Corruzione e riciclaggio, condannati i vertici Menarini

Dieci anni e mezzo in primo grado alla presidente Aleotti e 7 mezzo al fratello Giovanni, vicepresidente. La difesa, non c'è truffa al servizio sanitario nazionale

Corruzione e riciclaggio, condannati i vertici Menarini
Lucia Aleotti 

Firenze - Dopo 8 ore di camera di consiglio il tribunale di Firenze ha condannato i vertici della casa farmaceutica Menarini. La presidente Lucia Aleotti e' stata condannata a 10 anni e mezzo, il fratello, Giovanni Aleotti, vicepresidente, a 7 anni e mezzo. Il processo li vedeva a giudizio per accuse, a vario titolo, di evasione fiscale, riciclaggio e corruzione. Il tribunale ha ordinato per gli imputati la confisca di oltre un miliardo di euro. Il tribunale ha stabilito anche che la presidente Lucia Aleotti dovra' risarcire, con 100mila euro, la presidenza del Consiglio dei Ministri che si era costituita parte civile. Secondo gli inquirenti, dal 1984 al 2010 Alberto Aleotti avrebbe usato societa' estere fittizie per l'acquisto dei principi attivi, per far 'lievitare' il prezzo finale dei farmaci, grazie a un giro di false fatturazioni truffando cosi' l'Ssn, che ha rimborsato medicinali con prezzi 'gonfiati'. Il danno per lo Stato sarebbe stato di 860 milioni. Il pm aveva chiesto nove anni e mezzo per Lucia Aleotti e otto anni per Giovanni Aleotti.

La difesa ha gia' annunciato il ricorso in appello. "Sinceramente io mi aspettavo qualcosa di meglio per quanto riguarda la sentenza, c'erano elementi seri per ritenere che un reato non ci fosse. Poi tutte le cose bisogna vedere come le motivano", ha commentato Sandro Traversi, difensore dei vertici della Menarini. "Useremo tutti gli strumenti possibili e immaginabili di impugnazione", spiega, "ora qualsiasi commento sarebbe fuori luogo perche' non ho elementi per poterlo fare congruamente". Tuttavia, "e' sicuramente stata esclusa l'ipotesi di truffa come reato presupposto ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. Questo per ora ho capito dal dispositivo", ha aggiunto l'avvocato. Quindi il collegio difensivo ha diffuso una nota in cui ribadisce che "la sentenza del Tribunale ha escluso l'esistenza della truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale consistente, secondo l'accusa, nell'ottenere prezzi gonfiati dei medicinali. Di conseguenza sono state respinte tutte le pretese delle aziende sanitarie (circa 200)". La condanna per riciclaggio - si legge nella nota - riguarda "esclusivamente i capitali personali scudati dal dottor Alberto Sergio Aleotti che il Tribunale ha ritenuto provenienti da frode fiscale. Lavoreremo ancora per far emergere ancor meglio, in appello, dalla enorme mole di documentazione acquisita al processo, le evidenti prove della estraneita' dei nostri assistiti anche ai fatti per i quali oggi vi e' una sentenza negativa".  (AGI)