Sempre più italiani denunciano casi di corruzione, restando anonimi

A sottolinearlo sono i numeri dell'Anac sul lavoro dei whistleblowing. E attraverso Italialeaks, piattaforma lanciata dall'Agi quasi un anno fa, si può in piena riservatezza segnalare alla redazione casi di mafia, malaffare e corruzione

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L'Anac, l'autorità nazionale anti-corruzione, ha pubblicato alcuni numeri che raccontano come le segnalazioni da parte dei whistleblowing abbiano subito una vera impennata negli ultimi anni. Si è passati, infatti, dalle 125 del 2015 alle 183 nel 2016, per arrivare alle 384 nel 2017 e alle 783 nel 2018.

Quest'ultimo è l'anno in cui è entrata in funzione la piattaforma informatica che consente la compilazione, l'invio e la ricezione delle segnalazioni stesse in forma riservata.

I dati sono contenuti nell'ultima relazione dell'Anac, cui la legge 179/2017 ha affidato il compito di verificare "eventuali misure discriminatorie nei confronti degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro".

Sempre nel 2018, le segnalazioni whistleblowing sono arrivate per il 42% da regioni del sud, per il 32% da quelle del nord e per il 23% dal centro. Quelle anonime e non classificate sono il 3% del totale mentre 16 sono state trasmesse, per competenza, alla procura, e 10 alla Corte dei Conti.

Con riferimento alla tipologia dell'ente, il 37,12% delle segnalazioni si riferiscono a Regioni ed enti locali, il 16,96% ad amministrazioni ed enti pubblici in generale, il 14,8% ad aziende sanitarie e ospedaliere, il 13,14% ad istituzioni scolastiche, di formazione e ricerca, il 9,44% a società a capitale pubblico o pubblico-privato, l'1,53% a società private.

Tra le tipologie d'abuso, la voce "corruzione, cattiva amministrazione, abuso di potere" (19,84%) prevale su "appalti illegittimi" (17,72%), "adozione di misure discriminatorie da parte dell'amministrazione o dell'ente" (15,34%), "concorsi illegittimi" (12,57%), "incarichi e nomine illegittime" (10,98%), "mancata attuazione della disciplina anti-corruzione" (8,47%), "cattiva gestione delle risorse pubbliche e danno erariale" (7,94%), "conflitto di interessi" (5,56%). 

Negli ultimi quattro anni le prefetture hanno emesso 1.922 interdittive antimafia: 366 nel 2015, 411 nel 2016, 572 nel 2017 e 573 l'anno scorso, il 56,5% in più rispetto al 2015. Per il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, questi numeri rappresentato "un segnale di quanto le organizzazioni criminali stiano infiltrando l'economia legale". Le interdittive antimafia emesse dalle varie prefetture vengono comunicate e annotate nel Casellario informatico delle imprese gestito proprio dall'Anac, che contiene una serie di informazioni utili per le amministrazioni pubbliche chiamate ad assegnare un appalto.

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Italialeaks 

L'impegno dell'Agi attraverso ItaliaLeaks

Sta per compiere un anno ItaliaLeaks, la piattaforma protetta, lanciata dall'Agenzia Italia, per consentire a chiunque di comunicare anonimamente con la redazione. Con la possibilità di allegare eventuali documenti, foto e video per denunciare e combattere la mafia, la corruzione e le pratiche illegali. Tutto mantenendo la riservatezza più assoluta. Lo facciamo perché siamo convinti che la verità e il giornalismo d’inchiesta abbiano ancora, e forse oggi più che mai, un ruolo fondamentale nel proteggere la democrazia, la libertà di parola e la libertà di tutti i cittadini.

 



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