Starbucks in Italia? Caffetterie storiche, "c'e' posto per tutti"

(AGI) - Roma, 16 ott. - Che Sarbucks apra pure in Italia, lecaffetterie storiche del Bel Paese non vedono l'ora diconfrontarsi con il colosso americano per affermare la propriasuperiorita'. "Il caffe' e' tradizione e charm, e' abitudine estile" dice Antonio Sergio, uno dei titolari del bar Gambrinusdi Napoli, "Starbucks e' un modo frivolo di gustare il caffe',lontano anni luce dal nostro". Secondo Sergio lo stile dellacasa di Seattle potrebbe anche prendere piede, ma non presto."Potra' affermarsi tra i figli dei miei figli, ma oggi, apiazza Plebiscito, non riesco a immaginarmi uno

(AGI) - Roma, 16 ott. - Che Sarbucks apra pure in Italia, lecaffetterie storiche del Bel Paese non vedono l'ora diconfrontarsi con il colosso americano per affermare la propriasuperiorita'. "Il caffe' e' tradizione e charm, e' abitudine estile" dice Antonio Sergio, uno dei titolari del bar Gambrinusdi Napoli, "Starbucks e' un modo frivolo di gustare il caffe',lontano anni luce dal nostro". Secondo Sergio lo stile dellacasa di Seattle potrebbe anche prendere piede, ma non presto."Potra' affermarsi tra i figli dei miei figli, ma oggi, apiazza Plebiscito, non riesco a immaginarmi uno Starbusck cosi'come non immaginavo un McDonald anche se la catena era dispostaa spendere tantissimo per conquistare l'angolo piu' in vista,senza riuscirci". Cosi' come non teme la colonizzazioneamericana, Sergio non crede nell'esportazione del 'modelloGambrinus'. "Abbiamo avuto proposte di franchising" dice, "maper portare le nostre caratteristiche a Londra, New York eTokyo ce ne ne vuole..." Walter Sanso', direttore food andbeverages della storica pasticceria Cova a Milano, risponde conuna scrollata di spalle alla prospettiva dell'arrivo diStarbucks nella sua citta'. "Chiedere a Cova se e' preoccupatoper l'arrivo di Starbucks e' come chiedere a un ristorantestellato se e' preoccupato per l'apertura di una trattoria.Cova ha un certo tipo di target, Starbucks ne ha un altro.Siamo molto tranquilli e comunque viviamo bene la concorrenzaperche' la consideriamo uno stimolo. Di recente hanno apertodavanti a noi la nota pasticceria Marchesi e non ha creatoalcun problema". Anche al 'Tazza d'Oro', celebre torrefazionedella Capitale, meta di romani e turisti a due passi dalPantheon, non temono l'arrivo degli americani. "Sono due cosecompletamente diverse" dicono, "il caffe' americano ha poco ache fare con quello artigianale italiano e di alta qualita'. Separliamo di Starbucks non parliamo dell'espresso italiano e nontemiamo la loro concorrenza perche' utilizziamo da sempremiscele pregiate e di alta qualita'". Un approccio diverso e'quello di Francesco Massaro, del bar omonimo, storico locale inuno dei quartieri di Palermo celebri per lo street food. "Miricordo che quando McDonald arrivo' a Palermo" dice, "tuttierano molto perplessi e tanti pensavano che non potesseattecchire la storia culinaria particolare di Palermo, moltolegata al cibo da strada. Oggi, piu' di dieci anni dopo,McDonald ha avuto successo e lo stesso penso che accadrebbe conStarbucks: avrebbe la sua fetta di mercato che non toglierebbenulla a un bar come il mio. Non saranno necessariamentepubblici diversi: magari la gente verra' a fare colazione da mee un giorno a settimana andra' da Starbucks". Massaro confessanon solo di non temere, ma di attendere l'arrivo della catenadi Seattle: "Io, che dovrei avversare questo avvento, sonocontento perche' sono innamorato di qualunque cosa siaamericana e amo le grandi novita' che arrivano in questacitta'. E poi, quando vado in giro per il mondo, facciovolentieri colazione da Starbucks: amo i loro localiaccoglienti". (AGI)