Diritto autore: Soundreef, il ministro ci ascolti

Roma - "Il parere dell'Antitrust conferma la bonta' della nostra tesi: il regime di esclusiva nella gestione dei diritti d'autore e' anacronistico e per niente al passo con le nuove esigenze del mercato musicale". Cosi' Davide d'Atri, amministratore delegato di Soundreef, commenta con l'Agi la decisione dell'authority di stigmatizzare il monopolio della Siae nella gestione del copyright. "E' incredibile e irragionevole lasciare operare in Italia societa' straniere di raccolta dei diritti autore senza permettere ad esse di stabilirsi nel Paese", prosegue D'Atri. La 'sua' Soundreef - nata a Londra nel 2011 - ha ormai totalizzato "20mila autori ed editori nel mondo, di cui circa mille in Italia"; fra questi due big del calibro di Fedez e Gigi D'Alessio. Nomi celebri cui, assicura D'Atri, "ne seguiranno presto altri".

Il percorso, tuttavia, e' pieno di ostacoli: "riusciamo a operare al netto di mille problemi che rasentano la concorrenza sleale e, in alcuni casi, vanno anche oltre". E, invece, sottolinea il manager, "c'e' bisogno di un discorso serio e di regole comuni tra operatori esteri e italiani che lavorano in Italia. Siamo i primi a dire che una liberalizzazione selvaggia e senza regole chiare e' assolutamente da evitare". Dunque Soundreef chiede al ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, di "convocare gli operatori a un tavolo per cercare di trovare regole comuni prima del nuovo anno". "Fa specie che non siamo mai stati convocati in audizione ne' alla Camera ne' al Senato", osserva ancora D'Atri. Il ministro si e' arrampicato fino ad oggi su interpretazioni lambiccate e dopo un parere del genere, in un Paese normale, non si puo' rimanere fermi sulle proprie posizioni".

Il mercato dei diritti d'autore nei paesi UE vale circa 5 miliardi di euro. Nel 2014 la Direttiva europea Barnier ha disposto la liberalizzazione della raccolta dei diritti. "L'Italia sembra essere l'unico Paese membro a mantenere il regime di monopolio" aggiunge. Per questo un gruppo di 300 imprenditori del digitale ha scritto nelle scorse settimane una lettera a Matteo Renzi chiedendo il recepimento della Direttiva UE e la liberalizzazione del mercato. (AGI)