Uccide l'ex moglie e nasconde il corpo al confine sloveno

La donna era scomparsa il 24 aprile scorso, l'ex marito fermato ha confessato

Uccide l'ex moglie e nasconde il corpo al confine sloveno
 Polizia scientifica Padova luminol omicidio Trieste

Trieste - Avrebbe ucciso la moglie e poi ne avrebbe nascosto il cadavere sull'altopiano carsico al confine della Slovenia. Con queste accuse la Polizia ha arrestato l'ex marito della giovane donna serba scomparsa il 24 aprile scorso a Trieste. Il provvedimento di fermo nei suoi confronti e' stato disposto dal Pm Matteo Tripani, titolare delle indagini dopo aver reperito numerosi indizi di colpevolezza. Per le indagini ha reso noto il capo della mobile giuliana Marco Cali' - e' stato di fondamentale importanza il supporto della Polizia Scientifica di Padova che si e' avvalsa del "Luminol", per la ricerca di tracce biologiche. Particolarmente proficua la cooperazione tra Polizia italiana e Polizia slovena che ha consentito di delineare il quadro dei fatti. 

Nei primi cinque mesi di quest'anno sono 55 le vittime di femminicidio nel nostro Paese, a fronte delle 63 dello stesso periodo dello scorso anno. Ad aggiornare la drammatica contabilita' e' Fabio Piacenti, presidente dell'Eures, l'Istituto di ricerche economiche e sociali che da anni dedica al fenomeno un Osservatorio ad hoc. "Premesso che i dati sono ancora provvisori - spiega Piacenti - si tratta di un calo leggero, non cosi' significativo e comunque inferiore a quello che ci sarebbe aspettati". Quarantatre' dei 55 omicidi di donne nel 2016 sono avvenuti "all'interno del nucleo familiare, la meta' (27) all'interno della coppia: e' un dato costante, questo, non negli ultimi mesi ma da almeno un decennio a questa parte", da quando cioe' l'Osservatorio e' attivo. Sempre negli ultimi dieci anni, "le donne uccise nel nostro Paese sono state 1.740 - ricorda Piacenti: 1.251 (il 71,9%) in famiglia, e 846 di queste (il 67,6%) all'interno della coppia; 224 (il 26,5%) per mano di un ex".

STRAGE DI DONNE, 11 VITTIME AL MESE

Di prevenzione si parla "molto piu' di un tempo, e' vero - ammette Piacenti - ma la risposta al fenomeno continua ad essere inadeguata. Trovo davvero impressionante che nel 2016 possa ancora esserci un caso come quello di Sara Di Pietrantonio, una ragazza di venti anni cioe' che aveva motivo di avere paura ma che non lo ha denunciato e che soprattutto non ha trovato nessuno a cui raccontarlo, in famiglia, tra gli amici o in quelle istituzioni che dovrebbero invece proteggere e garantire la liberta' e il diritto alla sicurezza e all'incolumita'' di ciascuno". "Tutto questo - rincara la dose il presidente dell'Eures - dovrebbe finalmente scuotere le coscienza di tutti, al di la' di ogni stonata soddisfazione per qualche vittima in meno in un determinato anno o periodo, per capire che non c'e' davvero piu' tempo da perdere. Pochi studi, investimenti inadeguati: a parlare sono bravi in tanti ma e' tutta la prevenzione che va ripensata in modo da mettere in piedi iniziative efficaci che aiutino le potenziali vittime a comprendere quando e' il momento di chiedere aiuto". Nel periodo 2005-2015, sempre secondo i dati dell'Eures, i femminicidi di coppia hanno avuto nel 40,9% dei casi un movente passionale, e nel 21,6% sono stati originati da liti o dissapori; le armi piu' utilizzate sono state quelle da taglio (32,5%) e da fuoco (30,1%) mentre il 12,2% dei killer ha fatto uso di "armi improprie", il 9% ha strangolato la vittima e il 5,6% l'ha soffocata. Nel 16,7% dei casi, il femminicidio e' stato preceduto da "violenze note", l'8,7% delle quali denunciate alle forze dell'ordine. Nel 31,1% delle occasioni l'assassino si e' poi tolto la vita, nel 9% ci ha provato senza riuscirci. (AGI)