Roma, la 'marcia' delle periferie contro Marino: "ora basta"

(AGI) - Roma - "Ora basta. Marino vattene". E' lostriscione che ha aperto la 'Marcia delle periferie', lamanifestazione voluta da una    [...]

(AGI) - Roma, 16 nov. - "Ora basta. Marino vattene". E' lostriscione che ha aperto la 'Marcia delle periferie', lamanifestazione voluta da una settantina tra comitati di zona e associazioni di quartiere per protestare "contro l'abbandono, icampi rom, il dilagare dei pusher, la mancanza di servizi".Nata come reazione collettiva (e apolitica: bandite le bandieredi partito) al degrado della citta' e della sua 'cintura', ilcorteo si e' risolto di fatto in una sorta di referendum controil primo cittadino, invitato a piu' riprese - con slogan ecartelli - a dimettersi. La manifestazione, partita da piazzadell'Esquilino, si e' snodata pacifica lungo via Cavour, largoCorrado Ricci, via dei Fori Imperiali e piazza Venezia (doveall'ennesima esecuzione dell'Inno di Mameli si e' visto anchequalche saluto romano) fino alla tappa finale di piazza SantiApostoli in un continuo sventolio di tricolori. Da Portuense aTorpignattara, dalla Rustica a Corcolle, passando per Ponte diNona, Lunghezza, Settecamini e Torre Angela, sono numerosi icittadini che hanno risposto all'appello lanciato dai promotorianche attraverso il sito Orabasta.roma.it.

"E' sulla pistasbagliata - attacca Brian Carelli, del neonato Coordinamentodelle periferie - chi parla di razzismo e di xenofobia: qui inpiazza ci sono solo cittadini che chiedono dei serviziall'altezza delle tasse che sono chiamati a pagare e chevorrebbero essere liberi di circolare per le strade e vivere lacitta' senza paura". Tra i partecipanti anche l'ex sindaco,Gianni Alemanno. "Sono qui - spiega - per solidarizzare conquesti cittadini che stanno facendo qualcosa di moltoimportante, dando uno sbocco pacifico e costruttivo allaprotesta e intercettando il disagio di periferie che nonvogliono essere ridotte ad altrettanti ghetti. Gli slogancontro Marino? Il disagio in citta' e' forte, persino lasinistra gli chiede di farsi da parte e lui farebbe bene afarlo. Ma e' bene ricordare che non e' tutta colpa sua -conclude Alemanno - ma di una immigrazione senza regole e ormaifuori controllo e di una cultura buonista, tipica dellasinistra, che impedisce di affrontare con la giusta energia ilproblema dei campi rom e della clandestinita'". Prossimoappuntamento del Coordinamento il 21 novembre all'Eur con unamanifestazione "contro prostituzione e illegalita".