Expo: 350 opere d'arte a Eataly, Sgarbi "qui il Louvre dell'Expo"

(AGI) - Milano, 22 mag. - Dovevano essere 200, sono diventatecirca 350. A Expo e' di casa anche l'arte, che ha trovatospazio nel padiglione di Eataly con un filo conduttore che haaffiancato, come spiegato da Oscar Farinetti, la biodiversita'artistica a quella enogastronomica, umana e dei paesaggi.Curata da Vittorio Sgarbi che ha percorso l'Italia intera perraccogliere i pezzi esposti, la mostra da lui definita il"Louvre dell'Expo" e' stata inaugurata oggi e restera' apertagratuitamente fino al 31 ottobre. "Questa mostra da' un sensoancora maggiore al nostro lavoro - ha detto Farinetti -:dimostra

(AGI) - Milano, 22 mag. - Dovevano essere 200, sono diventatecirca 350. A Expo e' di casa anche l'arte, che ha trovatospazio nel padiglione di Eataly con un filo conduttore che haaffiancato, come spiegato da Oscar Farinetti, la biodiversita'artistica a quella enogastronomica, umana e dei paesaggi.Curata da Vittorio Sgarbi che ha percorso l'Italia intera perraccogliere i pezzi esposti, la mostra da lui definita il"Louvre dell'Expo" e' stata inaugurata oggi e restera' apertagratuitamente fino al 31 ottobre. "Questa mostra da' un sensoancora maggiore al nostro lavoro - ha detto Farinetti -:dimostra che Eataly qui non voleva fare ristoranti, anche se cisono perche' sono l'ossatura della biodiversita' italiana chenoi non dobbiamo perdere. Avevamo detto 200 opere - ha aggiunto- ce ne sono circa 350 tra dentro e fuori. Non si e' mai fattauna mostra cosi' divisa per regioni, che spiega labiodiversita' dell'arte, come l'arte sia figlia dei venti". Lamostra ospita, infatti, opere che vanno dal Trecento al secoloscorso, provenienti da chiese, musei, istituzioni e collezioniprivate, articolate in sezioni regionali che compongono 'Iltesoro d'Italia'. L'obiettivo e' quello di far emergere lepeculiarita' della produzione artistica di ogni regioneitaliana. "Qui c'e' tutta Italia nello spirito di Eataly - hadetto Vittorio Sgarbi -, ma anche nello spirito di quello chel'Italia e', con una quantita' di opere persino eccessive.Questo e' il Louvre dell'Expo. Le opere poi sono tante di piu'di quanto non si sappia". Diverse le vicissitudini, ancheburocratiche, affrontate dal critico d'arte per portare a casail risultato. Che lui stesso ha raccontato come nel caso delprete di Ancarano, vicino a Teramo: "ha una Madonna bellissima- ha detto Sgarbi - ma non l'ha voluta dare e nemmeno ilvescovo l'ha smosso. Si tengono queste cose come se fosseroloro; Ancarano sara' anche un bel paese ma ci andra' unapersona ogni dieci anni. L'idea di non voler venire in in luogoin cui passa tutto il mondo e' una sottrazione di un bene ditutti. Questa - ha proseguito Sgarbi - doveva essere una mostradi Stato, ma e' finanziata da privati ed e' statale disostanza. Io ho fatto questa impresa rappresentando tutte leregioni d'Italia: le piu' piccole, come il Molise o la Valled'Aosta, hanno tre opere e quando si arriva al Veneto ce nesono venti". (AGI)