Archeologia: tornano da Svizzera 45 casse di reperti eccezionali

Archeologia: tornano da Svizzera 45 casse di reperti eccezionali
Dario Franceschini, ministro della Cultura,  e il Comandante del reparto Tutela Patrimonio Culturale, Mariano Mossa  

Roma - Tre lastre affrescate costituenti una tomba, una coppia di sarcofagi etruschi dipinti e riproducenti figure umane, un sarcofago romano, statue e teste in marmo, pavimenti e pareti di un tempio: sono alcuni dei reperti archeologici databili tra il VII secolo a.C. e il II secolo d.C trafugati nel Belpaese e recuperati in Svizzera dalla magistratura italiana e dai carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale (Tpc) grazie ad una importante attività investigativa in ambito internazionale. "Questi reperti sono assolutamente eccezionali, è uno dei recuperi più importanti degli ultimi decenni", ha sottolineato la soprintendente archeologica del Lazio e dell'Etruria Meridionale, Alfonsina Russo, intervenendo alla presentazione alla stampa dell'operazione investigativa e dei reperti stessi. Il valore complessivo dei beni, che erano conservati in 45 casse all'interno del Porto Franco di Ginevra, "si aggira intorno ai 9 milioni di euro", ha spiegato il comandante generale dei carabinieri Tpc, generale Mariano Mossa. Erano stati lasciati in deposito da Robin Symes, mercante d'arte inglese già noto alle cronache per il traffico illecito di opere d'arte, ed erano destinati alla vendita in Inghilterra, Giappone e Usa.

Le complesse indagini, ha precisato Mossa, "hanno permesso alla Procura della Repubblica di Roma di proporre una rogatoria internazionale presso l'Autorità Giudiziaria elvetica". "Le lastre dipinte sono di straordinaria importanza e provengono da uno stesso tempio di Cerveteri", ha proseguito Russo, ricordando che quel territorio "è stato oggetto di una grande razzia negli anni '70 e '80 del secolo scorso" e aggiungendo che questi reperti furono anch'essi trafugati in quel periodo. "è stata una grande operazione di recupero - ha affermato il ministro Dario Franceschini - che dimostra ancora una volta l'eccellente lavoro dei carabinieri e della magistratura nell'ambito di un'ottima collaborazione con l'estero. è un importante ritrovamento non soltanto per quantità ma anche per qualità. Il destino di questi reperti - ha proseguito Franceschini - è di tornare nei loro territori". Il procuratore aggiunto della Repubblica di Roma, Giancarlo Capaldo, ha sottolineato che "la Svizzera ha mostrato una grande sensibilità e questo risultato è stato raggiunto grazie ai rapporti internazionali che la magistratura e i carabinieri hanno stretto con le rispettive autorità straniere". I reperti provengono tutti da scavi clandestini perpetrati non soltanto nell'Etruria Meridionale, ma anche in Sicilia, Puglia, Campania e Calabria. (AGI)