"Violati i diritti di una coppia gay", Corte europea condanna Italia

Per Strasburgo il rifiuto di rilasciare il permesso di soggiorno a un neozelandese che voleva vivere con il suo compagno italiano è discriminazione e va risarcita

"Violati i diritti di una coppia gay", Corte europea condanna Italia
Gay, omosessuali

Bruxelles - Rifiutando il permesso di residenza a una coppia gay per motivi di famiglia l'Italia ha violato la convenzione europea per i diritti umani. Lo ha stabilito la Corte europea per i diritti umani del Consiglio d'Europa che, con sei voti contro uno, dichiara il nostro Paese in infrazione delle disposizioni dell'articolo 14 (divieto di discriminazione) e dell'articolo 8 (rispetto della vita privata e famigliare) del trattato europeo. Il pronunciamento si riferisce al caso di Roberto Taddeucci e Douglas McCall, cittadini rispettivamente italiano e neozelandese, coppia omosessuale convivente ad Amsterdam. Nel 2004 McCall ha chiesto il permesso di residenza temporanea in Italia per motivi di studio, motivando la richiesta sulla base della convivenza e della relazione con il compagno. La domanda di ricongiungimento famigliare e' stata respinta il 18 ottobre 2004 perche', si spiego' all'epoca, i criteri non vennero soddisfatti. Il 4 luglio 2005 la corte civile di Firenze accetto' la richiesta, ma il ministero dell'Interno fece appello, accolto dalla stessa corte civile di Firenze. Con il pronunciamento odierno l'organismo di Strasburgo condanna l'Italia al pagamento al risarcimento danni alla coppia per 20mila euro, e al pagamento di 18.924 euro di spese. (AGI)