Via libera del Senato alla riforma delle banche popolari...

Con 155 voti favorevoli e 92 contrari, il Senato ha rinnovatola fiducia al Governo, approvando definitivamente il ddl n.1813 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 24gennaio 2015, n. 3, recante misure urgenti per il sistemabancario e gli investimenti (la cosiddetta riforma delle banchepopolari NdR). L'articolo 1 prevede che le banche popolari, ilcui attivo superi otto miliardi di euro, debbano esseretrasformate in societa' per azioni o liquidate. Modifica,inoltre, le maggioranze assembleari per le trasformazioni inspa e per le fusioni, creando regimi civilistici distinti frabanche cooperative e banche popolari. L'articolo 3 attribuisce

Con 155 voti favorevoli e 92 contrari, il Senato ha rinnovatola fiducia al Governo, approvando definitivamente il ddl n.1813 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 24gennaio 2015, n. 3, recante misure urgenti per il sistemabancario e gli investimenti (la cosiddetta riforma delle banchepopolari NdR). L'articolo 1 prevede che le banche popolari, ilcui attivo superi otto miliardi di euro, debbano esseretrasformate in societa' per azioni o liquidate. Modifica,inoltre, le maggioranze assembleari per le trasformazioni inspa e per le fusioni, creando regimi civilistici distinti frabanche cooperative e banche popolari. L'articolo 3 attribuiscela competenza a svolgere attivita' creditizia, a supporto delleesportazioni e dell'internazionalizzazione dell'economiaitaliana, a Cassa Depositi e Prestiti. L'articolo 4 definisce irequisiti delle piccole e medie imprese innovative, alle qualisono estese agevolazioni previste per le start up. L'articolo 6estende il regime di esenzione ai finanziamenti effettuatidagli investitori istituzionali costituiti in Paesi inseritinella cosiddetta white list. L'articolo 7 dispone che ilGoverno promuova l'istituzione di una societa' per azioni perla patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese consede in Italia, il cui capitale sara' interamente sottoscrittoda investitori istituzionali e professionali. L'articolo 8modifica il meccanismo dei finanziamenti agevolati alle piccolee medie imprese per gli investimenti in macchinari, impianti,beni strumentali di impresa (cosiddetta nuova legge Sabatini).Nella seduta antimeridiana e' iniziata la discussione generale,che e' si e' conclusa con gli interventi dei sen. Candiani(LN), Uras (SEL), Martelli (M5S), Anna Bonfrisco (FI-PdL) eGuerrieri Paleotti (PD). Le opposizioni hanno rilevato che ildecreto-legge e' costituzionalmente illegittimo: privo diurgenza, disomogeneo, in contrasto con i principi dellafunzione sociale della cooperazione, della tutela del risparmioe della liberta' di impresa. Nel merito, l'obbligo ditrasformazione delle banche popolari in societa' per azionisnatura gli istituti di credito legati al territorio e afinalita' sociali, penalizza l'unico settore che in questi annidifficili ha erogato credito a famiglie e piccole imprese,favorisce la scalata di investitori stranieri e laconcentrazione del potere finanziario, mette a rischioventimila posti di lavoro. La soglia dell'attivo a ottomiliardi di euro e', infine, arbitraria: in Europa e' di trentamiliardi e Paesi come Francia e Germania hanno mantenuto unsistema bancario piu' articolato e differenziato. In fase direplica i relatori, sen. Moscardelli e Scalia (PD), hannoevidenziato che il provvedimento mira a garantire maggioresolidita' al sistema bancario e non tocca le banche di creditocooperativo: la trasformazione in Spa riguarda le banchepopolari di piu' grandi dimensioni che hanno perduto da tempocarattere mutualistico e legami con il territorio. IlSottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Baretta hanegato che il provvedimento costituisca un attacco allademocrazia economica: l'obiettivo e' distinguere tra banche dinatura commerciale e banche di natura mutualistica eterritoriale. Il divieto di recesso dei soci e' dettato daragioni di prudenza rispetto al rischio di effetti negativisulla capitalizzazione. Condividendo la preoccupazione permanovre speculative, il Governo accoglie l'impegno a limitare,per due anni, il diritto di voto al cinque per cento. Ildecreto-legge contiene, infine, interventi condivisi: ilpotenziamento del fondo per le piccole e medie imprese, lemisure per l'internazionalizzazione, il sostegno alle impreseinnovative. Respinta la proposta di non passare all'esame degliarticoli, avanzata dal sen. Martelli (M5S), il Ministro per irapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha posto laquestione di fiducia sul testo approvato dalla Camera. Alladiscussione sulla fiducia hanno partecipato i sen. Girotto(M5S), Uras (SEL), Divina (LN) e Anna Bonfrisco (FI-PdL). Leopposizioni hanno ricordato il conflitto di interessi delMinistro Boschi e hanno lamentato il ricorso smodato alladecretazione d'urgenza e alla questione di fiducia, chemortifica ancora una volta il ruolo del Parlamento. Nelledichiarazioni di voto hanno annunciato la fiducia i sen.Laniece (Aut) e Rossi (PD). Pur criticando il metodo con cui e'stato varato il provvedimento, anche il sen. Marino (NCD-UDC)ha annunciato voto favorevole. Hanno invece negato la fiducia isen. Di Maggio (GAL), Crosio (LN), Vacciano (Misto), LauraBottici (M5S) e Gasparri (FI-PdL). GD.