM), sede dell'evento, alla presenza dell'autore. Lamostra sara' aperta al pubblico dal 10 novembre al 5 dicembrepresso la FEEM, dal lunedi' al sabato, dalle 8:00 alle 19:00.Le foto architettoniche di Franco Fontana sono state tuttescattate in esterna e ritraggono alcuni dei padiglioni, per lopiu' dettagli, particolari, che visti attraverso i suoi occhiassumono significato e importanza. Inutile chiedere al mastromodenese di spiegare le sue opere: "non sono spiegabili comenon lo e' la musica di Beethoven - replica - il mio e' un puntodi vista soggettivo: vedi e capisci solo quello che ti portidentro". E aggiunge, "la fotografia e' parte del fotografo.Quando scatto vado a prendere una parte di me stesso". Eccoperche' non c'e' "la foto preferita" in quanto "sono tutte miefiglie" sottolinea. "Fontana riesce a farci vedere cose che gliocchi non vedono - interviene il curatore della mostra DenisCurti - . Ci ribadisce che le foto si fanno con la testa e sonofrutto di un progetto, al di la del mezzo che uno utilizza"."Ho approcciato Expo Milano 2015 con gli occhi densi di stuporedi un bambino - spiega Franco Fontana - come durante ilcompiersi del miracolo dell'adolescenza, testimoniando il miomodo di rendere visibile l'invisibile, esprimendo quello chegia' conosciamo, poiche' l'invisibile e' l'anima. Quello che hovisto era una parte di conoscenza che possedevo gia', che hointerpretato ed espresso, dando significato alle forme eoffrendo una testimonianza della vita delle forme stesse.Fotografo cio' che penso, il pensiero mi identifica. Lamacchina fotografica e' solo un feticcio". Inoltre, come haspiegato Alberto Meomartini, curatore di Expowall, il lavoro diFontana a Expo e' contenuto anche in un libro che raccoglie 184fotografie, ad altissima definizione, esattamente quanti sonostati i giorni di Expo. "L'unicita' di questa mostra - haosservato Meomartini - dipende anche dal fatto che gran partedegli edifici che Fontana ha fotografato non esisteranno piu'.Le sue foto rendono immortale la nostra percezione di questiedifici". Una lettura condivisa da Filippo Del Corno, Assessorealla Cultura del Comune di Milano, secondo il quale questainiziativa e' importante in quanto "ci permette di consegnarealla memoria i sei mesi dell'evento e di ricordare la qualita'dell'esposizione architettonica. Ricordare Expo attraversoqueste foto e' prezioso". Anche gli scatti di Fontana, dunque,possono essere considerati come una sorta di eredita' di Expo.E l'inaugurazione della mostra, proprio adesso al terminedell'esposizione universale non e' un caso, ha spiegato SabinaRatti, Direttrice della FEEM. E' come se rappresentasse "unanuova apertura", e permette che continui questo senso diinnovazione che Expo ci ha portato. Il lavoro di Fontanadedicato all'architettura dei padiglioni di Expo, fa parte diun progetto piu' ampio, dal titolo 'Expo Vista d'autore',ideato da Canon Italia, che, come ha spiegato MassimilianoCeravolo, Informations and Imaging solutions Director di Canon,mira a raccontare l'esposizione attraverso la fotografia. E nelquale sono stati coinvolti altri due grandi fotografi, comePaolo Castiglioni e Francesco Cito, che hanno trattatorispettivamente il "food" e la "gente" di Expo con tutte le suedifferenze. .