Studio Usa: non c'è la prova che i videogiochi rendano i giocatori più violenti

Studio Usa: non c'è la prova che i videogiochi rendano i giocatori più violenti 

I videogiochi violenti influenzano o meno il comportamento? Secondo alcuni, creano un terreno fertile per chi ha già atteggiamenti aggressivi mentre altri sostengono che non vi sia alcun collegamento con il crimine vero e proprio e che anzi i videogiochi violenti possono sortire effetti positivi come un aumento della concentrazione e un sollievo dallo stress.

A questa conclusione peraltro, riporta il World Economic Forum, sono arrivati gli accademici dell'Università di York per i quali non c'è alcuna "prova" del fatto che i videogiochi rendano i giocatori più violenti. I loro esperimenti su più di 3.000 partecipanti hanno fatto arrivare alla conclusione che i giochi non "innescano" i giocatori a comportarsi in determinati modi e che l'eccessivo realismo delle immagini sul video non necessariamente si traduce in una maggiore aggressività.

Il team guidato dal professore David Zendle ha fatto infatti sapere che "non abbiamo trovato alcuna prova del fatto che giocare a un videogioco abbia portato ad innescare o a far verificare per davvero i concetti che erano presenti in quel gioco". Eppure, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente aggiornato la classificazione delle malattie includendo la dipendenza da videogiochi.

E dopo una sparatoria micidiale in una scuola di Parkland, in Florida, all'inizio di quest'anno, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accusato i videogiochi di plasmare i pensieri dei giovani. In passato, l'American Psychological Association aveva decretato che l'esecuzione di videogiochi violenti comporta un aumento dell'aggressività e una diminuzione dell'empatia e della sensibilità all'aggressione. 



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