Terrorismo: pachistano arrestato a Roma, avrebbe ospitato kamikaze

(AGI) - Sassari - Arrestato dalla polizia di Stato diSassari, un un cittadino Pakistano extracomunitario accusato diassociazione con finalita' di terrorismo e  

(AGI) - Sassari, 26 giu.- Arrestato dalla polizia di Stato diSassari, un un cittadino Pakistano extracomunitario accusato diassociazione con finalita' di terrorismo e di aver partecipato,con ruolo esecutivo, all'organizzazione dell'attentato commessoil 28 ottobre del 2009 nel mercato di Peshawar. L'uomo fermatoall'aeroporto Internazionale di Roma-Fiumicino in arrivo dalvolo proveniente da Islamabad avrebbe ospitato prima a Roma,successivamente ad Olbia, un presunto kamikaze deputato acompiere un attentato nel territorio italiano. L'operazionecondotta dagli agenti della DIGOS di Sassari in collaborazionecon la DIGOS di Roma e la Polizia di Frontiera diRoma-Fiumicino rientra nell'operazione antiterrorismo delloscorso 24 aprile, che ha visto l'esecuzione di 18 ordinanze dicustodia cautelare in carcere nei confronti di diversicittadini pakistani ed afgani facenti parte diun'organizzazione criminale transnazionale che operava in buonaparte del territorio nazionale anche per finanziare leprincipali organizzazioni terroristiche internazionali. Si chiama Siyar Khan, ha 36 anni e sarebbe stato tra iprotagonisti dell'attentato al mercato di Peshawar che nel 2009ha causato cento morti e duecento feriti l'uomo arrestato ieridalla Digos di Sassari all'aeroporto di Fiumicino, appenasbarcato da un volo da Islamabad. Il pachistano era sfuggitoalla prima ondata di arresti del 24 aprile scorso quandonell'inchiesta della Dda di Cagliari a Olbia erano finite inmanette 18 persone appartenenti alla cellula olbiese di AlQaeda. I dettagli dell'arresto sono stati illustrati in unaconferenza stampa stamane in questura a Sassari dal questorePasquale Errico e dal dirigente della Digos Mario Carta.Secondo gli investigatori, Khan aveva il compito di sistemare inuovi arrivati e nel 2010 avrebbe fornito supporto logistico alkamikaze che, come gia' noto, doveva mettere in atto unattentato suicida a Roma, forse anche in Vaticano, poi saltatograzie all'attivita' della Polizia. Dalle intercettazioniambientali e telefoniche, risulta infatti che i terroristiavessero progettato un attacco e fra le ipotesi c'era quella diinfiltrarsi - hanno registrato gli inquirenti - "tra i fedeli aSan Pietro". Nelle intercettazioni agli atti, risalenti acinque anni fa, piu' volte i qaedisti parlano di un "disastro"imminente, un "male per tante persone". Il presunto kamikaze,tale Tanvir, sarebbe transitato anche per Olbia. Dalleregistrazioni appare che l'uomo piu' volte avesse datopreoccupazioni ai referenti locali dell'organizzazionecriminale, comportandosi in maniera ritenuta non adeguata. Adesempio, a quanto risulta, poco prima di mettere in attol'attentato poi fortunatamente saltato, l'uomo avevafrequentato delle prostitute e gli olbiesi di Al Qaeda sipreoccupavano del fatto che potesse morire "impuro". Leattivita' investigative avevano comunque messo in allarme iterroristi, che parlavano delle perquisizioni della Poliziacome "le visite degli zii", e avevano rimodulato gli arrividegli affiliati. Khan, rinchiuso in carcere a Civitavecchia, e'accusato di strage e terrorismo internazionale, oltre che difavoreggiamento dell'immigrazione clandestina. (AGI).

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