Rigopiano, i soccorritori individuano una sesta vittima. Sale a 24 il numero dei dispersi

Ecco perché è ancora possibile trovare altri vivi - La valanga, 120.000 tonnellate: come 4.000 tir carichi - La turbina dimenticata nel paese accanto

Rigopiano, i soccorritori individuano una sesta vittima. Sale a 24 il numero dei dispersi
Gli uomini del soccorso alpino Piemonte scavano tra le macerie dell'Hotel Rigopiano (Afp)  

Sale a sei il bilancio delle vittime accertate dell’Hotel Rigopiano, travolto da una slavina il 18 gennaio. Il corpo di un uomo è stato individuato dai Vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di recupero. Intanto è salito a 24 il numero delle persone disperse dopo la slavina. Lo confermano i vigili del fuoco. Si tratterebbe di un immigrato di colore, un giovane dipendente, che è stato visto nell'albergo il giorno della valanga.

Sull'hotel 120.000 tonnellate di neve e detriti

C'è ancora speranza di trovare superstiti

A quasi quattro giorni dal crollo dell'hotel Rigopiano di Farindola i soccorritori continuano senza sosta a rimuovere la neve a mano, armati delle sole pale, ma non si attenua la speranza di salvare altre vite umane. Entusiasmo, determinazione, efficienza: queste le caratteristiche comuni dei soccorritori. Una battuta di uno spettatore del luogo rende bene l'idea: "Questi - ha detto guardando i Vigili del Fuoco che salivano su un elicottero - sono geneticamente modificati!". Ed è singolare notare che mentre tra gli spettatori come i giornalisti, nelle ultime ore sembra scemare l'entusiasmo provocato dal ritrovamento e dal salvataggio di nove persone (tra i quali quattro bambini) giovedì scorso, i soccorritori mostrano fiducia nella possibilità di salvare altre vite e la stanchezza non ha intaccato il loro entusiasmo.

La turbina dimenticata nel paese accanto

"Le speranze ci sono - dice Giuseppe Romano, direttore Emergenze dei Vigili del Fuoco - abbiamo già visto tanti casi di persone che sono sopravvissute anche per periodi ben più lunghi". Sulla stessa linea, il suo collega Fabio Jerman del comando di Belluno, spiega che le squadre all'opera lavorano con entusiasmo e determinazione e non c'e' traccia di rassegnazione. "Abbiamo predisposto un avvicendamento delle squadre ogni quattro o cinque giorni a seconda delle mansioni".