Terrorismo: condannato l'Imam di Andria

(AGI) - Bari - Si e' concluso con 5 condanne, a penevarianti tra i 5 e i 3 anni di reclusione, il  [...]

Terrorismo: condannato l'Imam di Andria
(AGI) - Bari, 24 set. - Si e' concluso con 5 condanne, a penevarianti tra i 5 e i 3 anni di reclusione, il processo con ritoabbreviato davanti al gup del Tribunale di Bari a carico di 5imputati per associazione sovversiva finalizzata al terrorismointernazionale di matrice islamista. La condanna maggiore, 5anni e 2 mesi, ha riguardato Hachemi Ben Hassen Hosni, gia'Imam della Moschea di Andria, mentre tutti gli altri sono staticondannati a 3 anni e 4 mesi di carcere. Al centro delleindagini della Procura della Repubblica di Bari e deicarabinieri del Ros una cellula terroristica di matriceislamista con base logistica ad Andria, all'interno di un callcenter, gestito dal capo del gruppo. L'indagine denominata"Masrah" (teatro), ha consentito di documentare come, a partiredal 2008, gli indagati si fossero associati tra loro allo scopodi compiere atti di violenza con finalita' di terrorismointernazionale in Italia e all'estero, secondo i dettami diun'organizzazione transnazionale, operante sulla base di uncomplessivo programma criminoso politico-militare,caratterizzato da sentimenti di acceso antisemitismo eantioccidentalismo e dall'aspirazione alla preparazione edesecuzione di azioni terroristiche da attuarsi contro governi,forze militari, istituzioni, organizzazioni internazionali,cittadini civili ed altri obiettivi - ovunque collocati -riconducibili agli Stati ritenuti "infedeli" e nemici; il tuttonel quadro di un progetto di "guerra santa" ("jihad"). Inparticolare - secondo gli investigatori - centrale nellaattivita' del sodalizio e' il proselitismo, la formazione el'addestramento finalizzati a formare in ciascun adepto unpotenziale autore di iniziative terroristiche anche al di fuoridi una rigida preordinazione organizzata da parte dell'interonucleo associativo. Nel corso del processo e' stato documentatoil ruolo apicale rivestito, all'interno della "cellula", daltunisino Hachemi Ben Hassen Hosni, gia' imam della moschea diAndria e gestore di un call center sito in quel centro abitato,non solo riguardo alla sua costante e continua opera diproselitismo e indottrinamento finalizzata a formare "nuovi"adepti e consentire loro di raggiungere i territori della"jihad", con una preparazione, anche psicologica e ideologica,tale da permetterne l'immissione nel circuito terrorista, maanche per i suoi collegamenti e rapporti con personaggi dirilievo del terrorismo internazionale. In tale quadro e' emersal'attivita' di raccolta di fondi e di finanziamento operato dalcapo della "cellula" indagata in favore dei congiunti di alcuniterroristi, effettuato attraverso canali alternativi rispetto aquelli classici, e compiuto sulla spinta dell'ideale jihadista,in relazione al quale anteporre sempre la causa comune rispettoalla soddisfazione dei bisogni personali. E' stato accertatoche all'interno del call center andriese si cercavano sul web evisionavano i video pubblicati nei forum jihadisti, al fine diacquisire le necessarie cognizioni delle procedure per ilconfezionamento di ordigni esplosivi, per l'uso delle armi dafuoco e per il reclutamento di volontari mujaheddin da avviareai campi di battaglia in Afghanistan, Yemen, Iraq, e Cecenia. I membri del gruppo formavano una micro-comunita' isolata e alriparo da qualsiasi "richiamo" o condizionamento esterno, incui potere praticare la propria versione dell'Islam secondo idettami imposti da Al Qaeda. Le attivita' investigative, chehanno trovato puntuale conferma nella sentenza emessa dal gupavevano, altresi', evidenziato l'assoluta avversione della"cellula" nei confronti non solo delle religioni diversedall'Islam, ma anche verso l'Occidente, e, in particolare, gliUsa, Israele e l'Italia. Gli imputati, in occasione delterremoto che colpiva l'Abruzzo, il 7 aprile 2009, oltre amanifestare la gioia per quanto accaduto, avevano criticatoaspramente, ritenendolo inopportuno, il proposito dellacomunita' musulmana residente in Italia di contribuire agliaiuti per i terremotati con i fondi raccolti per il sostegnodella comune causa islamica. Il capo della cellula nutriva emanifestava radicati e incondizionati sentimenti antisionistiche, sulla base di detti sentimenti, diffondeva a livelloideologico non solo ai suoi sodali, istigandoli, inparticolare, alla violenza contro gli ebrei, ma anche ad altriindividui che per motivi culturali, sociali o religiosi sirelazionavano con lui. (AGI)